Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Regno-Unito-quattro-arresti-per-insulti-razzisti-dopo-i-rigori-sbagliati-di-Euro2020-32ba9833-7360-4182-ba7e-fcfe93776d94.html | rainews/live/ | true
SPORT

Euro2020

Regno Unito, arresti per insulti razzisti sui social dopo i rigori sbagliati contro l'Italia

I giocatori dell'Inghillterra Marcus Rashford, Jadon Sancho e Bukayo Saka sono stati presi di mira con insulti razzisti sui social dopo aver sbagliato i calci di rigore, azione subito condannata dal Primo ministro Boris Johnson

Condividi
Quattro persone sono state arrestate per gli insulti razzisti sui social ai tre calciatori della nazionale inglese che hanno sbagliato i rigori nella finale di Euro 2020 contro l'Italia, Marcus Rashford, Bukayo Saka e Jadon Sancho. Lo riferisce il National Police Chiefs' Council sul proprio sito e sui profili social.



Il commissario capo Mark Roberts in una dichiarazione ha mandato un avvertimento ai responsabili non ancora individuati: "Se ricostruiamo che siete dietro questo crimine, vi rintracceremo e affronterete serie conseguenze per le vostre vergognose azioni".

​L'indagine sui crimini d'odio segue una notte di criminalità e disordini diffusi dopo la partita di domenica. Dal 13 luglio, 897 incidenti legati al calcio e 264 arresti erano stati registrati in tutto il paese nelle 24 ore successive alla finale. Questo porta il numero totale di incidenti legati al calcio durante il torneo a 2.344, con 630 arresti. Questi numeri sono un aumento significativo rispetto agli incidenti criminali visti durante i tornei precedenti, tra cui la Coppa del Mondo 2018 e Euro 2016.

Insulti razzisti ai calciatori
Gli insulti sui social erano stati severamente condannati anche dal premier Boris Johnson che aveva promesso che "chi si renderà colpevole di abusi razzisti nei confronti di calciatori non potrà più entrare negli stadi", aggiungendo che saranno fatti "passi concreti" per prevenire il ripetersi di tali azioni.

Dopo la sconfitta della nazionale inglese a opera degli Azzurri di Mancini, ignoti avevano vandalizzato con scritte offensive il murale dedicato a Marcus Rashford, attaccante del Manchester United e della nazionale inglese. Successivamente l'opera dello street artist Aske è stata ricoperta di cuori e messaggi di affetto e solidarietà per il giovane calciatore.



La lettera di Sancho
​"Mi sono preso qualche giorno per riflettere sulla finale di domenica scorsa e tuttora provo un miscuglio di emozioni. Vorrei chiedere perdono ai miei compagni, allo staff tecnico e, soprattutto, ai tifosi che ho deluso. Questo è, sicuramente, il peggior sentimento che ho avvertito nella mia carriera, ed è difficile spiegarlo con le parole". Comincia così una lunga lettera aperta postata sui social da Jadon Sancho, uno dei tre calciatori che hanno sbagliato i rigori nella finale europea di Wembley e che poi hanno subito raffiche di insulti. 

"Il mio primo pensiero prima di qualsiasi partita - continua Sancho - è 'oggi posso aiutare la squadra?' 'Oggi segnerò o creerò delle occasioni?' E questo è esattamente ciò che avrei voluto fare con il mio rigore: aiutare la mia squadra. Ero pronto, e fiducioso nel tirarlo. Questi sono i momenti che uno sogna da bambino, e per i quali gioca al calcio, le situazioni di pressione in cui vuoi stare come calciatore. Ho segnato rigori a livello di club, mi ci sono esercitato innumerevoli volte con il club e la nazionale, e quindi ho scelto il mio angolo, però questa volta ero destinato a non fare centro".

Poi Sancho passa al tema che più gli sta a cuore: "Non farò finta di non aver percepito gli insulti razzisti che i miei fratelli Marcus, Bukayo (Rashford e Saka ndr) e io abbiamo subìto dopo la partita, però purtroppo non c'è nulla di nuovo. Come società dobbiamo migliorare e responsabilizzare queste persone. Ma l'odio non vincerà  mai. A tutti i giovani che hanno subito abusi di questo tipo, dico di continuare ad andare in giro a testa alta e che continuino ad inseguire i loro sogni". "Sono orgoglioso - conclude - di questa nazionale inglese e di come abbiamo unito tutto il paese dopo 18 mesi che sono stati difficili per tanta gente".