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MONDO

Cina

Papa Francesco per la prima volta afferma che gli Uiguri sono perseguitati

La risposta di Pechino: affermazioni "totalmente senza fondamento"

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Per la prima volta Papa Francesco ha definito i musulmani uiguri cinesi un popolo "perseguitato", una presa di posizione che gli attivisti per i diritti umani lo esortano a fare da anni.

Lo fa nell'ampio libro scritto da lui - in collaborazione con il giornalista Auste Ivereigh - "Ritorniamo a sognare", in uscita in Italia dal 1° dicembre (Piemme). 

Lo riporta Uca News, agenzia cattolica asiatica che riferisce che in una sezione dedicata alla persecuzione nei Paesi islamici, Francesco scrive: "Penso spesso ai popoli perseguitati: i Rohingya, i poveri Uiguri (e) gli Yazidi". 

Leader religiosi, gruppi di attivisti e governi hanno denunciato il genocidio contro i musulmani di etnia uigura nella remota regione dello Xinjiang in Cina. Secondo alcuni organismi internazionali per i diritti umani, più di un milione di musulmani uiguri sono detenuti nei campi di internamento nella regione autonoma uigura dello Xinjiang.

La Santa Sede, continua Uca News, è stata riluttante a parlare a favore dei musulmani uiguri dopo aver stipulato nel 2018 lo storico accordo con la Cina per la nomina dei vescovi. In precedenza, il Papa aveva parlato dei Rohingya fuggiti dal Myanmar e dell'uccisione di Yazidi da parte di militanti islamici in Iraq, ma è la prima volta che la Santa Sede menziona gli Uiguri come persone perseguitate.

Nei campi di internamento, gli Uiguri sarebbero stati sottoposti, scrive Uca News, a indottrinamento politico forzato, torture e negazione di cibo e medicine. Non possono praticare la loro religione o parlare la loro lingua. Pechino ha confutato le accuse, dicendo che i campi sono centri di istruzione professionale.

Portavoce Pechino: parole senza fondamento
I commenti di papa Francesco sono senza fondamento. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, secondo cui "le affermazioni di Papa Francesco sugli Uiguri sono totalmente infondate", quanto alle valutazioni contenute nel suo libro. Nella conferenza stampa quotidiana, Zhao ha aggiunto che Pechino "ha protetto i diritti delle minoranze etiche in conformità con la legge".