Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Papa-Francesco-ad-Atene-incontro-con-giovani-0b25bf43-ba71-436c-b58c-6053b7a23893.html | rainews/live/ | true
MONDO

Ultima tappa del suo 35esimo viaggio

Papa Francesco ad Atene, l'incontro con i giovani: "Vivete con coraggio"

"Non seguite i sicari della speranza" ha detto  il pontefice incontrando i giovani ad Atene. "Scegliere è una sfida. È affrontare la paura dell'ignoto, è uscire dalla palude dell'omologazione". E poi l'invito a essere "più sociali e non solo molto social"

Condividi
Papa Francesco
Si è concluso il viaggio di Papa Francesco a Cipro e in Grecia, 35esimo all'estero del suo Pontificato. L'aereo, della compagnia di bandiera greca Aegean con a bordo il Papa partito da Atene è atterrato sulla pista dell'aeroporto di Ciampino a Roma alle 12.54. 

L'incontro con i giovani ad Atene
La mattinata, dopo aver celebrato la Messa in privato, è iniziata per Francesco con la visita del Presidente del Parlamento Ellenico, Konstantinos Tasoulas, nel salone di rappresentanza della Nunziatura Apostolica. Prima di lasciare la sede diplomatica Papa Francesco, ha salutato il personale che vi lavora. Subito dopo nella scuola di Maroussi, attualmente gestito dai Fratelli delle scuole cristiane, Francesco ha tenuto il suo ultimo discorso pubblico di questo viaggio pastorale all'estero, prima di imbarcarsi in aereo per il viaggio di ritorno a Roma.

"Non seguite i sicari della speranza"
"Il senso della vita non è restare sulla spiaggia aspettando che il vento porti novità. La salvezza sta in mare aperto, sta nello slancio, nella ricerca, nell'inseguire i sogni, quelli veri, quelli ad occhi aperti, che comportano fatica, lotta, venti contrari, burrasche improvvise. Ma non lasciarsi paralizzare dalle paure, sognare in grande! E sognare insieme!", ha detto il Papa incontrando i giovani ad Atene.

In una scuola ellenica Francesco ha ascoltato le loro testimonianze e li ha incitati "ad affrontare la vita" senza farsi condizionare da mode o da chi vuole portagli via la speranza. Ricordando la storia di Telemaco, raccontata nell'Odissea, che si mette di nascosto alla ricerca del padre Ulisse affrontando i rischi del mare aperto, Francesco ha detto ai ragazzi che, come nel racconto "ci sarà chi cercherà di fermarvi. Ci sarà sempre chi vi dirà: 'Lascia perdere, non rischiare, è inutile'. Sono gli azzeratori di sogni, i sicari della speranza, gli inguaribili nostalgici del passato. - ha detto - Voi, invece, nutrite il coraggio della speranza". "Come si fa? - ha poi aggiunto - Attraverso le vostre scelte. Scegliere è una sfida. È affrontare la paura dell'ignoto, è uscire dalla palude dell'omologazione, è decidere di prendere in mano la vita. Per fare scelte giuste, potete ricordare una cosa: le buone decisioni riguardano sempre gli altri, non solo sé stessi. Ecco le scelte per cui vale la pena rischiare, i sogni da realizzare: quelli che richiedono coraggio e coinvolgono gli altri".

"Siate più sociali e non solo molto social"
"È vero, - ha detto in un passaggio del suo discorso - servire gli altri è la via per conquistare la gioia! Dedicarsi agli altri non è da perdenti, è da vincenti; è la via per fare qualcosa di veramente nuovo nella storia. Ho saputo - ha poi aggiunto - che in greco 'giovane' si dice 'nuovo' e nuovo significa giovane. Il servizio è la novità di Gesù; il servizio, il dedicarsi agli altri è la novità che rende la vita sempre giovane". Rivolgendosi a ragazzi riuniti nella sala polivalente del complesso scolastico, Francesco ha quindi aggiunto: "vuoi fare qualcosa di nuovo nella vita? Vuoi ringiovanire? Non accontentarti di pubblicare qualche post o qualche tweet. Non accontentarti di incontri virtuali, cerca quelli reali, soprattutto con chi ha bisogno di te: non cercare la visibilità, ma gli invisibili. Questo è originale, rivoluzionario". "Tanti oggi - ha insistito - sono molto social ma poco sociali: chiusi in sé stessi, prigionieri del cellulare che tengono in mano. Ma sullo schermo manca l'altro, mancano i suoi occhi, il suo respiro, le sue mani. Lo schermo facilmente diventa uno specchio, dove credi di stare di fronte al mondo, ma in realtà sei solo, in un mondo virtuale pieno di apparenze, di foto truccate per sembrare sempre belli e in forma. Che bello invece stare con gli altri, scoprire la novità dell'altro! Coltivare la mistica dell'insieme, la gioia di condividere, l'ardore di servire!".

