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ECONOMIA

La ripresa dell'economia globale "rimane debole"

Ocse: "Italia in ripresa, ma sono necessari più investimenti"

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Secondo l'Ocse l'economia italiana "è destinata a riguadagnare forza" e questo nonostante la frenata nella crescita dell'occupazione. In particolare, la crescita sarà sostenuta dalla crescita dei redditi reali e dal conseguente aumento dei consumi privati, laddove gli investimenti, pur in recupero, potrebbero crescere ulteriormente con una maggior disponibilità di credito bancario. Questa la fotografia dell'Economic Outlook che conferma così le stime degli esperti dell'organizzazione di Parigi: la nostra economia è vista in espansione dell'1% nel 2016 e dell'1,4% nel 2017, la stessa previsione contenuta nell'Interim Economic Outlook di febbraio.

Le altre stime riguardano deficit e debito: in particolare, spiega l'Ocse, grazie alla "ripresa ciclica" e ai "bassi tassi di interesse" il rapporto deficit/Pil al 2,6% nel 2015, è destinato a scendere al 2,3% quest'anno e al 2% nel 2017 mentre il debito pubblico nel 2016 salirà al 160,3% (+0,1% rispetto al 2015) per poi calare al 159,4% l'anno prossimo. Per l'Ocse, in questo processo, "razionalizzare e ridurre la spesa pubblica è una priorità ma dipenderà in parte sull'aumento dell'efficienza della pubblica amministrazione". E comunque anche se l'Italia sta facendo progressi sulle riforme strutturali, deve fare di più per aumentare la produttività e l'inclusività del mercato del lavoro.

Più in generale, spiegano i ricercatori, "la fiducia di consumatori e imprese si è allontanata dai picchi post-crisi ma rimane elevata", si legge nel documento, "gli incrementi netti nel reddito delle famiglie, dovuti all'aumento dei redditi nominali, la bassa inflazione e le misure fiscali, insieme a un incremento della domanda (in particolare per veicoli da trasporto e altri beni durevoli), stanno sostenendo i consumi privati nonostante il recente rallentamento nella crescita dell'occupazione".

"La deflazione dei prezzi alla produzione, dovuta principalmente al calo dei prezzi dell'energia e dei prodotti petroliferi, le deboli aspettative di inflazione e la capacità di riserva ancora vasta stanno esercitando pressioni al ribasso sull'inflazione dei prezzi al consumo", aggiunge l'organizzazione di Parigi, "la robusta domanda interna porterà a una crescita delle importazioni maggiore delle esportazioni" laddove "l'inflazione rimarrà bassa, riflettendo un mercato del lavoro e dei prodotti che resta fiacco".

La ripresa dell'economia globale delude: la politica monetaria da sola non basta
Otto anni dopo la crisi finanziaria, laripresa dell'economia globale "rimane debole in maniera deludente", una congiuntura che richiede robuste risposte politiche, dal momento che l'azione delle banche centrali da sola non può certo bastare,  rileva l'Ocse. "Il Pil globale è previsto in crescita del 3% nel 2016, invariato rispetto allo scorso anno, con un miglioramento solo modesto previsto nel 2017", si legge nel documento, "anche la crescita del commercio globale rimane molto debole".

"Molte economie emergenti hanno perso impeto, con drastici rovesci in alcuni casi, in particolare i produttori di materie prime", prosegue l'organizzazione di Parigi, "la ripresa nelle economie avanzate rimane modesta, con la crescita trattenuta dai deboli incrementi dei salari e da investimenti fiacchi".    

"Persistono inoltre rischi per la stabilità finanziaria", in particolare nei paesi emergenti (che soffrono di "elevati livelli di indebitamento privato e restano "vulnerabili a deflussi di capitale"), sebbene in Cina siano calati i rischi di una brusca frenata, a fronte di un ribilanciamento dell'economia che si preannuncia nondimeno lento.

Nei paesi avanzati i rischi principali derivano invece "dalla difficoltà nell'accordarsi su risposte efficaci" che, nello specifico dell'Europa, riguardano "l'aumento dei rifugiati e l'impopolarità delle misure di austerita'", senza contare l'incognita Brexit che "deprimerebbe inmaniera significativa la crescita in Europa e altrove".    

Per uscire da questa situazione, secondo l'Ocse, occorrono "politiche nazionali di largo respiro" accompagnate da "politiche monetarie accomodanti". E' però "evidente che appoggiarsi solo sulla politica monetaria non è riuscito a garantire una crescita e un'inflazione soddisfacenti". Anzi, "un ulteriore allentamento monetario ora si rivelerebbe meno efficace che in passato, se non controproducente in alcuni casi".

"Molti paesi hanno spazio di manovra fiscale per rafforzare l'attività attraverso gli investimenti pubblici e quasi tutti sono nella condizione di ricollocare la spesa pubblica verso aree più  favorevoli alla crescita". Inoltre, "sforzi collettivi per ridare impeto alle riforme strutturali migliorerebbero la produttività, l'allocazione delle risorse e gli effetti delle politiche macroeconomiche di sostegno". Tali riforme strutturali andrebbero concentrate su politiche di breve termine a sostegno della domanda, alla luce "dell'aumento delle disuguaglianze di reddito in molti paesi".