Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Papa-Francesco-ingiustizia-sembra-non-avere-fine-La-messa-a-Santa-Cruz-per-apertura-del-V-Congresso-eucaristico-3b67aa25-d502-429d-ab27-55d04bf9aac7.html | rainews/live/ | true
MONDO

La messa a Santa Cruz per l'apertura del V Congresso eucaristico

Papa Francesco in Bolivia: "L'ingiustizia sembra non avere fine"

Il grido di dolore di papa Francesco davanti a quasi due milioni di fedeli: "L'ingiustizia sembra non avere fine". Parlando della povertà che affligge il mondo ha aggiunto: "Di fronte a tante situazioni di fame nel mondo possiamo dire: 'Non tornano i conti'"

Condividi
Una folla di quasi due milioni di fedeli  ha accolto il Papa al suo arrivo nella Piazza, e tra queste molte madri, alcune in abiti tradizionali, che tenevano i figli in braccio e a loro si è rivolto sia parlando in spagnolo e, per le letture e per le preghiere, anche nelle lingue indigene guaranì, spagnolo, quechua, aymara.

Papa Francesco durante la messa a Santa Cruz, nel Parco del Cristo Redentore, ha lanciato un grido di dolore: "L'ingiustizia sembra non avere fine". 

Parlando della povertà che affligge il mondo ha aggiunto: "Di fronte a tante situazioni di fame nel mondo possiamo dire: 'Non tornano i conti'; è impossibile affrontare queste situazioni; e allora la disperazione finisce per prenderci il cuore. In un cuore disperato è molto facile che prenda spazio la logica che pretende di imporsi nel mondo di oggi. In tutto il mondo. Una logica che cerca di trasformare tutto in oggetto di scambio, di consumo, tutto negoziabile. Una logica che pretende di lasciare spazio a pochi, scartando tutti quelli che non 'producono', che non sono considerati idonei e degni perché apparentemente 'i conti non tornano'. Gesù ancora una altra volta ci parla e ci dice: 'Non è necessario che se ne vadano, date loro voi stessi da mangiare'". 

Il Pontefice sprona i fedeli a non perdere la speranza. "Non sono poche le volte in cui sperimentiamo la stanchezza di questo cammino. Non sono poche le volte in cui mancano le forze per mantenere viva la speranza. Quante volte viviamo situazioni che pretendono di anestetizzarci la memoria, e così si indebolisce la speranza e si vanno perdendo le ragioni della gioia. E comincia a prenderci una tristezza che diventa individualista, che ci fa perdere la memoria di essere popolo amato, popolo eletto. Questa perdita ci disgrega, fa sì che ci chiudiamo agli altri, specialmente ai più poveri".

"In questi giorni - racconta Francesco - ho potuto vedere molte madri con i loro figli sulle spalle. Come fanno qui molte di voi. Portano su di sé la vita, il futuro della loro gente. Portano le ragioni della loro gioia, delle loro speranze. Portano la benedizione della terra nei frutti. Portano il lavoro realizzato dalle loro mani. Mani che hanno plasmato il presente e che tesseranno le aspirazioni del domani. Ma portano sulle loro spalle anche disillusioni, tristezze e amarezze, l'ingiustizia che pare non avere fine e le cicatrici di una giustizia che non si realizza. Portano su di sé la gioia e il dolore della loro terra. Voi portate la memoria del vostro popolo". Perché i popoli, ricorda Bergoglio, "hanno memoria, una memoria che si trasmette di generazione in generazione, una memoria in cammino".

E' stata la prima messa che il Papa ha celebrato in Bolivia, dopo il suo arrivo ieri a La Paz e l'incontro con il presidente Evo Morales. Il rito ha aperto il congresso eucaristico nazionale, che continuerà nella città di Tarija. Durante la messa c'è stato anche il gesto altamente simbolico della consegna delle croci missionarie, a quanti percorreranno l'America latina in preparazione del V Congresso missionario del Continente, in agenda nel 2018.