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ECONOMIA

Borse

Petrolio, aumento record dopo gli attacchi. Nuovo tonfo per Atlantia

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di Fabrizio Patti
Immediato e fortissimo l'impatto sul prezzo del petrolio degli attacchi in Arabia Saudita che hanno danneggiato i due principali impianti petroliferi e dimezzato la produzione giornaliera, da quasi 10 a circa 5 milioni di barili al giorno.
 
Il Brent, il greggio del mare del Nord, in apertura è arrivato a salire del 19 e mezzo per cento, il maggiore aumento quotidiano da quando i futures sul petrolio sono stati introdotti, nel 1988. 

Ora il rialzo è del 9,15%, a quota 65,72 dollari al barile. Il Wti, il greggio di riferimento per il mercato americano, sfiora invece i 60 dollari, +8,60%.
 
Il prezzo era sceso e si era stabilizzato in questi mesi dopo il picco di 74 dollari in aprile. Ora la domanda è quanto durerà questa impennata. La società Saudi Aramco ha detto che oggi sarà ripristinato un terzo della produzione interrotta.
 
Tra gli effetti c'è la corsa ai beni rifugio, come l'oro, che sale di circa l'1%, a 1.511 dollari all’oncia.
 
La borsa di Milano perde l’1,15%, la peggiore in Europa dove comunque tutte le piazze sono in ribasso.
 
Sul Ftse Mib solo tre titoli su 40 sono positivi: Tenaris (+3,47%), Eni e Saipem, tutti legati al petroli. Meno 7,12% per Atlantia, dopo il -7% di venerdì, a seguito di un'inchiesta su presunti falsi report sullo stato dei viadotti.
 
Lo spread Btp Bund è in rialzo dopo la discesa dei giorni scorsi in seguito alle misure prese dalla Bce. Ora è a 137 punti base.
 
Non aiutano i dati macroeconomici arrivati oggi, a partire dal debito pubblico, che ha toccato i nuovi massimi: a luglio il debito delle amministrazioni pubbliche, informa Banca d’Italia, ha visto incrementare il proprio valore di 23,5 miliardi rispetto al mese precedente, portandosi a 2.409,9 miliardi.  E sempre a luglio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato hanno visto una contrazione del 5,9%, rispetto allo stesso mese del 2018, portandosi a 46,5 miliardi. Sotto le attese, infine, l’inflazione: +0,4% la variazione annua registrata in agosto, contro il +0,5% atteso.
 
Anche dalla Cina non sono arrivati segnali positivi: la produzione industriale ad agosto ha avuto un aumento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente del 4,4%: è l’incremento più basso dal 2002.