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POLITICA

Il premier a La Stampa

Renzi: mi criticano, ma la fiducia nel governo cresce

"Le cose vanno bene - dice Renzi -. Nessun imprevisto in queste due prime settimane; sta andando né meglio né peggio di come m’aspettavo". E aggiunge: "Merkel mi aveva avvertito, Gomez è un fuoriclasse ma fragilino..."

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Matteo Renzi con Angela Merkel e David Cameron
“Tra la gente va bene. La fiducia in me e nel governo cresce, e io credo che conti questo, per adesso”. Matteo Renzi, di ritorno a Roma da Bruxelles, racconta a "La Stampa" le sue impressioni dopo le prime due settimane da premier.  “Le cose vanno bene - dice -. Nessun imprevisto in queste due prime settimane; sta andando né meglio né peggio di come m’aspettavo. Va come prevedevo, insomma. Dopodiché, se vuol saperlo, certe cose non finiranno di sorprendermi mai...”.

Le critiche
“Avevo dei nemici che mi attaccavano, ma lo sapevo e lo tenevo nel conto - si lamenta il premier -. Ma ora mi attaccano anche quelli che prima mi sostenevano: e onestamente non capisco sulla base di che, visto che non abbiamo ancora nemmeno cominciato. La squadra di governo tiene e mi pare buona. La Boschi regge in una postazione delicata e anche la Mogherini, attaccata da più parti, sta guadagnando la stima dei suoi colleghi europei. Quindi, di che parliamo? Per cosa mi criticano? Se è per la storia dei sottosegretari o per i cori dei ragazzi di Siracusa o addirittura per il fatto che abbiamo denunciato che la situazione economica trovata non è quella che diceva Letta, allora davvero non capisco e mi arrabbio”. 

Sui conti c’è poco da dire: è stato addirittura Saccomanni ad avvisarci che le cose stavano in un certo modo... Dunque non capisco né gli attacchi né le ironie. Sui sottosegretari, poi, sono disposto a discutere con chiunque. Dovrei buttare fuori dal governo De Filippo per delle spese in francobolli? Qui si pone davvero un problema di civiltà... Mi pare surreale. E più surreale ancora, mi permetta di dirlo, è che al coro si sia aggiunto Pippo Civati, che ha fatto le primarie contro di me precisamente nella condizione di indagato in cui sono De Filippo e alcuni altri”. 

E la musica non cambia quando, dalle questioni più politiche come il profilo dei ministri, o il reale stato dei conti, si passa a parlare dell’ormai famosa canzoncina con cui i ragazzi dell’istituto Raiti hanno accolto il premier. “C’è qualcuno che pensa che abbia chiesto io ai dirigenti della scuola di far cantare quelle strofe? Oppure che avessi dovuto fermarli e rimproverarli? È una polemica letteralmente ridicola, idiota. E dovrebbe far riflettere, piuttosto, la reazione stizzita di Beppe Grillo. Io che vado nelle scuole - e non a Roma o a Milano, ma a Treviso e Siracusa - smonto il paradigma accusatorio che ha fatto le fortune del leader 5 Stelle: e cioè, la casta che se ne sta rinchiusa nel Palazzo mentre lui sta in mezzo alla gente. Ma invece di riflettere su questo, si montano polveroni e polemiche inutili contro di me”. 

Legge elettorale
L’Italicum sembra, se non impantanato, di certo alle prese con molte e forse persino inaspettate difficoltà. Ultima in ordine di tempo la polemica scoppiata sulla questione della parità di genere. Ma Renzi, testardo, dice che le cose non stanno così: “Alla Camera abbiamo avuto molti voti su questioni difficili, come le soglie: e sono andati bene perché la maggioranza ha tenuto. Poi, certo, ci sono stati un po’ di franchi tiratori, ma non devo esser io a spiegare che il Parlamento funziona così... Vedo che c’è molta discussione, e lo capisco, sul fatto che la legge elettorale varrà solo per la Camera e non per il Senato: ma ieri ho riunito la segreteria del Pd e mi hanno ricordato che già in una riunione con i gruppi parlamentari, a dicembre, avvertii che si sarebbe potuta creare una situazione così... Insomma, non sono preoccupato: avevo promesso una nuova legge elettorale in tempi veloci e così sarà”. 

La Fiorentina
Non perde in ogni caso il suo buon umore e, soprattutto, la sua fede viola Matteo Renzi. “Merkel m’aveva avvisato... E oggi che l’ho rivista, gliel’ho detto: cara Cancelliera, aveva ragione lei”. Prima del vertice con i capi di Stato e di governo europei di ieri, Renzi s’era intrattenuto per qualche minuto con Angela Merkel: e ora rivela, appunto, di averle dato ragione. “Sì, me l’aveva detto la prima volta che ci incontrammo: ‘Guardi che Mario Gomez è un fuoriclasse ma fragilino, si infortuna spesso’. Aveva ragione: del resto, la Cancelliera di calcio se ne intende...”.