Francesco ha poi voluto ricordare le famose parole incise sul frontone del tempio di Delfi: "Ricordate le famose parole incise sul frontone del tempio di Delfi? 'Conosci te stesso'. Oggi c'è il rischio di scordare chi siamo, ossessionati da mille apparenze, da messaggi martellanti che fanno dipendere la vita da come ci vestiamo, dalla macchina che guidiamo, da come gli altri ci guardano... Ma quell'invito antico, conosci te stesso, vale ancora oggi: riconosci che vali per quello che sei, non per quello che hai" ha poi sottolineato il Papa. "Non vali per la marca del vestito o per le scarpe che porti - ha ricordato -, ma perché sei unico, sei unica".   

"Penso a un'altra immagine antica, quella delle sirene - ha proseguito il Pontefice -. Come Ulisse nel percorso verso casa,anche voi nella vita, che è un viaggio avventuroso verso la Casa del Padre, troverete delle sirene. Nel mito attiravano i naviganti con il loro canto per farli sfracellare contro gli scogli. Nella realtà le sirene di oggi vogliono ammaliarvi con messaggi seducenti e insistenti, che puntano sui guadagni facili, sui falsi bisogni del consumismo, sul culto del benessere fisico, del divertimento a tutti i costi...". Secondo Francesco, "sono tanti fuochi d'artificio, che brillano per un attimo, ma lasciano solo fumo nell'aria".   "Certo, non è facile resistere - ha riconosciuto -. Vi ricordate come ci riuscì Ulisse, insidiato dalle sirene? Si fece legare all'albero maestro della nave. Ma un altro personaggio,Orfeo, ci insegna una via migliore: intonò una melodia più bella di quella delle sirene e così le mise a tacere". "Ecco perché è importante alimentare lo stupore, la bellezza della fede! - ha concluso il Pontefice - Non siamo cristiani perché dobbiamo, ma perché è bello. E proprio per custodire questa bellezza diciamo no a ciò che vuole oscurarla".

"Uscire dalla proprie comfort zone"
Il Papa invita i giovani ad allenare l'anima, nell'incontro con gli altri. "In greco c’è un detto illuminante: o fílos ine állos eaftós, 'l’amico è un altro me'. Sì, l’altro è la via per ritrovare sé stessi. Certo, costa fatica uscire dalle proprie comfort zone, è più facile stare seduti sul divano davanti alla tv. Ma è roba vecchia, non è da giovani. Ma guarda un giovane sul divano, che cosa vecchia! Da giovani è reagire: quando ci si sente soli, aprirsi; quando viene la tentazione di chiudersi, cercare gli altri, allenarsi in questa 'ginnastica dell’anima'. Qui sono nati i più grandi eventi sportivi, le Olimpiadi, la maratona... Oltre all'agonismo che fa bene al corpo c’è quello che fa bene all'anima: allenarsi all'apertura, percorrere lunghe distanze da sé stessi per accorciare quelle con gli altri; lanciare il cuore oltre gli ostacoli; sollevare gli uni i pesi degli altri... Allenarvi in questo vi farà felici, vi manterrà giovani e vi farà sentire l’avventura di vivere!".

Dopo l'incontro con i giovani il pontefice si è recato all'aeroporto internazionale di Atene per la cerimonia di congedo, il Papa è stato accolto da Nikos Dendias, ministro degli Affari Esteri. Dopo la Guardia d'Onore e il saluto delle delegazioni, l'aereo con a bordo Francesco è decollato alla volta di Roma.

Ma prima della partenza c'è stato un piccolo inconveniente per Papa Francesco: salendo gli ultimi gradini della scaletta dell'aereo che lo ha riportato in Italia , è inciampato perdendo un attimo l'equilibrio e appoggiandosi al mancorrente di destra. Subito si è rialzato, aiutato prontamente da chi lo seguiva, evitando una vera e propria caduta. Francesco ha potuto salire poi gli ultimi 5 gradini che mancavano e si è girato per salutare chi attendeva alla base della scaletta.
Al suo ritorno a Roma, prima di far rientro in Vaticano, una in preghiera di ringraziamento dinnanzi all'immagine della Madonna "Salus populi romani" custodita nella Basilica Santa Maria Maggiore.