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MONDO

La visita del Pontefice

Papa Francesco in Terra Santa, il viaggio sulle orme di Gesù

Papa Bergoglio in Giordania, Israele e Palestina a 50 anni da Paolo VI: 14 discorsi in 3 giorni. Misure eccezionali di sicurezza. Dall'aereo che lo porta ad Amman invia un tweet: "Accompagnatemi con le vostre preghiere"

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Papa Francesco
Gerusalemme
Papa Francesco è ad Amman, capitale della Giordania, prima tappa dell'atteso viaggio in Terra Santa. Bergoglio è arrivato al palazzo reale Hosseiniya di Amman, dove è stato ricevuto da re Abdallah. Il pontefice si è intrattenuto con il sovrano, con la regina Rania, in abito bianco e con i figli della coppia prima della cerimonia ufficiale di benvenuto. Domenica il Papa andrà prima in Palestina, poi in Israele, mentre lunedì sera è atteso il rientro in Vaticano.

Dall'aereo Bergoglio ha inviato un tweet. "Cari amici - ha scritto dal suo account @Pontifex - vi chiedo di accompagnarmi con le vostre preghiere nel mio pellegrinaggio in Terra Santa". 


Il telegramma a Napolitano
Il Papa ha anche inviato un telegramma al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Nel momento in cui mi accingo a compiere il mio pellegrinaggio in Terra Santa, a cinquant'anni dallo storico viaggio del venerabile Paolo VI, al fine di pregare per la giustizia e la pace e per incoraggiare il dialogo ecumenico e interreligioso, desidero rivolgere a lei, signor Presidente, e al popolo italiano il mio cordiale saluto, che accompagno con sinceri auspici per il bene spirituale e sociale della diletta Italia".

Il viaggio
Un viaggio religioso e fortemente simbolico, quello di Bergoglio, che abbraccerà i temi del Medio Oriente e il rapporto tra cattolici e ortodossi. La visita in Terra Santa che Papa Francesco inizia stamattina toccherà la Giordania, la Palestina e Israele ricalcando - anche per la brevità della visita - i passi di Paolo VI, che inaugurò nel 1964 i viaggi papali fuori Italia incontrando a Gerusalemme il patriarca di Costantinopoli Atenagora.

Visita carica di significati
Non mancheranno, i nodi politici. Il Papa incontrerà i profughi palestinesi del campo di Dheisheh, domenica e, lunedì mattina (con qualche perplessità da parte israeliana), il gran muftì alla spianata delle moschee, come già fece Bendetto XVI.

Alle 9.45 dello stesso lunedì, il Papa deporrà fiori al monte Herzl, luogo che ricorda il fondatore del sionismo Theodor Herzl.

Le messe
Tra le particolarità del viaggio, poi, papa Francesco non celebrerà nessuna messa all'aperto in Israele, bensì quella allo stadio di Amman, sabato 24, e quella nella piazza della Mangiatoia a Betlemme, domenica 25.

In Israele, Jorge Mario Bergoglio celebrerà, lunedì 26, nella sala del Cenacolo, luogo sacro ai cristiani (è qui che secondo la tradizione Gesù ebbe l'ultima cena con i discepoli, morì e risorse), ma sacro anche agli israeliani (che vi identificano la tomba del re David), e per questo giuridicamente conteso da Israele e dalla Chiesa.

Nessuna messa pubblica a Gerusalemme (Benedetto XVI, per esempio, la celebrò, nel 2009 nella Josafat Valley) o in Galilea (dove si sono recati i tre predecessori di Bergoglio, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) ma, visti i tempi stretti, non il Papa argentino.

Particolarità del viaggio
Proprio in ragione della intensità dell'agenda, non vi sono alcuni appuntamenti tipici dei viaggi papali. Non è previsto, per esempio, alcun incontro ufficiale con i rappresentanti delle altre religioni.

Nel corso del viaggio, l'agenda sarà molto serrata: quattordici discorsi, compreso il Regina Coeli della domenica, tre Stati, molti spostamenti interni, incontri con tutte le rispettive autorità.

Sicurezza
Il Papa parlerà sempre in italiano. Bergoglio - non senza qualche malumore dei servizi di sicurezza israeliani - non userà né papamobile, né auto blindata, ma si muoverà con auto normale o jeep aperta. In particolare, due i momenti previsti per la autovettura scoperta: per salutare i fedeli presenti alla Messa del sabato pomeriggio all'International Stadium ad Amman, in Giordania, e, la mattina dopo, domenica, prima della messa nella piazza della Mangiatoia a Bethlehem, in Palestina. E' il secondo viaggio internazionale di Bergoglio dopo quello in Brasile dell'estate scorsa e prima di quello in Corea del sud di agosto prossimo.