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ECONOMIA

World Economic Forum di Davos

Padoan: "I problemi Ue nascono a Bruxelles e Francoforte"

"L'Europa non affronta le sfide in modo coerente, è ripiegata su se stessa"

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L'Italia sta proseguendo le sue riforme strutturali ma i media, dopo l'approvazione dei provvedimenti del Governo, stanno trascurando la parte cruciale dell'applicazione, l'unica che fa veramente la differenza in termini di risultati e di successiva ricaduta politica. E' la tesi del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che, intervenendo a un dibattito al vertice di Davos, ha fatto il punto sull'azione del Governo. "Stiamo continuando la nostra strategia delle riforme in Italia - ha affermato il ministro - malgrado ciò che spesso leggo qui. Una cosa bella delle riforme strutturali è che hanno un aspetto relativo agli affari pubblici, quando la riforma viene votata e incassa i titoli dei giornali. Ma il giorno dopo inizia il duro lavoro, perchè bisogna attuarle le riforme e ovviamente gli organi d'informazione - scusatemi - non sono interessati nell'attuazione che è ciò che fa la differenza e che, con un ritardo temporale, forse di pochi anni, saranno auspicabilmente riconosciute in termini di sostegno politico".  

Il ministro è intervenuto stamattina alle 7,30 ad un panel a porte chiuse dove si è discusso di crescita inclusiva, un tema che sta molto a cuore all'Italia tanto da essere stata promotrice dell'inserimento nell'agenda del G7.

L'Europa non ha strategia coerente su globalizzazione
"Sono preoccupato perché l'Europa non ha una strategia su come affrontare la nuova globalizzazione", ha detto il ministro dell'Economia, intervenuto a una sessione al Wef sulla crisi della classe media. "L'Europa non affronta le sfide in modo coerente, è ripiegata su se stessa", ha detto Padoan facendo riferimento anche alla sfida dell'immigrazione. "Non penso che stiamo uscendo dalla globalizzazione - ha aggiunto - ma che stiamo entrando in un nuovo stadio di relazioni internazionali". 

I problemi Ue nascono in Bruxelles o Francoforte
 ''Il problema dell'Europa è l'Europa. I nostri problemi nascono in Bruxelles e, talvolta, in Francoforte. Questo è il problema. Dobbiamo rovesciare completamente le politiche perchè ora si stanno dando i giusti argomenti per convincere che il populismo ha ragione''. 

Trump e Brexit sfidano mancanza visione Ue
"I policy makers devono avere la visione" necessaria per attivare gli attori dell'economia, tuttavia "specialmente in Europa manca quella visione e questa è la sfida che Brexit e Trump ci lanciano. Mi dispiace essere pessimista ma è così".

Classe media delusa, dice no a tutto
Le economie avanzate e specialmente l'Europa l'insoddisfazione della clase media, la disillusione per il futuro e la delusione per le prospettive "vengono espresse dicendo no a qualsiasi cosa i leader politici suggeriscano" e in queste condizioni "individuare delle soluzioni è più difficile che dire no", ha detto durante un panel Padoan. "E' il segno di una crisi che richiede il ripensamento della leadership".

La maggior parte populisti brave persone, prenderli seriamente
"Dobbiamo prendere il populismo seriamente anche perchè quelli che lo votano, in molti casi, sono brave persone, che sono preoccupate sul futuro dei propri ragazzi, sull'educazione, sulla sicurezza. E vanno presi molto seriamente'', ha detto Padoan. Per il ministro però dal populismo non arrivano risposte. ''Le soluzioni sono complicate e richiedono tempo per risolvere i problemi''.

"Politici sappiano prendere decisioni anche dolorose"
"I leader politici devono avere il coraggio di prendere decisioni e mettere in atto buone proposte efficienti che possono a volte essere anche dolorose", ha poi affermato il ministro. Al panel di Davos partecipano anche il segretario della Lega Araba, Amre Moussa, il presidente della Croce Rossa, Peter Maurer. Argomento di discussione le 'divisioni' religioni, politiche, sociali, populismi e globalizzazione nel mondo. Per Moussa, la principale divisione nel mondo è ora quella tra 'ricchi e poveri'." La vera piaga è la povertà - ha detto il segretario della Lega Araba - che determinerà il futuro di questo mondo, il futuro dei Continenti".

Moscovici: domani vedrò Padoan
"Vedrò domani Padoan e potete immaginare di cosa parleremo": lo ha detto il commissario agli Affari monetari Pierre Moscovici a margine dei lavori di Davos. Padoan ha ricevuto ieri una lettera dell'Ue in cui si invita l'Italia a un consolidamento pari allo 0,2% del Pil nel 2017 al fine di rispettare il percorso di conseguimento dell'obiettivo di riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil. Una lettera firmata dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e dal Commissario per gli affari economici e monetari, la fiscalità e l'unione doganale Pierre Moscovici, entrambi a Davos come lo stesso Padoan. "Le miei discussioni con Padoan sono sempre costruttive e franche. E' sempre una buona occasione di confronto. Non c'è da preoccuparsi", ha poi aggiunto. "L'Italia non è l'unico caso - ha ricordato Moscovici - è anche il caso di Francia, Spagna e Portogallo".