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POLITICA

I commenti politici

Olimpiadi, le reazioni al 'no' di Raggi: uno sbaglio, e faccia funzionare la città

Uniformi e traversali le critiche alla rinuncia alle Olimpiadi del 2024

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Tutte di segno negativo le reazioni politiche al 'no' del sindaco Raggi alle Olimpiadi del 2024 a Roma.

In un tweet il presidente del Pd e commissario del partito a Roma, Matteo Orfini, scrive: "Il no alle Olimpiadi è uno schiaffo al futuro di Roma: così i romani perdono opportunità di sviluppo, di crescita, di lavoro".

"Virginia Raggi dice di non volere le 'olimpiadi del mattone' ma non ha il coraggio di organizzare una candidatura che non prevede la speculazione edilizia. Dichiara il buona sostanza di essere una incapace", scrive invece su Facebook
il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Il M5S poteva avere l'occasione di dimostrare cosa significa gestire con 'onestà' un grande evento come le Olimpiadi che avrebbero portato soldi e risalto internazionale a Roma e all'Italia. Ci aspettavamo che il Movimento cinque stelle dicesse 'ora vi facciamo vedere come si gestisce un grande evento senza consentire sprechi e ruberie e garantendo un indotto importante, ma evidentemente i grillini non sono capaci di fare la rivoluzione tanto annunciata. Per la loro politica è solo uno slogan e evitare figuracce hanno rinunciato. La Raggi è una pecora che si spaccia per leone. E a pagare è ancora una volta Roma, la città Eterna che dopo il no alle olimpiadi del pessimo Monti oggi incassa quello della codarda Raggi, scappata con la coda tra le gambe e che non avuto nemmeno il coraggio di incontrare i rappresentanti del comitato Roma 2024 e del nostro Comitato Olimpico Nazionale per dire 'no'".

"La decisione della Giunta Raggi sulla candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2024 è coerente con l'impegno preso dal M5s con gli elettori in campagna elettorale. Soltanto chi considera irrilevante il voto può gridare allo scandalo o stupirsi che il No della campagna elettorale non sia diventato un Si. Per ribaltare l'impegno elettorale sarebbe stato necessario un referendum cittadino. L'abbiamo proposto da ultimo in una mozione in aula Giulio Cesare il 10 agosto scorso. Allora, il Pd votò contro, nei giorni scorsi invece si è improvvisamente convinto". Lo afferma Stefano Fassina di Sinistra Italiana. "Le Olimpiadi sono un evento bellissimo che Roma, purtroppo, oggi non può permettersi. Le Olimpiadi sono sempre fonte di significativi debiti, nonostante i presunti paper scientifici presentati dal comitato promotore. Non è un problema di corruzione o malaffare, un problema di costi che lievitano ed entrate sempre inferiori alle previsioni. Anche a Londra, non solo a Atene. A Roma, prima di candidarsi, è necessario far funzionare la città: i trasporti, la gestione dei rifiuti, i servizi amministrativi ai cittadini e alle imprese, gli asili nido, gli interventi per le diffuse e profonde sofferenze sociali. Il Governo deve riconoscere che Roma è la Capitale del Paese. I 140 milioni di euro all'anno disponibili per le Olimpiadi a partire dal 2017 dovrebbero, almeno in parte, essere destinati a Roma. Spesi per le Olimpiadi avrebbero generato eventi affascinanti e tanti debiti. Spesi per far funzionare la città possono contribuire a dare all'Italia una Capitale adeguata", conclude.