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POLITICA

Calo dell'affluenza

Regionali Sicilia: Musumeci verso la vittoria. M5s primo partito. Male le sinistre

Lo spoglio attribuisce al candidato di centrodestra un margine maggiore sul rivale M5s rispetto a quanto annunciato dalle proiezioni. Polemiche tra Pd e Grasso. Di Maio: spinta per noi al governo nazionale. Berlusconi: siamo l'unico argine al ribellismo

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L'ultima proiezione Piepoli e Noto per la Rai - su una copertura del 48% - vede il candidato del centrodestra Nello Musumeci in testa con il 38% delle preferenze, mentre la coalizione che lo sostiene è al 37,4%. Seguono l'esponente del M5S Giancarlo Cancelleri al 36% (lista al 28,2). Fabrizio Micari (centrosinistra) è al 18%, mentre la coalizione che lo sostiene è al 26,6%. Claudio Fava è al 7%, con la lista al 6,9%. 

Le liste 
Secondo la proiezione sulle liste basata su un campione del 49%, il Movimento 5 Stelle è al 28,2%. Nel centrodestra Forza Italia 13,1%, Udc 7%, FI-Noi con Salvini 7,0%, Popolari e autonomisti 5,3%, Diventerà bellissima 5,0%. Nel centrosinistra il Pd sarebbe al 10,9%, Sicilia futura-Pdr-Psi 6,7%, Ap-centristi per Micari 5%, Micari presidente 4%.

Tiene l'affluenza, ma ha votato meno della metà degli elettori
Affluenza definitiva in leggero calo: il dato è del 46,76%, rispetto al 47,41% registrato nel 2012. Ha comunque votato meno di un elettore su due. I dati sono stati diffusi dal servizio elettorale della Regione siciliana. 

In corso lo spoglio 
Quando sono stati scrutinate 4.514 sezioni su 5.300, il candidato del centrodestra, Sebastiano Musumeci, è al 39,83% mentre quello grillino, Giancarlo Cancelleri, è al 34,72. Fabrizio Micari è al 18,54%, Claudio Fava al 6,19% e Roberto La Rosa 0,72%.

Berlusconi: centrodestra unica alternativa al ribellismo
"La stessa sfida riguarderà nei prossimi mesi la nostra Italia, l'Italia intera. Il centrodestra moderato nel linguaggio, ma capace di una radicale riorganizzazione della cosa pubblica è la sola alternativa al grave pericolo che il nostro paese cada in mano al ribellismo, al pauperismo, al giustizialismo. Noi siamo sicuri di riuscire a prevalere per riportare al governo la nostra esperienza, la nostra concretezza, la nostra positività". Così Silvio Berlusconi in un messaggio su Facebook commentando i risultati che vedono Nello Musumeci verso la presidenza della Regione. "Il governo di centrodestra è il solo che nei prossimi anni potrà garantire la crescita, la democrazia e la libertà - assicura - Sono certo che ci riusciremo come siamo riusciti in Sicilia".

Meloni (FdI): possiamo festeggiare, vittoria appare chiara
"Con tutti i margini di sicurezza possiamo dire che oggi è una giornata per festeggiare. Mi pare che la vittoria di Nello Musumeci sia abbastanza chiara, vince la Sicilia che vuole ricostruire e non chi la vuole distruggere, la destra coerente". Lo ha detto a Catania Giorgia Meloni.

Di Maio: soddisfatti, parte onda che porterà al 40%
"Deve essere chiaro che noi non solo siamo molto soddisfatti del risultato ma siamo certi che da qui parte un'onda che tra 4 mesi ci può portare al 40% al livello nazionale". Lo ha detto il candidato premier M5s, Luigi Di Maio, parlando con i giornalisti al comitato di Giancarlo Cancelleri a Caltanissetta. "Sono sicuro - ha aggiunto - che ci potrà portare di fronte al presidente della Repubblica per chiedere l'incarico di governo"."Noi - ha continuato - siamo l'unica forza politica solida del paese. In Sicilia siamo mezzo milioni di voti e andremo anche oltre".

