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ITALIA

Aspi esclusa dalla ricostruzione

Ponte Morandi, parola alla Corte Costituzionale su estromissione Aspi

I giudici amministrativi hanno rilevato profili di incostituzionalità sulla esclusione dalla ricostruzione perché Aspi avrebbe un diritto in base alla concessione

 

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di Tiziana Di Giovannandrea
Per il Tar della Liguria quanto stabilito nel 'Decreto Genova', poi divenuto legge Genova, è basato su colpe ancora non provate e quindi ha deciso di rinviare alla Corte Costituzionale il quesito di Autostrade contro il decreto che ha estromesso Aspi dalla demolizione e ricostruzione del nuovo ponte Morandi.

Nell'attesa della pronuncia da parte della Consulta il Tribunale Amministrativo della Liguria ha sospeso il giudizio sul ricorso presentato da Aspi volto ad ottenere l'annullamento del provvedimento legislativo.

I giudici rilevano profili di incostituzionalità, osservando che emerge un diritto in capo ad Autostrade ad adempiere a quanto previsto dalla concessione.

Il decreto, infatti, secondo il Tar è basato, per quanto riguarda la causazione del crollo del Ponte Morandi, su 'una responsabilità di Aspi meramente potenziale, perché non accertata, nemmeno in via latamente indiziaria' e quindi i giudici amministrativi hanno dichiarato "rilevante e non manifestamente infondata, ai sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale".

Il Tar della Liguria ha pertanto considerato fondate le criticità del decreto evidenziate dai legali di Aspi.

Il Tar ha scritto che: "L'esclusione dalle attività relative, in senso ampio, alla demolizione e ricostruzione dell'infrastruttura, unitamente all'imposizione di prestazioni patrimoniali di ingente importo, statuite ex lege, paiono configurare, infatti, una restrizione della libertà di iniziativa economica che, in assenza di previ accertamenti in ordine alla responsabilità dell'evento, non pare giustificata dall'esigenza di tutelare eventuali interessi di rango costituzionale".

Quindi, continuano i giudici amministrativi: "Aspi è responsabile dell'evento non potrebbe costituire ragione giustificativa del decreto legge perché si tratta di una valutazione che risulta essere stata adottata senza garanzie procedimentali, senza istruttoria adeguata a fare emergere anche solo elementi indiziari di responsabilità".

"L'esclusione assoluta di Aspi dall'esecuzione di qualsiasi attività, essendo fondata sul solo 'sospetto' di una possibile responsabilità della concessionaria, viola il principio di proporzionalità e ragionevolezza". 

Fra le possibili violazioni costituzionali sollevate dai legali di Aspi ci sono quelle dell'eguaglianza davanti alla legge e della libera iniziativa economica.