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MONDO

Regina Caeli in Piazza San Pietro

Il Papa: "Troppe donne sono vittime di violenza. Questo non è amore"

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"La prepotenza conduce a una degenerazione dell'amore, ad abusare degli altri, a far soffrire la persona amata". Così Papa Francesco introducendo la recita del Regina Caeli in Piazza San Pietro. "Penso all'amore malato che si trasforma in violenza - e quante donne ne sono vittime oggigiorno. Questo non è amore".

"Amare - ha sottolineato il Pontefice - come ci ama il Signore vuol dire apprezzare la persona che ci sta accanto e rispettare la sua libertà, amarla così com'è - non come vogliamo che fosse -, gratuitamente. In definitiva, Gesù ci chiede di abitare nel suo amore, non nelle nostre idee, non nel culto di noi stessi. Chi abita nel culto di se stessi abita in uno specchio", ha aggiunto a braccio. Gesù "ci chiede di uscire dalla pretesa di controllare e gestire gli altri, ma di fidarci e donarci agli altri". 

"Amare come Cristo significa dire di no ad altri 'amori' che il mondo ci propone: amore per il denaro, per il successo, per il potere.... Queste strade ingannevoli ci allontanano dall’amore del Signore e ci portano a diventare sempre più egoisti, narcisisti e prepotenti. E la prepotenza conduce a una
degenerazione dell’amore, ad abusare degli altri, a far soffrire la persona amata. Penso all’amore malato che si trasforma in violenza – e quante donne ne sono vittime oggigiorno. Questo non è amore".

 "Seguo con preoccupazione gli eventi di Gerusalemme, prego affinché sia luogo di incontro e non di  scontro. Invito tutti a cercare soluzioni condivise perché  l'identità multireligiosa della Città Santa sia rispettata. La violenza genera solo violenza, basta con gli scontri", ha detto inoltre Papa Francesco al termine del Regina Caeli su piazza San Pietro.

"Oggi ad Agrigento è stato beatificato Rosario Angelo Livatino, martire della giustizia e della fede. Nel suo servizio alla collettiva come giudice integerrimo che non si è lasciato mai corrompere, si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere. Il suo lavoro lo poneva sempre
sotto la tutela di Dio, per questo è diventato testimone del Vangelo, fino alla morte eroica". Così Papa Francesco. "Il suo esempio - ha sottolineato il Pontefice - sia per tutti, specialmente per i magistrati,
stimolo a essere leali difensori della legalità e della libertà. Un applauso al nuovo beato", ha aggiunto rivolgendosi ai fedeli presenti in piazza San Pietro. 

Il Papa ha dedicato la preghiera anche all'Afghanistan. "Preghiamo per le vittime dell'attentato terroristico a Kabul, un'azione disumana che ha colpito tante ragazze mentre uscivano da scuola, Dio doni pace all'Afghanistan". 

 E un pensiero alla Colombia: "Seguo con preoccupazione le tensioni e gli scontri violenti in Colombia che hanno portato tanti morti e feriti", ha detto Bergoglio.