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ECONOMIA

Gli interventi dal 2007 alla Fornero valgono 2 punti di Pil

Pensioni, la Corte dei Conti: "Senza riforme la spesa sarebbe stata di 30 miliardi in più all'anno"

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"E' stata calcolata la spesa che si sarebbe avuta nel 2015 senza la riforma del 2007, e senza i molteplici interventi del biennio 2010-2011. La spesa per pensioni sarebbe stata superiore di ben due punti percentuali di Pil rispetto a quella effettivamente realizzatasi, cioè oltre 30 miliardi di euro l'anno, e per un periodo di almeno quindici anni". Così la Corte dei Conti nel rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, facendo il punto sugli effetti delle riforme degli ultimi anni, inclusa quella firmata da Fornero.

Per i giudici contabili "le previsioni a lungo termine sulla sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico" e "l'adeguatezza dei trattamenti futuri" mettono in luce "la stabilità di lungo periodo della spesa pensionistica e il considerevole lavoro di suo contenimento realizzato dal ciclo di riforme degli ultimi anni". In particolare, la riforma del 2007, che ha introdotto il sistema delle quote, "ha permesso una riduzione pari all'uno per cento di Pil", mentre quelle del biennio 2010-2011, dalla finestra mobile all'innalzamento dei requisiti minimi, hanno "garantito una ulteriore riduzione di pari ammontare", spiega la Corte dei Conti, facendo riferimento a un rapporto del ministero dell'Economia ('Le tendenze di medio-lungo termine del sistema pensionistico e socio-sanitario). Per la Corte dei Conti "le valutazioni sulla sostenibilità finanziaria di lungo periodo del sistema pensionistico offrono motivi di fiducia ma allo stesso tempo mettono in luce gli elementi che generano maggiore preoccupazione per gli andamenti futuri della spesa". Sono basate, infatti, spiega la Corte, "su ipotesi demografiche, di crescita del prodotto, e di partecipazione degli individui al mercato del lavoro che, pur se condivise nell'ambito dell'Unione europea, fanno emergere i fattori futuri di rischio".

Per l'Italia, sottolinea, "l'ipotesi sottostante le previsioni e che, alla luce degli andamenti registrati negli ultimi anni, assume un ruolo critico è quella relativa alla crescita della produttività del lavoro e del Pil nel suo complesso". In sintesi, concludono i magistrati contabili, "il sistema pensionistico è in equilibrio a patto che l'Italia torni, da subito anche se gradualmente, su un sentiero di crescita moderata".