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MONDO

New York Times: "La voce di questo Papa risuona in Campidoglio"

Papa Francesco 'detta' l'agenda alla politica Usa

Sempre più ascoltati oltreoceano i messaggi di giustizia sociale del Santo Padre che, secondo il quotidiano americano, sta influenzando le agende politiche sia dei democratici che dei repubblicani

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Papa Francesco
di Cristina Raschio
C'era da aspettarselo. Il momento in cui la voce di Francesco, di quel Papa arrivato 'dall'altra parte del mondo', si sarebbe sentita in tutto il Pianeta. Con i suoi appelli alla giustizia sociale, i suoi discorsi a favore delle politiche contro la disoccupazione, contro le disuguaglianze, l'attenzione per i poveri e per i deboli, papa Francesco ha affascinato anche gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti del Partito democratico del presidente Obama, ma anche di quello repubblicano.

In un articolo in prima pagina intitolato "La voce del Papa risuona in Campidoglio", il New York Times racconta quello che è successo poco prima delle vancanze natalizie a Washington. Prima di partire, ognuno con la propria famiglia per chissà quale meta turistica, i senatori democratici si sono riuniti per mettere a punto l'agenda politica del 2014. Il leader della maggioranza in Senato, Harry Reid, - scrive il quotidiano Usa - ha esortato i suoi colleghi di partito a concentrarsi sulla questione delle ineguaglianze sociali e di reddito. A un certo punto il senatore del Vermont, Bernard Sanders, gli avrebbe detto: "Tu sai che abbiamo un grande alleato, è il Papa". La cosa sorprendente è che Reid è un mormone mentre Sanders è un ebreo.

Un po' più spiazzati i repubblicani, che nelle parole nuove del Papa vedono vacillare quell'alleanza che su certe questioni finora avevano avuto con la Chiesa cattolica. Ma anche qui, all'interno dello stesso partito repubblicano, in molti come Paul Ryan, candidato con i repubblicani alla vice presidenza Usa nel 2012 con Mitt Romney e potenziale candidato alla Casa Bianca nel 2016, considerano la ventata di novità che arriva dal Vaticano come uno stimolo al cambiamento, al rinnovamento dell'agenda repubblicana bocciata sonoramente in tutte le recenti elezioni. Anche lui, che è un fervente cattolico, si sofferma costantemente sulla questione della povertà e delle disuguaglianze. 

Francesco è una presenza nel dibattito politico Usa
Ecco, l'influenza di Francesco, scrive il Nyt, potrebbe in qualche modo 'dettare' l'agenda dei due partiti, intenti a ricercare un messaggio chiaro e rinnovato da rivolgere ai cittadini in vista delle elezioni di midterm del prossimo novembre. Il fascino di Francesco - spiega il giornale - colpisce tutti, indipendentemente dalla fede politica o religiosa: che deputati e senatori siano mormoni o di religione ebraica. Proprio come nel caso di Reid e di Sanders."La grande verità - scrive il New York Times - è che da 4.500 miglia di distanza, dal Vaticano, Papa Francesco, che ha catturato il mondo con un messaggio di giustizia economica e di tolleranza, è divenuto una presenza nel dibattito politico di Washington".

Il messaggio di Francesco è così forte e chiaro che i democratici vedono nelle sue parole una grossa opportunità per far avanzare l'agenda sociale di Obama: dalle agevolazioni per i disoccupati all'aumento del salario minimo, fino a questioni più delicate come le nozze gay o i diritti delle donne, la contraccezione e il diritto alla salute.