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POLITICA

Riunione di maggioranza

Ddl Zan, no della Lega alla proposta di mediazione

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Tornerà a riunirsi martedì prossimo il tavolo di maggioranza sul ddl Zan, che si è svolto oggi pomeriggio a Palazzo Madama in commissione Giustizia. Non si è trattato però di una riunione interlocutoria, perché i partecipanti hanno stabilito di procedere adottando come testo base quello già approvato alla Camera e attualmente in commissione, fissando venerdì come termine per la presentazione delle eventuali richieste di modifica da parte dei gruppi. Al presidente della commissione e relatore del provvedimento, il leghista Andrea Ostellari, il compito di arrivare alla riunione di martedì prossimo con una possibile sintesi che possa soddisfare tutti. Il che, stando a quanto già emerso nell'incontro odierno, appare un'impresa piuttosto difficile: gli esponenti di Lega e Forza Italia (i capigruppo Massimiliano Romeo e Anna Maria Bernini) hanno chiesto di scrivere un nuovo testo, che modifichi la formulazione contenuta attualmente dal ddl Zan agli articoli 1, 4 e 7, che trattano rispettivamente dell'identità di genere, della libertà di opinione e dell'istituzione della giornata nazionale contro l'omotransfobia.

Per gli esponenti del Pd Simona Malpezzi (Franco Mirabelli era collegato da remoto), di M5s Andrea Cioffi e Alessandra Maiorino e di Leu Loredana De Petris, il testo Zan va bene così com'è, ed eventuali richieste di modifica o limature potrebbero essere discusse senza mettere in discussione l'approdo in aula già chiesto in conferenza dei capigruppo per il 13 luglio, che sara' votato il 6 pomeriggio, non a caso dopo la nuova riunione del tavolo di maggioranza.

 Chi sta cercando di accorciare le distanze tra gli schieramenti, ponendosi di fatto come forza di mediazione, è Italia Viva, presente col capogruppo Davide Faraone e collegata in remoto con Giuseppe Cucca. Nel corso della riunione i due esponenti hanno sottolineato l'importanza di trovare un accordo di maggioranza su una legge contro l'omofobia e hanno messo in guardia i presenti sul rischio del "pantano parlamentare" e dell'affossamento del provvedimento. Al termine dell'incontro, Faraone ha diffuso una nota in cui si sottolinea la necessità che "il ddl Zan abbia un iter veloce e  sicuro perché si approvi una legge che serve al Paese e per non  impantanare il Senato che dovrà trattare ad ora sette decreti prima della pausa estiva. In ogni caso - ha aggiunto - se non dovesse trovarsi  un'intesa, Italia Viva conferma che voterà per portare in aula  la legge". "Vogliamo una legge - ha dichiarato Anna Maria Bernini - ma scritta bene", mentre il capogruppo leghista Romeo è entrato maggiormente nel merito, spiegando che il suo partito ha chiesto "modifiche anche abbastanza sostanziali", aggiungendo che "si tratta di un tema delicato, non semplice da affrontare che non auspicherebbe lavori parlamentari affrettati ma una profonda analisi, a partire dall'articolo 1 sulla questione della definizione del sesso e dell'identità di genere, della fluidità sessuale".