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MONDO

Il notiziario radio del Califfo

Radio Isis contro Gentiloni: "Ministro degli Esteri dell'Italia crociata"

Dopo che gli uomini neri hanno conquistato anche Sirte, in Libia, Gentiloni aveva parlato di minaccia altissima per l'Italia e aveva fatto sapere che Palazzo Chigi è pronto a guidare una forza congiunta Onu per arginare l'Isis. Da Mosul, la risposta: "Ministro degli Esteri dell'Italia crociata"

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Lo hanno definito "il ministro degli Esteri dell'Italia crociata". È con l'ultima edizione del radiogiornale del sedicente Stato Islamico - diffuso da Mosul dall'emittente al Bayan - che Paolo Gentiloni entra nella lista nera dei nemici del Califfo.

Il notiziario si riferisce alle dichiarazioni rilasciate dal titolare della Farnesina sulla situazione in Libia. Gentiloni aveva fatto sapere che l'Italia è disponibile a partecipare alla forza Onu contro lo Stato Islamico e anche ad assumerne la guida per arginare la minaccia degli uomini neri verso l'Italia. 

Gentiloni: "Libia deve diventare la priorità"
"La Libia deve diventare una priorità e l'Italia ha la responsabilità di sollecitare questa priorità davanti alla comunità internazionale" ha ribadito il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ad un convegno del Pd. "Noi combattiamo il terrorismo in prima linea, so che l'espressione può essere male interpretata, ma l'Italia è in prima linea sul piano militare, politico e culturale. Di fronte alla minaccia che cresce l'Italia deve fare la sua parte nella cornice Onu, ma in Libia non possiamo sottrarci alle nostre responsabilità".

Libia nella morsa del Califfato
Dopo Derna, da mesi nelle mani degli uomini neri, due giorni fa i soldati dell'Isis sono riusciti a prendere anche Sirte, occupando anche una TV e due radio da cui diffondono i messaggi di al Baghdadi. E non sono certo intenzionati a convivere con le altre milizie della città: hanno lanciato un ultimatum, entro domani devono tutte lasciare la città. Intanto alcuni uomini armati, ancora non identificati, hanno fatto irruzione nei palazzi governativi di Sirte, costringendo gli impiegati ad uscire in strada. 

Il Parlamento conferma: morti i 21 egiziani copti rapiti dall’Isis
L’ Isis ha assassinato 21 copti egiziani. Lo conferma il Parlamento libico che ha espresso le sue condoglianze al Cairo. Lo scorso dicembre l'organizzazione ha anche sequestrato e ucciso diversi cittadini egiziani, tra cui un medico, sua moglie e sua figlia a dicembre.  

La manifestazione dei sostenitori di Khalifa Haftar
A Tobruk, la città che ospita il Parlamento, i sostenitori del generale Khalifa Haftar hanno chiesto che l’assemblea lo nomini formalmente capo delle forze armate libiche.  

Libia, Paese di transito e addestramento per i terroristi
Fuori controllo, la Libia negli ultimi mesi è stata la tappa intermedia ideale per i terroristi che da lì potevano entrare in Turchia e quindi in Siria. In più lo scorso ottobre lo Stato Maggiore dell’Esercito della Libia aveva individuato i campi di addestramento allestiti dall’Isis per i combattenti stranieri. Non solo a Derna ma anche nella zona di Sirte e di Misurata, aveva rilevato l’intelligence Usa. A sud, invece, altri basi i jihadiste ma di diversa matrice: i combattenti arriverebbero in questo caso dal Mali.