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MONDO

Roma

Regeni, incontro Pm Italia ed Egitto. I genitori di Giulio: un fallimento

La procura di Roma chiede un riscontro concreto in tempi brevi. Il procuratore egiziano chiede approfondimenti sull'attività di Giulio. I genitori: atteggiamento offensivo e provocatorio, l'unica strada è richiamare l'ambasciatore". Intanto il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte del ricercatore dice: non abbiamo motivo di essere fiduciosi

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"Il procuratore generale egiziano ha assicurato che, sulla base del principio di reciprocità, le richieste avanzate dalla procura di Roma sono allo studio per la formulazione delle relative risposte, alla luce della legislazione egiziana vigente". Lo afferma in una nota la procura di Roma al termine dell'incontro, durato circa un'ora e avvenuto in videoconferenza, tra i pm italiani e quelli del Cairo che indagano sulla vicenda della morte Giulio Regeni, ucciso nel 2016.

La procura di Roma, dice la nota, ha "insistito sulla necessità di avere riscontro concreto, in tempi brevi, alla rogatoria avanzata nell'aprile del 2019 ed in particolare in ordine all'elezione di domicilio da parte degli indagati, alla presenza e alle dichiarazioni rese da uno degli indagati in Kenya nell'agosto del 2017".

Le richieste dell'Egitto
Il procuratore egiziano Hamada Elsawy "ha formulato alcune richieste investigative finalizzate a meglio delineare l'attività di Giulio Regeni in Egitto", si legge ancora nella nota. "Nel corso del suo intervento - prosegue la nota - il procuratore generale egiziano ha ribadito la ferma volontà del suo Paese e del suo ufficio di arrivare a individuare i responsabili dei fatti e per questo ha affermato che l'incontro ha costituito un passo decisivo nello sviluppo dei rapporti di collaborazione, con l'auspicio di raccoglierne esiti fruttuosi".

Pm Roma: mettere a fuoco ruolo altri agenti Egitto
Nella rogatoria inviata circa un anno e mezzo fa dai pm di Roma alle autorità egiziane si chiedeva di "mettere a fuoco il ruolo di altri soggetti della National Security che risultano in stretti rapporti con gli attuali cinque indagati". E' la novità contenuta nella nota diffusa dalla procura di Roma al termine dell'incontro avvenuto, in videoconferenza, con gli omologhi egiziani.

I genitori di Giulio: "Incontro tra procure fallimentare"
"A leggere il comunicato della procura di Roma evidente che l'incontro virtuale di oggi con la procura egiziana è stato fallimentare". Lo affermano in una nota Paola e Claudio Regeni, genitori dì Giulio, in riferimento tra i magistrati italiani e quelli egiziani. "Gli egiziani non hanno fornito una sola risposta alla rogatoria italiana sebbene siano passati ormai 14 mesi dalle richieste dei nostri magistrati", spiegano i genitori di Giulio, assistiti dal legale Alessandra Ballerini, "e addirittura si sono permessi di formulare istanze investigative sull'attività di Giulio in Egitto. Istanze che oggi, dopo quattro anni e mezzo dalla sua uccisione, senza che nessuna indagine sugli assassini e sui loro mandanti sia stata seriamente svolta al Cairo, suona offensiva e provocatoria".

"Unica strada richiamare l'ambasciatore"
"Nonostante le continue promesse non c'è stata da parte egiziana nessuna reale collaborazione - continuano i genitori di Regeni - solo depistaggi, silenzi, bugie ed estenuanti rinvii. Il tempo della pazienza e della fiducia è ormai scaduto. Chi sosteneva che la migliore strategia nei confronti degli egiziani per ottenere verità fosse quella della condiscendenza, chi pensava che fare affari, vendere armi e navi di guerra, stringere mani e guardare negli occhi gli interlocutori egiziani fosse funzionale ad ottenere collaborazione giudiziaria, oggi sa di aver fallito. Richiamare l'ambasciatore oggi è l'unica strada percorribile. Non solo per ottenere giustizia per Giulio e tutti gli altri Giulii, ma per salvare la dignità del nostro paese e di chi lo governa".

Palazzotto: non abbiamo motivo di essere fiduciosi
"Non abbiamo motivo di essere fiduciosi perché fino ad ora da parte egiziana sono arrivati soltanto tentativi di depistaggio e di coprire la verità. Inoltre, le ultime notizie, della consegna degli oggetti che appartenevano a Giulio Regeni, che poi in realtà erano oggetti di uno dei tentativi di depistaggio, ci dice che da parte egiziana non arrivano segnali positivi. Per cui anche noi non siamo molto fiduciosi. Però speriamo che si possa ottenere qualcosa e che si possano fare passi in avanti. Da questo punto di vista noi siamo a supporto dell'attività della magistratura che è l'autorità che oggi deve accertare la verità e soprattutto fare giustizia". Cosi' Erasmo Palazzotto, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni su Rai Radio1. E poi ancora: "Non c'è solo il diritto, da parte della famiglia Regeni, ad ottenere giustizia. Ci sono anche la dignità e la credibilità internazionale del nostro Paese che sono in gioco. L'Italia non può essere un Paese che non protegge la vita dei propri cittadini e soprattutto non ottiene giustizia quando uno dei propri cittadini viene ucciso barbaramente dagli apparati di un altro Stato".

Fonti Farnesina: "Serve rispetto, trarremo valutazioni"
Fonti della Farnesina hanno riferito di una "forte delusione per l'esito dell'incontro tra le due procure" di Roma e del Cairo sul caso di Giulio Regeni. "Esigiamo un cambio di passo. E soprattutto esigiamo rispetto per la famiglia Regeni. La Farnesina, dopo l'incontro di oggi, trarrà le sue valutazioni", hanno riferito.

Procura egiziana: Italia vedrà nostra trasparenza
"Il procuratore generale (egiziano) conferma al procuratore di Roma la 'serietà' delle misure riguardanti l'omicidio di Regeni e (il fatto che) 'la Procura di Roma toccherà con mano la trasparenza della squadra di inquirenti egiziani e il suo desiderio di giungere alla verità nel prossimo periodo": lo si afferma in un comunicato pubblicato stasera sulla pagina Facebook della Procura egiziana.