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ITALIA

Roma

Processo Raggi, la sindaca conferma: "Sulla nomina di Marra ho deciso io"

Virginia Raggi davanti al pm per quasi tre ore: "Mi arrabbiai con Marra quando scoprii il reddito del fratello"

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È durato quasi tre ore l'interrogatorio della sindaca di Roma, Virginia Raggi, nel processo che la vede imputata per falso per la nomina di Renato Marra. Per l'accusa hanno svolto l'interrogatorio davanti al giudice, il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm francesco Dall'Olio, responsabili delle indagini. Raggi è imputata per aver dichiarato alla responsabile anticorruzione del Campidoglio, di aver deciso, lei sola, ogni dettaglio della nomina a capo del dipartimento Turismo di Renato Marra, senza consultare il fratello del candidato (Raffaele) che all'epoca era capo del personale. La circostanza appare però smentita dalle conversazioni via chat in cui la sindaca rimprovera a posteriori Raffaele Marra per la posizione, e la nuova fascia di compenso, del fratello.

Incalzata dalle domande del pm, la prima cittadina ha fornito la propria versione dei fatti sottolineando che "nella nomina di Renato Marra, il fratello Raffaele non ha avuto alcun potere decisionale. Si e' limitato ad eseguire una mia direttiva nell'ambito della procedura di interpello per i nuovi dirigenti. Il suo fu un ruolo compilativo".

L'interrogatorio
"Quando scoprii che Renato Marra aveva migliorato la fascia reddituale, con le polemiche giornalistiche che ne seguirono, mi arrabbiai moltissimo. I rapporti con Raffaele (Marra ndr) si raffreddarono, iniziai a sentirlo molto meno", così la sindaca Raggi durante l'interrogatorio. "Non voglio dire che fossi sul chi va là - aggiunge Raggi davanti al giudice monocratico - ma alcuni dubbi mi vennero. Poi venne spostato da vice capo di Gabinetto a capo del personale e non ne fu contento. I rapporti non erano cattivi, ma un po' più freddi"."In realtà - puntualizza la prima cittadina - durante la procedura di interpello, non erano obbligati a dirmi la fascia reddituale di Renato Marra. Al massimo devo dolermi di non esser stata esplicita raccomandandomi che se Renato Marra avesse fatto richiesta di nuova posizione mi avrebbero dovuto segnalare la fascia reddituale. Se avessi saputo che c'era un cambio di fascia quantomeno avrei chiamato Adriano Meloni (all'epoca assessore al Commercio che secondo la ricostruzione dell'accusa scelse Renato Marra su suggerimento di Raffaele) per capire se mi esponevo politicamente per una buona ragione o per un capriccio di qualcuno".

La sentenza è prevista per il 10 di novembre.