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MONDO

Per la Messa di domani attesi un milione di fedeli

Papa Francesco in Madagascar: "Uno sviluppo integrale per tutti gli abitanti"

Lunedì il pontefice terminerà la sua visita in Africa viaggiando nelle isole Mauritius

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"Vi incoraggio a lottare con forza e determinazione contro tutte le forme endemiche di corruzione e di speculazione che accrescono la disparità sociale". Con queste parole papa Francesco ha inaugurato il sabato di visita in Madagascar. La seconda tappa del viaggio apostolico in tre paesi dell'Africa sotto l'equatore è iniziata ieri pomeriggio con l'arrivo nella capitale dell'isola africana, Antananarivo. "Bisogna affrontare le situazioni di grande precarietà e di esclusione che generano sempre condizioni di povertà disumana" dice papa Francesco nella cerimonia con le autorità, tra cui il presidente malgascio Andry Rajoelina.

Nel discorso il papa chiede di impegnarsi per lo sviluppo integrale di tutti gli abitanti, senza escludere nessuno, nel rispetto del patrimonio culturale del popolo, che una presunta “cultura universale” disprezza e distrugge. Da qui il riferimento alla globalizzazione economica, "i cui limiti sono sempre più evidenti e che non dovrebbe portare ad una omogeneizzazione culturale. Faremo in modo che l’aiuto fornito dalla comunità internazionale non sia l’unica garanzia dello sviluppo del Paese. Sarà il popolo stesso che progressivamente si farà carico di sé, diventando l’artefice del proprio destino". 

La stampa del Madagascar è stata sorpresa dall'umiltà del papa, accolto ieri da migliaia di cittadini che esponevano cartelloni con scritto "Tonga soa", benvenuto. Proprio sul popolo locale il discorso di papa Francesco è proseguito: "Bisogna sostenere le sue iniziative e le sue azioni, la voce di coloro che non hanno voce sarà resa più udibile, così come le varie armonie, anche contrastanti, di una comunità nazionale che cerca la propria unità. Vi invito a immaginare questo percorso nel quale nessuno è messo da parte, o va da solo o si perde". Circa la metà della popolazione (26 milioni di abitanti) del Madagascar è di religione cristiana, suddivisi più o meno in numero equo fra cattolici e protestanti. Il paese è classificato fra i 10 più poveri del mondo, dove la malnutrizione cronica colpisce un bambino su due. Domani, per la Messa, sono attese tra le 900mila e un milione di persone dell'ex colonia francese, diventata indipendente nel 1960.



Prima del Madagascar, mercoledì pomeriggio papa Francesco era arrivato a Maputo, capitale del Mozambico. Dopo incontri, visite e messaggi di vicinanza al popolo del paese africano, aveva detto durante la messa davanti a 60mila fedeli: "Il Mozambico è una nazione benedetta, e voi - autorità del paese - siete invitati a prendervi cura di questa benedizione". Il 6 agosto il presidente della Repubblica Filipe Nyusi ha posto fine alle tensioni siglando un'intesa con l'opposizione ex guerrigliera Renamo. Anche in Mozambico quindi parole non solo di religione, ma anche inerenti alla politica e all'economia. 

Lunedì papa Francesco terminerà la sua missione in Africa australe con l'ultima tappa a Port Louis, capitale delle isole Mauritius, colonia britannica fino al 1968 e paese già visitato da papa Woityla nel 1989. L'isola non ha una religione di stato ufficiale e i cattolici sono il 28% della popolazione. Sono previsti una serie di incontri politici, pastorali e interreligiosi.