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POLITICA

Governo

Renzi: "Ridurremo le spese militari"

Il presidente del Consiglio spiega che l'obiettivo alle politiche 2018 "per il Pd è raggiungere il 40%". Poi rilancia "la riforma del Senato è storica, mai più bicamerlismo". Sul lavoro: "Di qui al 2018 vorrei ridurre disoccupazione sotto il 10%". Il tema degli F35 è "solo una battaglia mediatica" ma assicura "ridurremo le spese militari"

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Roma
Lavoro, riforma costituzionale, spese militari. Parla a trecentosessanta gradi Matteo Renzi intervistato da Enrico Mentana a "Bersaglio Mobile". Il presidente del Consiglio spiega l'azione di governo e assicura che non c'era alternativa a "buttare in campo riforme coraggiose e giocarsi tutto. Se le riforme non vanno in porto me ne vado a casa: ho messo in gioco me stesso". Renzi a ruota libera racconta di vivere la "difficoltà" di governare "con un Parlamento non eletto con liste fatte da me" e "di rischiare l'osso del collo". E sulle prossime elezioni assicura: "il Pd punta al 40%".

Il mio obiettivo? Il Pd al 40% alle politiche 2018
"Sogniamo un meccanismo in cui si vada verso il bipolarismo" e poi "un bipartitismo all'americana" spiega Renzi confessando che il suo obiettivo "è un Pd al 40%" anche grazie all'Italicum "che agevola il bipolarismo" con "un centrosinistra attorno al Pd e un nuovo centrodestra".

"Riforma del Senato è storica, serve semplificazione"
Per il premier ci sono due grandi questioni: "il vero problema è che in questi anni la crisi l'ha pagata il ceto medio, che ceto medio non è più". Il secondo punto, che si collega al primo, è "la semplificazione del sistema politico costituzionale. Questo è un paese in cui per conoscere i numeri, elementi certi e chiari, si aprono delle discussioni in cui ciascun Ministero si tiene i propri dati. Mancano chiarezza e regole. La prima risposta è la semplificazione". Renzi ribadisce la volontà di procedere con la riforma costituzionale. "Sarà una riforma storica. Mai più bicameralismo", aggiunge il premier". 

"Presidenzialismo non è un punto centrale"
"La forma di governo non è un punto centrale": ha detto il premier rispondendo alla domanda sull'assenza, nel pacchetto riforme, di un capitolo dedicato alla forma di governo (premierato, presidenzialismo o altro). Renzi ha spiegato che "prima viene la necessità di interventi per chi non arriva a fine mese", e anche la "semplificazione del sistema politico".

"Di qui al 2018 vorrei la disoccupazione sotto il 10%"
Sul tema caldo del lavoro Renzi rilancia: "Vorrei recuperare di qui al 2018" per tornare "sotto il 10%" di disoccupati in Italia. Rispetto al 12,4% attuale di disoccupazione bisogna "recuperare il 2,4 o 2,5%". La disoccupazione è raddoppiata "non solo per colpa della crisi" ma anche perchè, secondo Renzi, "l'Italia ha perso delle occasioni, occorrono regole chiare, semplicità dei rapporti tra imprenditori che investono e P.a, e basta anche con i poteri di veto della realtà sindacale". Aggiunge che "per invertire la rotta bisogna creare un sistema diverso" da quello che c'è oggi. "Lunedì - precisa - abbiamo predisposto un disegno di legge delega per semplificare il codice del lavoro che presenteremo in Parlamento".

"In Def stima di crescita 0,8%. Spero di arrivare all'1%"
Per il premier la previsione dell'ex ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, dell'1% di crescita per il 2014 è "ahimé un po' ottimistica. Le nostre cifre non sono queste: nel Def avremo un dato tra lo 0,8% e lo 0,9% di crescita. Con gli 80 euro in busta paga" derivanti dal taglio del cuneo "spero che alla fine si arrivi all'1% e lo si superi".

"Ridurremo le spese militari. F35? battaglia mediatica"
Il presidente del Consiglio interpellato sul tema degli F35 parla di 'battaglia mediatica'. Con gli F35, spiega, "si consuma una delle grandi battaglie mediatiche completamente lontane dalla realtà dei fatti. L'idea che Obama sia venuto da noi per farci comprare gli F35 appartiene ad una cultura impressionante della ricostruzione giornalistica". E chiarisce: "Le spese militari in Italia vanno ridotte e noi le riduciamo". Solo "più avanti si capirà quale sarà la riduzione riguardo gli F35. Questi soldi vanno messi sulle altre priorità".

"Non andiamo in Europa a fare i compiti"
Anche il rapporto con l'Unione Europea deve cambiare per Renzi perchè "l'Italia non può accettare l'atteggiamento di alcuni esperti o leader europei che dicono sempre 'l'Italia rispetti le regole'. Lo sappiamo da soli, non ce lo deve dire Bruxelles. Il punto è che l'Italia ha dato in questi anni più soldi di quanti ne ha ricevuti, per il fondo Salva Stati e il bilancio europeo". "L'Italia - ribadisce - non va in Europa a fare i compiti" ma a "vedere cosa si può cambiare". Lo sforzo del semestre di guida italiana dell'Ue sarà, spiega Renzi, di "immaginare un modello diverso".