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SPETTACOLO

L'apertura con una "standing ovation" al presidente

La prima della Scala, Fuortes: "Grande pagina del servizio pubblico"

Il Macbeth diretto da Riccardo Chailly è stato visto da 2 milioni e 64mila persone, con uno share del 10,5 per cento

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"È stata una grande pagina di servizio pubblico nel segno della cultura e della speranza". Così l'Amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes commenta il risultato d'ascolto del Macbeth di Verdi che ha aperto ieri la stagione del Teatro alla Scala, trasmesso da Rai Cultura indiretta su Rai1. L'evento, al quale ha assistito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato seguito da 2 milioni e 64 mila persone, con uno share del 10,5 per cento. Si trattava della settantesima Prima del teatro milanese.

La standing ovation a Mattarella
Il capo dello Stato, probabilmente in quella che è stata la sua ultima presenza in quelle vesti alla Scala di Milano, è stato accolto dal pubblico con una ovazione lunga circa sei minuti. Tra gli applausi e le grida al presidente Mattarella è stato chiesto il "bis" per un secondo mandato. Quella di ieri sera è stata un'apertura insolita per il ritorno del pubblico dopo la chiusura imposta dalla pandemia. Mattarella era insieme alla figlia Laura. Presenti ieri anche il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, davanti al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, tutti rigorosamente con mascherine, prima che l'orchestra, diretta da Riccardo Chailly, desse inizio alla serata con l'esecuzione dell'inno di Mameli.



Il debutto con Macbeth
La stagione quindi ha debuttato con il Macbeth diretto da Riccardo Chailly e la regia di Davide Livermore. Interpreti, tra gli altri, Anna Netrebko e Luca Salsi. L'esecuzione si è conclusa tra gli applausi del pubblico durati oltre 12 minuti. Un'ovazione anche per il cast stellare, la coppia Anna Netrebko e Luca Salsi, ma anche per Francesco Meli e Ildar Abdrazakov. Molto apprezzata anche la direzione di Riccardo Chailly, mentre qualche perplessità per la regia molto moderna e innovativa di Davide Livermore, che alla fine ha ricevuto qualche 'buuu' dal pubblico, insieme agli applausi.