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POLITICA

Le parole di Renzi: "L'Europa cambi"

Patto di stabilità, più flessibilità nelle nuove linee guida. A Strasburgo chiuso semestre italiano

Più flessibilità ma solo con chi rispetta le regole, questa la sintesi del documento pubblicato dalla Commissione. Di fronte all'Europarlamento il premier italiano chiude il semestre con un saluto al Presidente Napolitano "europeista convinto"

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Jean-Claude Juncker con Matteo Renzi
Giornata all'insegna del passaggio di consegne a Strasburgo dove oggi sono andate in scena quelle formali rappresentate dal passaggio dalla presidenza italiana a quella lettone, e quelle simboliche incarnate dalle nuove linee guida sul patto di stabilità appena varate dalla commissione guidata da Jean-Claude Juncker. E linee guida che segnano il cambio di politica tra il nuovo ed il vecchio esecutivo continentale.

Nuove linee guida che il commissario agli affari economici dell'Unione, Pierre Moscovici, definisce "più intelligenti" rispetto al passato e che, senza che le regole e i parametri cambino, rendono comunque più agevole il rispetto dei vincoli per i paesi che si muovono nell'alveo delle regole comunitarie, concedendo dilazioni e distinguo per chi farà investimenti volti alla crescita e per chi si impegnerà in un percorso di riforme.



"L'Europa cambi o resterà fanalino di coda", aveva detto in mattinata il premier italiano Matteo Renzi nel suo discorso conclusivo del semestre italiano di guida dell'Unione. Un discorso in cui Renzi ha voluto dedicare un saluto al dimissionario Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "europeista convinto", applaudito dall'Aula. 

"Il nostro Paese in questi anni ha concorso ad aiutare gli Stati amici e anche le banche. E lo ha fatto perché crede nelle istituzioni europee", ha poi sottolineato Renzi rammaricandosi per un'Europa vista dal mondo come una entità centrata sull'economia, sui vincoli, sui parametri e sull'austerità. Tutto questo per Renzi è stato un errore: "Il cambiamento impresso dalla Commissione di Jean-Cluade Juncker - ha spiegato - andava immaginato negli ultimi sei anni e non negli ultimi sei mesi". Immancabile, infine, l'accenno alla flessibilità su cui Renzi ha sempre insistito nei sei mesi di presidenza: "Se non ci fosse stata (in passato, ndr) la ricostruzione in Germania non sarebbe stata così semplice".

E a distanza di appena poche ore sono arrivate le nuove linee guida della Commissione che alla flessibilità de tempo invocata da Renzi, e non solo da lui, concedono una prima vittoria sull'austerità, concedendo ai paesi dell'euro maggiori margini di manovra e più tempo nel campo delle riforme e del rispetto dei vincoli di bilancio.

Tra le novità, ad esempio sul fronte delle riforme, la Commissione terrà in conto il loro impatto fiscale positivo, a patto che siano "strutturali", che abbiano "effetti positivi sul lungo termine sui bilanci" e che siano "effettivamente attuate".