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MONDO

Domani tappa a Lesbo dove Bergoglio incontrerà i profughi

Papa Francesco lascia Cipro e vola in Grecia: "Democrazia arretra, attenzione a facili populismi"

Dopo i due giorni di visita a Cipro, il Papa vola in Grecia per continuare il suo 35esimo viaggio all'estero fino al prossimo 6 dicembre. In programma una serie di incontri politico-istituzionali e religiosi. "L'Ue lacerata da nazionalismi, è bloccata e scoordinata" ha detto il pontefice nel suo discorso alle autorità greche

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"Qui è nata la democrazia. La culla, millenni dopo, è diventata una casa, una grande casa di popoli democratici: mi riferisco all'Unione Europea e al sogno di pace e fraternità che rappresenta per tanti popoli". Così il Papa nel suo discorso alle autorità greche ad Atene. "Non si può,tuttavia, che constatare con preoccupazione come oggi, non solo nel Continente europeo, si registri un arretramento della democrazia". Essa "richiede la partecipazione e il coinvolgimento di tutti e dunque domanda fatica e pazienza. È complessa, mentre l'autoritarismo è sbrigativo e le facili rassicurazioni proposte dai populismi appaiono allettanti". Perché "il bene sia davvero partecipato", un'attenzione prioritaria "va rivolta alle fasce più deboli", ha detto il Papa. "E' la direzione da seguire, che un padre fondatore dell'Europa (De Gasperi, ndr) indicò come antidoto alle polarizzazioni che animano la democrazia ma rischiano di esasperarla". "Un cambio di passo in tal senso è necessario, mentre, amplificate dalla comunicazione virtuale, si diffondono ogni giorno paure e si elaborano teorie per contrapporsi agli altri". Si deve invece "passare dal parteggiare al partecipare; dall'impegnarsi solo a sostenere la propria parte al coinvolgersi per la promozione di tutti".

Il Papa è atterrato in tarda mattinata all'aeroporto internazionale di Atene, ad accogliere Francesco allo scalo ellenico, il nunzio apostolico in Grecia, monsignor Savio Hon Tai-Fai, e il ministro degli Esteri Nikos Dendias.  Bergoglio raggiungerà il palazzo presidenziale per la cerimonia di benvenuto e la visita di cortesia alla presidente della Repubblica Ekaterini Sakellaropoulou. A seguire, l'incontro con il primo ministro Kyriakos Mitsotakis. Quindi l'incontro con le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico. 

"Ue lacerata da nazionalismi, è bloccata e scoordinata"
"La Comunità europea, lacerata da egoismi nazionalistici, anziché essere traino di solidarietà,alcune volte appare bloccata e scoordinata" ha sottolineato inoltre il Papa. "Se un tempo i contrasti ideologici impedivano la costruzione di ponti tra l'est e l'ovest del continente - ha detto - oggi la questione migratoria ha aperto falle anche tra il sud e il nord. Vorrei esortare nuovamente a una visione d'insieme, comunitaria,di fronte alla questione migratoria e incoraggiare a rivolgere attenzione ai più bisognosi perché secondo le possibilità di ciascun Paese siano accolti, protetti, promossi e integrati nel pieno rispetto dei loro diritti umani".

"Occidente intrappolato da avidità e consumismo"
Dalla millenaria cultura della Grecia viene "il richiamo ad allargare gli orizzonti verso l'Alto: dal Monte Olimpo all'Acropoli al Monte Athos, la Grecia invita l'uomo di ogni tempo a orientare il viaggio della vita verso l'Alto. Verso Dio, perché abbiamo bisogno della trascendenza per essere veramente umani" ha detto Papa Francesco nel suo discorso alle Autorità politiche e religiose, e i Membri del Corpo Diplomatico e i Rappresentanti della Società Civile nel Palazzo Presidenziale di Atene.  Dopo il discorso della Presidente della Repubblica Ellenica, Katerina Sakellaropoulou,  Francesco, prendendo la parola,  ha ricordato che "oggi, nell'Occidente da qui sorto, si tende a offuscare il bisogno del Cielo, intrappolati dalla frenesia di mille corse terrene e dall'avidità insaziabile di un consumismo spersonalizzante, questi luoghi - ha poi aggiunto - ci invitano a lasciarci stupire dall'infinito, dalla bellezza dell'essere, dalla gioia della fede. Da qui sono passate le vie del Vangelo, che hanno unito Oriente e Occidente, Luoghi Santi ed Europa, Gerusalemme e Roma; quei Vangeli che  - ha concluso - per portare al mondo la buona notizia di Dio amante dell'uomo sono stati scritti in greco, lingua immortale usata dalla Parola - dal Logos - per esprimersi, linguaggio della sapienza umana divenuto voce della Sapienza divina".

"Attuare impegni sul clima, alle parole seguano i fatti"
Altro tema caro a Papa Francesco è quello del clima: "Auspico che gli impegni assunti nella lotta contro i cambiamenti climatici siano sempre più condivisi e non siano di facciata, ma vengano seriamente attuati. Alle parole seguano i fatti, perché i figli non paghino l'ennesima ipocrisia dei padri" ha detto. 

In Grecia il Papa terrà sei discorsi ufficiali e domani si recherà, per la seconda volta, nel campo profughi di Lesbo dove incontrerà la drammatica esperienza di rifugiati e richiedenti asilo, una delle tappe più significative del suo viaggio apostolico. Nel pomeriggio alle 16.00 la visita di cortesia a Ieronymos II, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, presso l'Arcivescovado ortodosso, e l'incontro pubblico alla presenza dei rispettivi seguiti nella "Sala del Trono". Alle 17.15, sempre ad Atene, l'incontro con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e i seminaristi nella Cattedrale di San Dionigi, e alle 18.45 l'incontro privato con i membri della Compagnia di Gesù alla Nunziatura apostolica. 

Papa Francesco ha lasciato questa mattia Cipro dove è rimasto per due giorni, incontrando la comunità cristiana dell'isola le autorità politiche e la società civile. Due, in primo luogo, i temi che hanno contraddistinto la prima tappa di questo suo 35.mo viaggio all'estero: il dialogo tra le confessioni cristiane in una comunità aperta ed accogliente ed il tema dei migranti in un Mediterraneo sempre più, come lui stesso ha ricordato più volte, passato da essere 'Mare nostrum' a un grande cimitero di chi cerca salvezza e possibiltà di sopravvivere a guerre e fame.

Tra i temi toccati anche quello della riunificazione di Cipro e gli sforzi per pacificare l'isola oggi divisa dolorosamente tra la parte a maggioranza greco-cipriota e la parte turco-cipriota. "Mentre concludo la mia visita apostolica a Cipro, rinnovo il mio profondo gratitudine a vostra eccellenza e al popolo di Cipro per la vostra accoglienza e ospitalità. Con l'assicurazione delle mie preghiere per la pace e la prosperità della nazione, invoco su tutti voi la benedizioni di Dio onnipotente". Con questo telegramma, inviato al Presidente della Repubblica di Cipro, Nicos Anastasiades, subito dopo la partenza in aereo da Larnaca, papa Francesco ha voluto ringraziare il popolo cipriota per la sua accoglienza nei due giorni di permanenza nell'isola che hanno costituito l'inizio del suo 35.mo viaggio pastorale all'estero che si concluderà in Grecia. La cerimonia di congedo è avvenuta all'aeroporto di Larnaca ed a salutare il papa è stato il Presidente della Repubblica. Francesco è giunto all'aeroscalo in auto direttamente dalla Nunziatura di Nicosia.