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MONDO

Corteo da Place de la Bastille

Parigi, cresce la protesta contro la riforma del lavoro. Scontri manifestanti-polizia: 10 arresti

Sono in corso scontri tra i manifestanti e la polizia. Una parte dei dimostranti, a volto coperto, ha deviato dal percorso seguito dal corteo, scagliando bottiglie contro le forze dell'ordine e danneggiando automobili. Cariche degli agenti sui partecipanti alla manifestazione. Intanto, il premier smentisce il ministro dell'Economia su possibili modifiche

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Disordini e scontri a Parigi a margine della manifestazione di protesta contro la legge di riforma del codice del lavoro: dieci persone sono state arrestate dopo che una parte dei dimostranti - con il volto coperto - ha deviato dal percorso seguito dal corteo, ha scagliato bottiglie contro gli agenti, ha infranto vetrine e danneggiato automobili.
Dopo gli scontri e gli arresti, gli altri dimostranti che si erano staccati dal corteo sono tornati sul percorso iniziale.

Nel sud della Francia, un automobilista ha ferito gravemente un militante della CGT forzando un blocco davanti alle raffinerie di Fos-sur-Mer. 

Danni anche nella città di Bordeaux, dove un centinaio di persone hanno preso di mira una stazione di polizia, gettando oggetti e rovinando una macchina. A Nantes, invece, sono state distrutte le vetrine di una banca. La polizia ha risposto con il lancio di gas lacrimogeni. 



La protesta cresce, il governo si spacca
In Francia la mobilitazione contro la legge di riforma del lavoro, in corso ormai da due mesi mezzo, non mostra alcun segnale di stanchezza anzi, se possibile, ha preso maggior vigore e intaccato in modo più evidente la compattezza del governo socialista, all'interno del quale si moltiplicano i distinguo.

Penuria di carburante, blocco delle centrali nucleari, traffico stradale in difficoltà, attività portuale al rallentatore, voli cancellati: la protesta è salita di tono ino nel fine settimana con la discesa in campo dei dipendenti dei siti petroliferi e nucleari e le con difficoltà crescenti per l'approvvigionamento di carburante. Tutto amplificato dalla presenza, all'orizzonte, degli Europei di calcio, che inizieranno il 10 giugno e che galvanizzano la Cgt, il principale sindacato francese, e il suo segretario generale, Philippe Martinezm, che guida la protesta nazionale.

Così la maggioranza di governo perde giorno dopo giorno di compattezza: il premier socialista Manuel Valls ha ribadito ancora una volta questa mattina su Bmftv quanto affermato ieri in Assemblea nazionale: "Non toccheremo l'articolo 2" della legge El Khomri. Per Valls "è fuori questione cambiare il quadro" del testo di legge, anche se "si possono ancora apportare modifiche e migliorie". Affermazioni che confliggono con le aperture espresse dal ministro dell'Economia, Michel Sapin, che poco prima aveva detto che "forse" si sarebbe potuto toccare questo articolo, pur escludendo di "rimetterne in causa il principio".

Sull'articolo 2 della legge El Khomri, dal nome della ministra del Lavoro che l'ha firmata, si concentra gran parte del malcontento dei lavoratori francesi. Esso prevede una inversione della gerarchia delle norme poiché nei termini attuali sancisce il "primato dell'accordo aziendale in materia di orario di lavoro" sul contratto di categoria.

Secondo un sondaggio Ifop diffuso oggi su Rtl, sei francesi su dieci ritengono che le proteste contro la legge sul lavoro siano "giustificate". Il progetto potrebbe diventare legge entro giugno. Intanto il premier Valls ha convocato per sabato i lavoratori del settore petrolifero, che bloccano sei delle otto raffinerie francesi mettendo a rischio i rifornimenti di benzina.