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MONDO

L'epidemia

L'Oms dichiara l'emergenza globale per il Coronavirus

Quasi diecimila i casi accertati in venti Paesi. In Cina 213 morti, il Paese sempre più isolato. Primi due casi in Russia, che ha chiuso le frontiere. Slitta a lunedì il rimpatrio degli italiani da Wuhan. Diversi Paesi bloccano traffico aereo con la Cina

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L'epidemia di coronavirus è un'emergenza sanitaria mondiale. Dopo una prima fase di cautela, l'Oms ha certificato che il livello di attenzione massima ha oltrepassato i confini cinesi. Nel paese i numeri continuano a correre: 213 morti e oltre 8.100 contagi. 2.000 solo i nuovi casi di infezioni confermate in Cina. Lo rende noto la commissione sanitaria nazionale (Nhc) Cinese, specificando che 42 delle 43 nuove vittime sono state registrate nella provincia dell'Hubei da dove è iniziato il contagio. Il Paese è sempre più isolato, dopo che la Russia che ha chiuso il confine orientale e altre compagnie aeree internazionali hanno interrotto i collegamenti.

Primi casi accertati in Russia
In Russia due persone sono risultate colpite dal coronavirus e messe in isolamento , si tratta di due cittadini cinesi. Secondo la Golikova, si trovano nella regione di Tyumen e in quella di Zabaykalsky Krai. "Non vi è alcun rischio" che il virus "si diffonda ulteriormente" ha dichiarato il capo dell'ente federale russo per il controllo del benessere della salute (Rospotrebnadzor), Anna Popova, precisando che le persone ammalatesi sono "in condizioni stabili" e viene fornita loro tutta l'assistenza medica necessaria.

Primi due casi confermati in Gran Bretagna
Due casi di Coronavirus sono stati confermati nel Regno Unito, i primi confermati nel Paese. Lo riferisce la Bbc citando fonti mediche. Si tratta di membri della stessa famiglia, che sono al momento sottoposti a trattamenti sanitari. E sono ricoverati in una struttura in Newcastle. Intanto l'aereo charter britannico con a bordo i cittadini evacuati da Wuhan è atterrato oggi in GranBretagna. Il velivolo, con a bordo 83 cittadini britannici e 27 di altra nazionalità, è atterrato alla base della Royal Air Force di Brize Norton, nell'Oxfordshire.

Bambino contagiato in Germania
C'è un primo bambino contagiato dal coronavirus in Germania. Lo ha reso noto il ministero della Salute del Land della Baviera. Si tratta del figlio di un dipendente della ditta Webasto di cui ieri era stato annunciato il contagio. Finora in Germania i casi confermati sono sei, tutti collegati all'impresa bavarese che aveva ospitato una donna cinese risultata poi affetta dal virus una volta rientrata nel suo Paese.

Da Ue 10 milioni per la ricerca
Dieci milioni di euro dal bilancio Ue per la ricerca sul nuovo coronavirus. Li impegna la Commissione europea, grazie ad un invito straordinario a presentare proposte fino al 12 febbraio nell'ambito del programma per la ricerca e l'innovazione Ue Horizon 2020. I finanziamenti andranno a progetti per migliorare le conoscenze sul nuovo virus, la preparazione e la capacità di risposta della salute pubblica e contribuire ad una gestione clinica più efficiente dei pazienti infetti.

Corea del Nord chiude i collegamenti con la Cina
La Corea del Nord ha chiuso "in via temporanea da oggi tutti i collegamenti aerei e ferroviari con la Cina" a causa del rischio di contagio del coronavirus di Wuhan. E' la comunicazione apparsa sul sito del Foreign Office della Gran Bretagna, Paese che ha l'ambasciata nel Nord. La mossa è in linea con le misure adottate nei giorni scorsi, tra cui il forte rafforzamento dei controlli alla frontiera, mentre erano rimasti ancora operativi alcuni collegamenti. Il peggioramento degli scenari in Cina ha portato all'ulteriore stretta.

Il Pakistan sospende voli da e per la Cina
Il Pakistan ha sospeso oggi i voli da e per la Cina in seguito all'aggravarsi del bilancio delle vittime del coronavirus.   Un funzionario dell'Aviazione civile pachistana ha riferito che le operazioni di volo da e per la Cina sono sospese fino al 2 febbraio. La Pakistan International Airline (Pia) aveva già comunicato ieri la sospensione dei suoi voli su Pechino fino al 2 febbraio. Dopo la data indicata - domenica - le autorità pachistane effettueranno una nuova valutazione della situazione.

