Istallazioni digitali interattive nel mezzo della città abbandonata di Pripyat, nella zona di esclusione di Černobyl, sono state presentate da artisti ucraini e francesi. L'installazione, chiamata ARTEFACT, ispirata dai libri di fantascienza dei fratelli Strugatsky, combina elementi scultorei, mega-schermi e proiettori che trasmettono le immagini sugli edifici abbandonati. Lo scopo dell’istallazione artistica non è soltanto raccontare al mondo della tragedia di Černobyl nel linguaggio dell'arte contemporanea, ma anche attirare l'attenzione sulla percezione acritica delle informazioni e sulla diffusione del falso, nella fattispecie fake news. Gli autori del progetto affermano che già all’indomani del disastro di Černobyl le informazioni sull’accaduto sono state manipolate dalle autorità e che pertanto bisogna garantire alla cittadinanza l’accesso alle informazioni affidabili, attuando l’alfabetizzazione mediatica della popolazione. Questo è il primo tentativo di ripensamento artistico in chiave contemporanea della tragedia di Černobyl.">
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MONDO

Pripyat, città fantasma di Černobyl da 30 anni senza elettricità, illuminata per un giorno

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Istallazioni digitali interattive nel mezzo della città abbandonata di Pripyat, nella zona di esclusione di Černobyl, sono state presentate da artisti ucraini e francesi.

L'installazione, chiamata ARTEFACT, ispirata dai libri di fantascienza dei fratelli Strugatsky, combina elementi scultorei, mega-schermi e proiettori che trasmettono le immagini sugli edifici abbandonati.

Lo scopo dell’istallazione artistica non è soltanto raccontare al mondo della tragedia di Černobyl nel linguaggio dell'arte contemporanea, ma anche attirare l'attenzione sulla percezione acritica delle informazioni e sulla diffusione del falso, nella fattispecie fake news. Gli autori del progetto affermano che già all’indomani del disastro di Černobyl le informazioni sull’accaduto sono state manipolate dalle autorità e che pertanto bisogna garantire alla cittadinanza l’accesso alle informazioni affidabili, attuando l’alfabetizzazione mediatica della popolazione. Questo è il primo tentativo di ripensamento artistico in chiave contemporanea della tragedia di Černobyl.