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MONDO

Seggi aperti fino alle 23

Referendum autonomia: Lombardia e Veneto oggi al voto

 A norma e nel rispetto dell'articolo 116 della Costituzione agli elettori di Lombardia e Veneto viene chiesto, in via consultiva ,se  sono d'accordo a sollecitare  "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse"

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Seggi aperti in Lombardia e Veneto per votare fino a stasera alle 23 sui referendum regionali consultivi che, a norma di Costituzione, puntano a vincolare le Giunte delle due Regioni a contrattare con il governo nazionale forme di maggiore autonomia regionale. A norma e nel rispetto dell'articolo 116 della Costituzione agli elettori di Lombardia e Veneto viene chiesto in via consultiva se  sono d'accordo a sollecitare  "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse".

Affluenza alle 12 in Lombardia affluenza al 10% 
Alle 12, l'affluenza nel referendum per l'autonomia per la Lombardia ha superato il 10% degli aventi diritto. E' il dato che arriva dal sito della Regione che riporta l'affluenza di oltre il 94% delle sezioni. L'affluenza più bassa  è stata registrata nella città metropolitana di Milano, con 85.808 votanti, pari al 3,49%; la più alta, con il 9,58% e 26.116 votanti, a Lecco. 

Veneto, alle 12 affluenza al 21,1% 
E' stata del 21,1%  l'affluenza dei votanti alle ore 12 per il referendum consultivo sull'autonomia del Veneto. Il dato  dell'osservatorio elettorale regionale.  La provincia con maggior affluenza percentuale  è stata Vicenza con 25,2. Chiude, tra le sette province venete, sul piano percentuale Rovigo con il 16%.  A Venezia alle 12 affluenza 15.93%: 33.226 elettori su 208.551 degli aventi diritto, pari al 15,93%, sono andati a votare a Venezia questa mattina per il referendum regionale consultivo sull'autonomia del Veneto. Lo rende noto il Servizio elettorale del Comune, che sta  coordinando le operazioni di voto, comunicando l'affluenza alle urne alle ore 12. 

Come si vota
Per votare occorre recarsi presso il seggio indicato sulla propria tessera elettorale, con un documento d'identità valido. Gli elettori sprovvisti della tessera elettorale possono rivolgersi agli uffici del Comune di residenza per conoscere l'ubicazione del proprio seggio. Non è consentito il voto all'estero, previsto solo per le elezioni della Camera dei Deputati, del Senato e per i referendum nazionali. I lombardi e i veneti residenti all'estero ma iscritti all'Aire possono però esercitare il diritto di voto presentandosi di persona al seggio della sezione elettorale in Italia in cui sono iscritti. In Lombardia non è previsto il quorum. Ciò significa che, a prescindere dal numero dei votanti, quello che conta sarà la vittoria del Sì o del No. In Veneto invece, per essere valida, la consultazione avrà bisogno di un'affluenza di almeno il 50%.

In Lombardia voto elettronico
Ventiquattromila tablet, che rimarranno a disposizione delle scuole lombarde, per il debutto del voto elettronico in Italia in occasione del referendum lombardo per l'autonomia. Costo complessivo dell'operazione (che comprende fornitura, consegna, assistenza e ricondizionamento) 22 milioni di euro. A Palazzo Lombardia si sono preparati da mesi per quella che definiscono "l'elezione piu' importante e grande mai gestita non direttamente dallo Stato".


L'incognita affluenza
Alla chiusura dei seggi alle 23 gli occhi saranno puntati soprattuto sull'affluenza. Solo infatti con una significativa mobilitazione dei 15 milioni di italiani chiamati al voto i rispettivi governi regionali avranno un mandato forte, un potere contrattuale in grado di sostenerli, nell'eventuale trattativa con le istituzioni centrali per ottenere il diritto a gestire a livello regionale materie oggi di competenza statale.

L'incognita politica riguarda dunque solo l'affluenza: comitati per il no non sono stati nemmeno costituiti, nessuna forza politica ha fatto campagna per il no. E solo Fratelli d'Italia si è dichiarata contraria.

Le cifre del referendum
In Veneto le spese per il referendum ammontano a circa 14 milioni di euro, mentre in Lombardia, dove si sperimenterà il voto elettronico su tablet, almeno 38 milioni di euro. I cittadini della Lombardia infatti al seggio non trovano schede, urne e matite copiative ma 24mila tablet acquistati per l'occasione. Una sperimentazione, la prima in Italia su larga scala, proposta al Consiglio regionale lombardo dal Movimento 5 Stelle che contestualmente ha dato il proprio via libera alla consultazione sull'autonomia. A gestire le "voting machine", costate 23 milioni di euro, sarà la multinazionale britannica Smartmatic, fondata da un venezueleno, leader mondiale in questo campo.


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