Il Giappone esorta cittadini a evitare viaggi in Cina
Il Giappone  ha fatto appello ai cittadini affinché evitino qualsiasi  viaggio non necessario verso la Cina a causa dell'epidemia  del coronavirus. L'appello è stato lanciato dal primo  ministro Shinzo Abe. Il governo giapponese ha raccomandato di  evitare qualsiasi spostamento, urgente o no, nella provincia  di Hubei (Cina centrale), focolaio dell'epidemia. Anche gli  Stati Uniti hanno esortato i cittadini a non recarsi in Cina,  dove il bilancio delle vittime e' aumentato oggi a 213 morti,  e molti altri paesi hanno rafforzato le misure precauzionali  di fronte a un'epidemia dichiarata emergenza internazionale  dall'Oms. Washington ha alzato il livello di allerta.

Kenya Airways sospende voli per la Cina
La Kenya Airways ha sospeso tutti i voli da e per la Cina a causa dell'epidemia di coronavirus. La compagnia aerea ha reso noto mediante un comunicato stampa. Dei sei casi sospetti segnalati in Africa, quello del ragazzo in Costa d'Avorio e dei quattro cittadini etiopi sono risultati negativi ai test, mentre in Kenya uno studente è stato messo in isolamento martedì dopo essere arrivato nella capiate Nairobi dalla città cinese di Wuhan, epicentro dell'epidemia. KenyaAirways ha dichiarato che sono in corso consultazioni con i ministeri della Sanità e degli Affari esteri sulla durata della sospensione voli. 

Royal Air Maroc sospende voli per Pechino
A partire da oggi e fino al 29 febbraio Royal Air Maroc sospende i voli Casablanca-Pechino-Casablanca. La compagnia di bandiera marocchina motiva lo stop per "forte calo di richieste". I clienti che avevano già programmato viaggi in Cina in questo stesso periodo "saranno informati personalmente", avverte il comunicato "e sarà loro proposta una nuova data di viaggio,senza alcun aggravio di costi".

Oms: lavorare insieme è l'unico modo per fermare il virus 
In un'ennesima giornata contrassegnata da nuovi contagi, vittime e paesi colpiti dal coronavirus, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha convocato una riunione d'emergenza dei suoi esperti a Ginevra. In conferenza stampa, ha lodato "gli standard di risposta" della Cina all'epidemia, che hanno consentito finora di circoscrivere i casi all'estero a 98 in 18 paesi, e senza al momento fare vittime. E tuttavia, ha aggiunto: "Sebbene questi numeri siano piccoli, dobbiamo agire insieme per limitare ulteriormente la diffusione del virus": così ha dichiarato "un'emergenza sanitaria globale". L'unico modo per sconfiggere questa epidemia è che tutti i paesi lavorino insieme in uno spirito di solidarietà e cooperazione. Siamo tutti insieme, e possiamo solo fermarlo insieme", ha sottolineato.

Ambasciatore cinese: "No reazioni eccessive e freni a scambi"
"Siamo ancora in una fase molto critica nella lotta contro il coronavirus". Lo ha ammesso l'ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Zhang Jun, sottolineando però che l'epidemia è ancora principalmente confinata in Cina e esortando la comunità internazionale a evitare reazioni eccessive. "Mentre comprendiamo le preoccupazioni degli altri paesi, dovremmo anche ascoltare i consigli del direttore generale dell'Oms", che ha affermato di avere piena fiducia negli sforzi della Cina nella lotta contro l'epidemia, "non vi è motivo di adottare misure che interferiscono inutilmente con i viaggi e gli scambi internazionali", ha detto Zhang.

Sviluppato Kit per diagnosi rapida, test in massimo 15 minuti
Un kit per la diagnosi rapida  del coronavirus è stato sviluppato dagli scienziati di Wuxi, nella  provincia dello Jiangsu, nell'est della Cina. E' in grado di rivelare  se una persona abbia contratto il virus tra gli otto ed i 15 minuti, ha annunciato l'ufficio della Scienza e della Tecnologia della città,  secondo il quale il kit è facile da usare e trasportare ed è decisivo  per la prevenzione ed il controllo dell'epidemia. Il kit è stato sviluppato in 11 giorni grazie al lavoro congiunto  degli esperti dell'Istituto nazionale per il controllo e la  prevenzione delle malattie virali e di un'azienda high-tech di Wuxi. Il kit ora sarà prodotto su larga scala.

Rimpatri in Francia, isolamento per 14 giorni
L'aereo militare con a bordo circa 200  cittadini francesi evacuati da Wuhan è atterrato a Istres, nella  Francia meridionale. Lo riferisce Le Figaro. I 200 non presentano  sintomi del coronavirus, ma verranno posti in quarantena per due  settimane in un centro vacanze a Cary-le- Rouet, vicino Marsiglia,  dove saranno sorvegliati a gendarmi. L'aereo era partito da Wuhan alle sette del mattino ora locale.  In Francia sono al momento sei i casi accertati di coronavirus. Ma quello annunciato ieri, il sesto, è il "primo caso annunciato"di contaminazione sul territorio francese, un medico contaminato in Francia da una persona affetta dal virus, poi rientrata in Cina. Il medico-paziente è attualmente ricoverato in isolamento a Parigi.