Polemica tra Pd e Grasso
Passano le ore e mentre continua lo spoglio delle schede si registrano i primi malumori poprio in casa Dem. "Non do al dato siciliano un significato che riguarda partite nazionali. Le partite nazionali si giocheranno alle politiche e in passato si è visto che fra i risultati delle Regionali e le Politiche ci sono state differenze enormi". A parlare il sottosegretario alla Salute Davide Faraone che aggiunge: "Dobbiamo fare lo sforzo di andare uniti. Chi deciderà di mantenere la competizione a sinistra deciderà di consegnare il Paese ad altre forze politiche. Noi dobbiamo impedirlo". In questo fuoco incrociato - a caccia del 'responsabile' del deludente risutato alle urne in Sicilia - non viene risparmiato nemmemo il Presidente del Senato Pietro Grasso che dopo l'attacco - sempre di Faraone - che lo accusa di mancanza di coraggio nel candidarsi, tramite il Portavoce fa sapere: "Non si può certamente addebitare a Grasso il fatto che, al di là dell'ardita ipotesi di far dimettere la seconda carica dello Stato per competere all'elezione del Governatore della Sicilia, per lunghe settimane non si sia delineato alcun piano alternativo". Poi, l'affondo: "Sullo stile e l'eleganza dei commenti di alcuni importanti esponenti del Partito Democratico in merito al coraggio del presidente Grasso non resta che confermare ancor di più le motivazioni per le quali il presidente si è dimesso dal gruppo del Pd: merito, metodi e contenuti dell'attuale classe dirigente del partito sono molto lontani da quelli dimostrati dal presidente in tutta la sua opera a servizio dello Stato e delle Istituzioni". 

Rossi (Mdp): altra grave sconfitta per il Pd
Anche le formazioni di sinistra - nate dalla fuoriuscita dal Pd - commentano negativamente il risultato portato a casa dal maggiore partito di governo. "In Sicilia un'altra grave sconfitta per il Pd, come accade regolarmente ormai dal 2015 in tutta Italia. Stupefacente che perdono loro e bastonano noi e Grasso", sottolinea su Fb il presidente della Regione Toscana, fondatore di Articolo Uno-Mdp, Enrico Rossi sul voto in Sicilia. "Cinque anni di guida renziana e di politiche neoliberiste del governo fanno risuscitare Berlusconi e vincere la destra, gonfiano le vele della protesta grillina e dell'astensione - conclude - Per noi, con Fava, è solo l'inizio, una partenza a cui guardare con fiducia per un risultato a due cifre per una sinistra seria, unita e alternativa, nel Paese alle prossime elezioni".

Micari: battaglia romana Mdp consegna isola a destra
"Quello del Mdp è un dato modesto: ha fatto un battaglia esclusivamente contro noi e contro Renzi. Una battaglia romana voluta dagli esponenti romani di Mdp per contarsi - ma si sono contati poco, visti i numeri - in vista delle elezioni nazionali. Il risultato è che hanno fermato noi, hanno consegnato questo elemento di divisione e soprattutto hanno consegnato la Sicilia alla destra: bravi! Complimenti!". Lo ha detto il candidato presidente del centrosinistra, Fabrizio Micari.

Pd, Orfini: fatico a prendere sul serio alcune critiche
"Ora comincerà la discussione. Anzi è cominciata anche prima che chiudessero le urne. I soliti noti spiegano che è colpa di Renzi, di Orfini, del gruppo dirigente del Pd. Ne discuteremo e per questo ho convocato la direzione il 13 pomeriggio. Ma faccio davvero fatica a comprendere alcune critiche. O meglio, a prenderle sul serio visto chi le fa". Lo scrive su Facebook il presidente del Pd Matteo Orfini. "Se a Ostia finisce così, la responsabilità è di Renzi o di chi dirigeva il partito quando si candidavano persone che poi disonoravano il Pd con comportamenti illeciti? La colpa dunque è di chi li ha cacciati o di chi non aveva ritenuto di intervenire? In Sicilia davvero si poteva fare qualcosa di diverso a fronte della esplicita volontà di una parte del centrosinistra di dividersi per perdere e così indebolire il Pd? Parliamone, ma seriamente", conclude.