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ITALIA

Il caso

Rai, Usigrai, Fnsi e Cdr Rainews24 esprimono solidarietà a Giorgia Rombolà

La giornalista di Rainews24 era intervenuta per evitare la giustizia "fai da te" nei confronti di una giovane Rom con la figlia di 3 anni che aveva tentato di rubare un portafoglio nella metropolitana di Roma. Per questo Giorgia Rombolà ha ricevuto insulti e minacce sui social network

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Il presidente Marcello Foa, l'amministratore delegato Fabrizio Salini, il Cda e la Rai tutta esprimono "massima solidarietà alla giornalista Giorgia Rombolà, vittima di insulti e minacce sui social network per aver raccontato quanto avvenuto all'interno della metropolitana di Roma. Ciò che è accaduto a Giorgia Rombolà è allarmante, poiché il tono dei messaggi è carico di odio e di violenza sessista nei suoi confronti, come giornalista ma soprattutto come persona. Nessun reato potrà mai giustificare il ricorso alla giustizia 'fai da te', e la consapevolezza che nessuno è al di sopra della legge e dello stato di diritto è un principio basilare di ogni democrazia, che oggi più che mai va salvaguardato".  

"Il Servizio Pubblico si schiererà sempre in difesa e a tutela dei giornalisti che, come Giorgia Rombolà, quel principio e quei diritti difendono ogni giorno con il proprio lavoro", conclude la nota di Viale Mazzini.

La solidarietà del cdr di Rainews24, dell'Usigrai e della Fnsi 
Il cdr di Rainews24, l'Usigrai e la Fnsi esprimono la loro "totale solidarietà alla collega Giorgia Rombolà, vittima di insulti e minacce dopo aver raccontato sui social network quanto accaduto nella metroplitana di Roma. Prima ancora che come giornaliste e giornalisti lo dichiariamo come cittadine e cittadini di questo paese: quello di Giorgia è un atto che avremmo potuto e dovuto compiere anche noi. Lo avrebbe compiuto chiunque avesse a cuore lo stato di diritto: nulla, nessun reato, legittima la giustizia fai da te, i linciaggi, le botte. I toni degli attacchi sono allarmanti, carichi di odio, violenti, sessisti, contro Giorgia come persona e come giornalista, e dovrebbero far riflettere sui pericoli che l'uso strumentale delle tensioni sociali può comportare". 

"Sarebbe opportuno - prosegue la nota - per il bene complessivo della nostra comunità nazionale, che chi è chiamato ad essere classe politica e dunque dirigente del Paese evitasse quel linguaggio dell'odio che certamente contribuisce al proliferare di atteggiamenti come quelli visti e subiti dalla nostra collega". 

"Il rispetto della legge e dello stato di diritto, così come la consapevolezza che nessuno è al di sopra della legge, sono principi che oggi più che mai vanno difesi. Per questo siamo al fianco di Giorgia e degli altri colleghi che quei principi e quei diritti difendono ogni giorno con il loro lavoro", conclude la nota.