Su aereo tedesco per rimpatrio connazionali 10mila tute protettive
Sull'aereo militare tedesco inviato in Cina per riportare in Germania dalla provincia di Hubei circa 130 persone (90 cittadini tedeschi più 40 familiari di diversa cittadinanza) ci saranno anche 10 mila tute protettive, destinate a contribuire al contrasto all'epidemia del coronavirus. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Heiko Maas, confermando che all'arrivo il gruppo sarà messo in quarantena per due settimane in una struttura militare. Per quanto riguarda le 10 mila tute protettive, all'arrivo dell'area esse verranno consegnate ai responsabili cinesi che ne faranno richiesta.

Non c'è sfiducia verso Pechino
La ragione principale di questa dichiarazione non è ciò che sta accadendo in Cina, ma quanto succede in altri Paesi: la nostra preoccupazione principale riguarda la potenziale diffusione del virus in nazioni con dei sistemi sanitari meno in grado di farvi fronte", ha continuato Ghebreyesus. "Voglie essere chiaro: questa dichiarazione non è un voto di sfiducia nei confronti della Cina, al contrario l'Oms continua ad avere fiducia nelle capacità della Cina di tenere sotto controllo l'epidemia". 

Oms non raccomanda limitazioni ai viaggi 
L'Organizzazione mondiale della Sanità, tuttavia, "non raccomanda di limitare i viaggi, il commercio e il movimento (della popolazione) e si oppone persino a qualsiasi restrizione di viaggio". Lo ha affermato il direttore generale al termine del comitato d'emergenza. L'Oms raccomanda invece a tutti i paesi di applicare misure fondate come "appoggiare paesi con sanità debole, accelerare sui vaccini, contrastare la diffusione di voci infondate".



La situazione in Cina 
In Cina l'infezione è arrivata ovunque, toccando anche il Tibet. La maggior parte dei contagi resta concentrata nella provincia epicentro di Hubei ed quasi 1.400 persone sono gravi. Sui loro profili ci sono ancora scarse informazioni. La rivista scientifica The Lancet, analizzando 99 ricoveri a Wuhan, ha rilevato che la quasi totalità sarebbe scaturita dalle esposizioni al pesce ed agli animali selvatici del mercato di Wuhan, mentre i primi casi di contagio uomo a uomo sono arrivati diversi giorni prima. La malattia sembra aggredire soprattutto anziani maschi con problemi medici precedenti. Gli esperti cinesi osservano che con adeguate misure di contenimento e prevenzione i contagi potrebbero calare, ma la priorità è trovare un vaccino: secondo i ricercatori cinesi, serviranno almeno 3 mesi. Un laboratorio in California ha previsto i primi test tra giugno e luglio. Al lavoro anche russi e australiani.

Negli Usa primo contagio da persona a persona
Nei giorni scorsi negli Stati Uniti si è registrato il primo contagio uomo a uomo, di infezione contratta fuori alla Cina, come era già accaduto in Vietnam, Giappone e Germania. 

Cina sempre più isolata
In questo stato di cose la barriera di isolamento intorno alla Cina si sta allungando. La Russia ha chiuso oltre 4mila km di confine orientale, sempre più Paesi stanno sconsigliando ai propri cittadini i viaggi non necessari, anche la Farnesina ha emesso un warning per Hubei.  Per la seconda economia del mondo i contraccolpi sono durissimi, non solo sul fronte del turismo, perché anche i grandi colossi internazionali con basi nel paese corrono ai ripari. Google, Ikea, Starbucks and Tesla hanno chiuso i loro negozi o sospeso le operazioni e dopo Toyota anche la Bmw ha fermato tre stabilimenti e Volkswagen ha allungato le ferie dei dipendenti. A risentirne è anche il settore sportivo: sospese le gare di sci e di atletica indoor, ora rischia anche il gran premio di Shanghai. Il governo ha stanziato 3,5 miliardi di dollari in sussidi e il presidente Xi Jinping ha minacciato di punire severamente i funzionari che non seguissero le regole per far fronte all'epidemia. 

Slitta il rientro degli italiani da Wuhan
Il caos in Cina ha delle conseguenze anche sui rimpatri delle migliaia di stranieri bloccati a Wuhan, perché i singoli paesi attendono, in una sorta di coda, l'autorizzazione di Pechino a partire. Gruppi di americani e giapponesi e francesi sono già rientrati da Wuhan.  L'aereo militare destinato a riportarli in patria dovrebbe partire nella giornata di sabato. I connazionali giungerebbero a Roma domenica, considerati i tempi tempi tecnici per organizzare il rientro, la messa a punto delle complesse questioni logistiche e gli stringenti vincoli di carattere sanitario da rispettare. A essere riportati in patria saranno una settantina di persone che hanno scelto volontariamente di partire.  Al loro rientro saranno messi in quarantena. I tecnici delle amministrazioni coinvolte hanno individuato una struttura nel grande comprensorio militare della Cecchignola a Roma.