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MONDO

Dopo oltre 20 mesi di trattative

Nucleare Iran, ecco le oltre 100 pagine dello storico accordo firmato a Vienna

In base all'intesa Teheran dovrà smantellare due terzi delle sue centrifughe e dovrà ridurre quasi a zero quello a basso grado di arricchimento esportando il resto. In cambio otterrà graduale e progressiva revoca delle sanzioni

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di Silvia Balducci
A Vienna si è scritta la storia. Un testo di oltre 100 pagine, corredato di cinque annessi tecnici che portano l'Iran fuori dall'isolamento internazionale. In cambio dovrà smantellare due terzi delle sue centrifughe, ridurre quasi a zero la quantità di uranio a basso arricchimento in suo possesso e accettare per 25 anni le verifiche degli ispettori dell'Agenzia per l'energia atomica. Non dovrà dunque smantellare il programma nucleare, ma limitarlo per 15 anni e orientarlo a scopi pacifici.

Le sanzioni economiche verranno revocate solo dopo le verifiche dell'Aiea sul rispetto dell'accordo. Verifiche che verranno effettuate entro i prossimi 16- 18 mesi. L'embargo sulle armi e sui missili resterà ma solo per i prossimi 5-8 anni.  Ma vediamo i punti chiave dell'intesa raggiunta dopo una notte di trattative tra l'Iran e i paesi del 5+1 (Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) e l'Unione Europea. 

Stock di uranio
L'Iran per 15 anni potrà arricchire l'uranio solo al 3,67 per centro, livello usato per scopi pacifici (si consideri che per costruire una bomba atomica servono uranio U-235 arricchito al 90 per cento o il plutonio Pu-239). Le scorte di uranio arricchito non potranno superare i 300 chili. Al momento l'Iran ne ha 12 tonnellate e a Vienna il ministro degli Esteri Zarif ha accettato di trasferire all'estero, in Russia, le eccedenze. Un aspetto assolutamente inaspettato, perché negli incontri di Losanna (dove ad aprile 2015 è stata firmata l'intesa preliminare) l'Iran siera rifiutato di trattare su questo punto.

Centrifughe e centrali
Delle 19 mila centrifughe IR-1 attive Teheran potrà tenerne solo 5060. La centrale segreta di Fordow sarà trasformata in un centro di ricerca e non potrà conservare materiali nucleari mentre quella di Natanz dovrà dimezzare la sua capacità. Il reattore ad acqua pesante di Arak sarà convertito affinché non possa creare materiali utili alla costruzione di armi atomiche.

Le sanzioni
Le sanzioni verranno rimosse, una volta approvata la risoluzione Onu, solo dopo le verifiche degli ispettori dell'Aiea sul rispetto degli accordi (per questo Obama ha sottolineato che l'agreement non si basa sulla fiducia). In caso di esito positivo verrebbero revocate tutte le sanzioni di carattere economico imposte da Usa, Ue e Onu (si consideri che gli Usa revocheranno solo le sanzioni imposte a causa del programma nucleare).

Embargo sulle armi
Questo è stato uno dei nodi più problematici dell'intesa e alla fine si è trovata una mediazione. L'accordo prevede infatti che l'embargo sulle armi e sui missili balistici sia mantenuto per i prossimi 5- 8 anni. 

Le ispezioni dell'Aiea
Per le verifiche l'Iran ha accettato un sistema intrusivo. Gli ispettori potrenno chiedere di avere accesso a tutti i siti, anche militari, ma attraverso un meccanismo che consentirà al Paese di contestare e discutere le richiesta. Teheran avrà infatti 15 giorni per decidere. In caso di diniego di accesso al sito la questione sarà portata all'attenzione di una Commissione di 8 Stati (5+1, Iran, Ue) che deciderà a maggioranza di 5. 

Violazione degli accordi
In caso di violazioni, l'intesa prevede che le sanzioni Onu vengano reintrodotte entro 65 giorni. Lo stesso vale per quelle che aveva imposto l’Ue.