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MONDO

"Impossibile ignorare il volto dei migranti, non giriamoci dall'altra parte"

Papa Francesco all'Angelus: "La libertà vera si trova nell'umiltà"

"Tra le povere mura di una piccola casa, Dio ha cambiato la storia" ha detto il papa all'Angelus nella solennità dell'Immacolata Concezione, commentando il Vangelo di oggi

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Papa Francesco
"Il Signore, per compiere meraviglie, non ha bisogno di grandi mezzi e delle nostre capacità eccelse, ma della nostra umiltà, del nostro sguardo aperto a Lui. E anche aperto agli altri". Lo ha detto papa Francesco all'Angelus nella solennità dell'Immacolata Concezione, commentando l'odierno Vangelo su Maria che a Nazaret riceve l'annuncio dell'angelo.   "Con quell'annuncio - ha spiegato -, tra le povere mura di una piccola casa, Dio ha cambiato la storia. Anche oggi desidera fare grandi cose con noi nella quotidianità: cioè in famiglia, al lavoro, negli ambienti di ogni giorno. Lì, più che nei grandi eventi della storia, la grazia di Dio ama operare". "Ma, mi domando - ha proseguito il Pontefice -, ci crediamo? Oppure pensiamo che la santità sia un'utopia, qualcosa per gli addetti ai lavori, una pia illusione incompatibile con la vita ordinaria?".   

"Si è liberi quando si è umili"
Maria che "si turba" quando sa di essere la prescelta dimostra che la libertà vera si trova nell'umiltà. Questo, spiega Papa Francesco, "perché sente rivolto a sé quanto non attribuiva a sé stessa. Maria, infatti, non si attribuisce prerogative, non rivendica qualcosa, non ascrive nulla a suo merito. Non si autocompiace, non si esalta. Perché nella sua umiltà sa di ricevere tutto da Dio. E' dunque libera da sé stessa, tutta rivolta a Dio e agli altri. Maria Immacolata non ha occhi per sé. Ecco l'umiltà vera".

"Chiediamo oggi alla Madonna una grazia - ha aggiunto Francesco introducendo la preghiera mariana - che ci liberi dall'idea fuorviante che una cosa è il Vangelo e un'altra la vita; che ci accenda di entusiasmo per l'ideale della santità, che non è questione di santini e immaginette, ma di vivere ogni giorno quello che ci capita umili e gioiosi, liberi da noi stessi, con gli occhi rivolti a Dio e al prossimo che incontriamo. Per favore, non perdiamoci di coraggio - ha concluso -: a tutti il Signore ha dato una stoffa buona per tessere la santità nella vita quotidiana! E quando ci assale il dubbio di non farcela, o la tristezza di essere inadeguati, lasciamo ciguardare dagli 'occhi misericordiosi' della Madonna, perché nessuno che abbia chiesto il suo soccorso è stato mai abbandonato!".

"Impossibile ignorare il volto dei migranti, non giriamoci dall'altra parte"
Dopo l'Angelus di oggi, il pontefice ha parlato del suo recente viaggio a Cipro e in Grecia, dove ha visitato per la seconda volta il campo di Lesbo. "Ripeto che davanti alla storia, davanti ai volti di chi emigra, non possiamo tacere, non possiamo girarci dall'altra parte" ha detto il Papa. "A Cipro come a Lesbo - ha affermato - ho potuto guardare negli occhi questa sofferenza". "Per favore - ha proseguito -, guardiamo negli occhi gli scartati che incontriamo. Lasciamoci provocare dai visi dei bambini, figli di migranti disperati. Lasciamoci scavare dentro dalla loro sofferenza per reagire alla nostra indifferenza. Guardiamo i loro volti per risvegliarci al sonno dell'abitudine".  E ha sottolineato: "Cipro è una perla nel Mediterraneo di rara bellezza che però porta impressa la ferita del filo spinato, il dolore per un muro che la divide. A Cipro mi sono sentito in famiglia, ho trovato in tutti dei fratelli e delle sorelle. Conservo nel cuore ogni incontro. Il mio augurio per Cipro è che sia sempre un laboratorio di fraternità dove l'incontro prevalga sullo scontro. Dove si accoglie il fratello, soprattutto quando è povero, scartato, emigrato".