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ECONOMIA

Nuove voci di nozze, su Unicredit e Mps Cnh conferma la trattativa per Iveco

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di Fabrizio Patti
Oggi borse tutte positive. Quella di Milano sale dell'1,3 per cento, la seconda migliore in Europa dopo quella Londra (+2,45%), spinta ancora dall'accordo sulla Brexit, che sembra compensare il nuovo lockdown nel Regno Unito.
Sono diversi i fattori che spingono i mercati. Come ieri c'è il petrolio, che sale anche oggi dello 0,5% dopo il quasi +5% di ieri. Il Brent del Mare del Nord ha superato i 54 dollari al barile. Il prezzo è tornato sui livelli di fine febbraio, anche se ancora lontano dai 65 dollari del gennaio scorso. A favorire le quotazioni c'è stato l'accordo trai Paesi dell'Opec Plus: nei prossimi due mesi Russia e Kazakhistan potranno aumentare la produzione, mentre l'Arabia Saudita la taglierà.  
Tra i titoli in evidenza ci sono i petroliferi Eni (+2,6%) e Saipem (+4,27%). Miglior titolo è però Buzzi Unicem (+7,26%): un titolo che sale, secondo gli analisti, perché l'ipotesi di un Senato statunitense controllato dai Democratici rende più probabile un incremento della spesa per infrastrutture e questo dà slancio al titolo dell'azienda produttrice di cemento.
Salgono anche Unicredit (+4,2%) e Mps (+4,8%). Secondo il Messaggero l'amministratore delegato uscente di Unicredit, Jean Pierre Mustier, avrebbe richiesto al Tesoro una dote pari a circa 6 miliardi per considerare una potenziale operazione con Banca Mps: 2,5 miliardi dall’aumento di capitale, 2,5 dalla conversione dei crediti fiscali e 1 miliardo di capitale aggiuntivo.
In evidenza però anche Cnh Industrial. Sono state riavviate le trattative per la cessione di una quota di maggioranza di Iveco alla cinese FAW e di una quota di minoranza di FPT, ex Fiat Power Train, cioè la società che realizza i motori per Cnh. Lo scrive la Reuters e l'azienda conferma. 
Negli Stati Uniti sono negativi i future sull'indice Nasdaq dei titoli tecnologici (-1,5%); di poco positivo il future sul Dow Jones.