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SALUTE

Danni neurologici

Neuropatie e Parkinson, con l’esposizione a pesticidi, piombo ed arsenico

il contatto prolungato con inquinanti ambientali ha pesanti ricadute anche sul sistema nervoso, scatenando neuropatie importanti e raddoppiando il rischio di ammalarsi di Parkinson. Colloquio con Carlo Caltagirone, direttore scientifico della Fondazione IRCSS Santa Lucia di Roma

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Professore ci sono disturbi neurologici o vere e proprie malattie che possano essere scatenati da inquinanti ambientali?

Si, se c’è una esposizione prolungata e a concentrazione elevata.  Pesticidi e metalli pesanti sicuramente sono molto indiziati: per esempio ormai è assodato che la malattia di Parkinson, che pure ha una genesi basata sui fattori genetici,  ha un rischio di insorgenza che è doppio, nei lavoratori che li maneggino. Mi riferisco a pesticidi, erbicidi, antiparassitari. Queste le risultanze soprattutto in Cina e negli Stati uniti, dove sono stati fatti studi appositi.  Ma anche a piombo e ad arsenico. 

C'è bisogno di una predisposizione, o chiunque se esposto a determinate sostanze nocive può ammalarsi?
Sono vere entrambe le cose: la predisposizione vale per alcune malattie, mentre il danno neurologico di natura tossica per esempio la neuropatia tossica che produce disturbi nella deambulazione perché attacca i nervi periferici, è il risultato di una sofferenza indotta per esempio di alcuni metalli pesanti sulle fibre nervose. 

Ovviamente se si ha una predisposizione e ci si espone per esempio all’assunzione di alcolici, un altro fattore  che scatena neuropatie, o come abbiamo detto a sostanze tossiche,  le ricadute sulla salute  sono più gravi. Le faccio un esempio: negli anni 80 ci fu un grande problema socio sanitario nel napoletano, c’erano alcuni lavoratori delle calzature che confezionavano a domicilio i loro prodotti, usando senza precauzioni particolari colle. Abbiamo riscontrato decine di neuropatie tossiche in queste persone, le cosiddette polinevriti da collanti. 

C'è una teoria sulla decadenza dell'Impero romano: la diffusione di manufatti in piombo, metallo con cui venivano fatte anche le tubazioni dell'acqua, con pesanti ricadute sull'organismo dei nostri avi. Oggi nell'acqua potabile di molti Comuni Italia c'è arsenico, spesso oltre la soglia permessa: a quali pericoli ci si espone?

Credo poco a quella teoria, anche perché qualcuno si è preso la briga di analizzare le ossa degli antichi romani e solo in alcuni  reperti c’era una intossicazione da piombo, la ricerca è stata pubblicata sui Lancet. Ciò detto, l’arsenico a dosaggi elevati sicuramente produce una neurotossicità sia centrale sia periferica. Per fortuna i dosaggi a cui sono esposte molte popolazioni, anche in quei comuni dove il problema esiste perché vengono superate di molto le soglie stabilite dall’Unione Europea, a livello clinico non producono danni documentabili.  

Una volta che si è instaurata una di queste patologie, basta evitare di entrare in contatto con quegli inquinanti per ristabilirsi?

Ovviamente è auspicabile eliminare quanto prima l’esposizione a questi fattori di rischio, e ridurre le dosi già assorbite attraverso l’uso di chelanti.  La guarigione di una patologia del sistema nervoso,  anche solo di quello periferico, richiede molto tempo perché si ripristinino i tessuti nervosi danneggiati dai fattori tossici