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SALUTE

OCSE

Parto con taglio cesareo, Italia ancora al top

Siamo ancora quarti nella classifica OCSE per i parti col taglio cesareo: spese in più per famiglie e sistema sanitario, e non sempre è indicato

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Roma
Prima di noi, nel mondo, solo Turchia, Messico e Cile, in quei paesi la metà di chi viene al mondo passa attraverso un bisturi, col taglio cesareo. Quindil'Italia, il 36% dei bambini nasce in questo modo, e dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità che non solo non è normale, ma non è un bene. E' indicato solo nel 15% dei casi:  in situazioni d'emergenza, che possano mettere a rischio la vita della mamma o del bambino, come il prolasso del cordone ombelicale in travaglio, che potrebbe ridurre l'apporto di ossigeno al feto, oppure se il bambino ha assunto una posizione podalica, in caso di gravidanze gemellari, se i gemelli condividono la stessa placenta e lo stesso sacco amniotico, se la placenta è previa, in alcuni casi di ritardo di crescita fetale, se la mamma èdiabetica e il feto abbia un peso superiore a 4,5 kg.
 
O in presenza di alcune infezioni materne che possono essere trasmesse al feto, come l'Herpes simplex genitale o HIV.
 
Tutti gli altri casi, anche aver precedentemente partorito col cesareo, non obbligano a questa scelta: che però rassicura psicologicamente le mamme, anche perché in Italia il parto senza dolore, con l'epidurale, è ancora poco diffuso.
 
Ma il cesareo medicalizza il parto, trasformandolo in un evento chirurgico. Costa almeno tre volte tanto, perché c'è la degenza. Toglie ai genitori la gioia di veder venire al mondo il bambino. Gli unici veramente contenti sono i ginecologi che possono programmare quando operare senza aspettare il travaglio.