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MONDO

A lezione con cordone militare

Pakistan, riapre la scuola della strage di Peshawar dove morirono 148 persone

Il 16 dicembre la strage: 132 studenti morti, 148 vittime in totale. La violenza sanguinaria dei taliban oggi subisce una sconfitta simbolica: i ragazzi tornano in classe, insieme alla paura si respira entusiasmo. A proteggerli una ventina di soldati. Che il Paese non sia certo immune da altri attentati lo racconta l'ultimo attacco in Baluchistan: 7 morti. 

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Per la scuola di Peshawar oggi è il giorno della rivincita sui talebani: si riapre, riprendono le lezioni. Una vittoria simbolica dopo che il 16 dicembre fu teatro del peggiore massacro della storia del Pakistan: 148 vittime di cui 132 studenti, 122 feriti e una spaventosa presa di coscienza della popolazione di essere costantemente un bersaglio degli estremisti. Nelle stesse ore, infatti, un commando di circa 40 militanti ha sferrato un attacco a colpi di razzi e arma da fuoco contro un posto di blocco in Baluchistan: le vittime sono almeno 7.

Il rientro a scuola circondati dai soldati 
E’ un giorno che gli studenti vivono in bilico tra dolore ed entusiasmo. Una delle responsabili dell’istituto ha raccontato che i pochi ragazzini ritornati dietro i banchi evocavano con tristezza il sacrificio dei tanti amici e compagni ma sono riusciti anche a superarla con la contentezza di ritrovarsi e di riprendere in mano i libri. Ad accoglierli hanno trovato una ventina di soldati, un presidio per garantire loro la sicurezza.
 
La “giustificazione” dei talebani e il pugno di ferro di Sharif
La strage degli studenti era stata giustificata dai talebani come una vendetta per l’uccisione dei loro familiari nelle operazioni militari lanciate da Islamabad in Nord Waziristan e Khyber Pakhtunkwa, le zone tribali in cui da giugno ad oggi sono morte circa 1200 persone. Frasi che hanno scatenato l’immediata reazione del premier Narwaz Sharif: eliminazione della moratoria sulla pena di morte per i casi di terrorismo (in vigore dal 2008) e annuncio di 500 esecuzioni imminenti come conseguenza.
 
Tante le scuole rimaste chiuse per la sicurezza
Non hanno le telecamere, i muri non sono abbastanza alti, manca il filo spinato sulla recinzione. Sono molte le scuole in Pakistan che non hanno potuto riaprire perché prive dei requisiti di sicurezza. Dopo la chiusura per le vacanze invernali, quindi, porte sbarrate in attesa che vengano messe a norma. Un altro segno che l’attentato di Peshawar continua a seminare terrore.