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MONDO

Solo due voti contrari

Ucraina, Azarov si dimette e il parlamento abroga le leggi anti-protesta

Le misure approvate il 16 gennaio avevano innescato le violente manifestazioni di piazza a Kiev e nel resto del Paese. Si tratta di un ulteriore gesto distensivo della maggioranza, dopo le dimissioni del primo ministro

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La Rada
Kiev (Ucraina)
Il Parlamento ucraino ha abrogato le contestatissime leggi anti-protesta approvate il 16 gennaio, che hanno portato all'inasprimento della crisi politica e agli scontri degli ultimi giorni tra polizia e manifestanti. Poco prima della votazione, il primo ministro  Mykola Azarov ha offerto le sue dimissioni al presidente Yanukovich.

Il risultato della votazione
Nella Rada, a favore dell'abrogazione delle leggi si sono espressi 361 deputati su 450 e ci sono stati solo due voti contrari. Il risultato della votazione è stato accolto in aula da un lungo applauso. Si tratta di un ulteriore gesto distensivo della maggioranza, dopo le dimissioni del primo ministro Azarov, motivate dall'intenzione di facilitare il raggiungimento di "un compromesso socio-politico" e di "una soluzione pacifica al conflitto".

Le dimissioni di Azarov
Mykola Azarov ha detto di aver preso "personalmente la decisione" di dimettersi dopo che il presidente Viktor Yanukovich ha offerto il suo posto al leader dell'opposizione Arseniy Yatsenyuk, che ha rifiutato.

L'opposizione vuole l'amnistia
"Abbiamo abrogato tutte le leggi contro cui il Paese è insorto", ha dichiarato Arseniy Yatsenyuk, deputato ucraino e leader dell'opposizione. I manifestanti chiedono anche l'amnistia per le persone arrestate nel corso delle proteste antigovernative. Il presidente Viktor Yanukovich ieri ha detto che questa sarà concessa soltanto se i dimostranti accetteranno di andarsene dalle strade e dagli edifici che stanno occupando: condizione inaccettabile per larga parte dei manifestanti. La sessione del Parlamento riprenderà alle 16 per discutere l'amnistia. 

L'arrivo in serata della Ashton e l'apprezzamento dell'Ue
L'Unione europea apprezza l'avvio del processo politico in Ucraina e questa sera l'alto rappresentante per la Politica estera Ue Catherine Ashton tornerà a Kiev.  Secondo il portavoce della Commissione, Pia Ahrenkilde Hansen, la Ashton andrà in Ucraina per "rafforzare l'appoggio per un dialogo " che risolva la crisi del paese.

Il presidente Barroso la scorsa settimana ha telefonato al presidente Yanukovic e - con il commissario Fule e la stessa Ashton - ha insistito "a più riprese per l'apertura di un dialogo con le autorità al potere, l'opposizione, la società civile e tutte le opinioni rappresentate nelle manifestazioni ". Ora l'auspicio, ha detto la portavoce della Commissione è che "siano adottate misure che raffreddino le tensioni in Ucraina, magari anche con una legge di amnistia ". 

Il pressing degli Stati Uniti
Ieri sera anche gli Stati Uniti si sono mossi per accelerare una distensione nel Paese. Il vicepresidente americano Joe Biden, in una telefonata serale, ha chiesto al presidente ucraino Viktor Yanukovich di ritirare le forze antisommossa e lavorare con l'opposizione per ridurre le tensioni.  Il vicepresidente statunitense ha esortato il governo ucraino a prendere "misure concrete" nella sessione parlamentare di oggi, "al fine di rispondere alle legittime inquietudini del popolo ucraino contro le leggi antidemocratiche votate il 16 gennaio" che prevedevano condanne fino alla prigione per la maggior parte delle forme di manifestazione.