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POLITICA

Hotel Parco dei Principi

Renzi all'assemblea Pd: "Mi ricandido. Avete il diritto di sconfiggerci non di eliminarci"

"Peggio della scissione c'è solo il ricatto"
 

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L'ex presidente del consiglio Matteo Renzi durante assemblea nazionale del Pd
"Cominciamo la riunione di oggi proponendo la parola chiave. Io propongo la parola rispetto, una delle parole più belle, che attiene al guardarsi dentro, intorno e negli occhi. Avere rispetto è una delle prime cose che i nostri genitori ci insegnano e un partito deve scegliere di rispettarsi sempre". Così Matteo Renzi aprendo tra gli applausi il suo intervento all'assemblea Pd. "Io dico fermiamoci, fuori ci prendono per matti. Oggi discutiamo ma poi mettiamoci in cammino".

"Un partito deve scegliere di rispettarsi sempre e praticare il rispetto verso la comunità di militanti e iscritti che senza chiedere niente passano le serate a organizzare le campagne elettorali e le feste dell'unità e chiedono a noi di rispettarci. In questi mesi il Pd non si è rispettato, ha buttato del tempo, ha bestemmiato il suo tempo, ha perso l'occasione per parlare fuori. Guardiamoci negli occhi rispettandoci e proviamo a capire se esiste lo spazio per immaginare un domani". "E' tornata la Prima Repubblica senza la qualità della Prima Repubblica, non riguarda solo il Pd, si stanno scindendo tutti, fratture che il proporzionale fisiologicamente esalta". Così l'ex premier all'assemblea del Pd.

"La scissione ha le sue ragioni che la ragione non conosce. La nostra responsabilità è verso il Paese e quelli che stanno fuori. Adesso basta: si discuta oggi ma ci si rimetta in cammino. Non possiamo continuare a stare fermi a discutere al nostro interno". "C'è un prima e un dopo il 4 dicembre e mi spiace perché mi sento responsabile, c'è un prima e un dopo, c'è una frattura nella politica e nella società con la fuga dei capitali all'estero e in generale è stata una botta per tutto il sistema paese e noi abbiamo la responsabilità di rimetterlo in moto". "Io soffro a sentire la parola scissione come tutti noi".

"Non possiamo stare fermi a dire congresso sì, congresso no. Resti agli atti quel che è accaduto in questi due mesi e mezzo. Ho cercato tutti i giorni di raccogliere le proposte degli altri per restare insieme. All'ultima assemblea due amici storici mi hanno preso a male parole per dirmi 'fai un errore'. A quel punto una parte della maggioranza e minoranza ha detto fermiamoci e mi sono fatto carico di non fare il congresso perché pensavo potessimo fare una campagna di ascolto insieme". "Scissione è una delle parole peggiori, peggio c'è solo la parola ricatto, non è accettabile che si blocchi un partito sulla base dei diktat della minoranza".

"Nessuno viene a fare politica per cambiare un comma di uno statuto. Quella grande ambizione collettiva è come se fosse venuta meno. Se si immaginasse quello che può essere questo 2017 per l'Italia in Europa, ci sarebbe da mangiarsi la mani. Il Trattato di Ventotene, 110 anni dopo la nascita di Spinelli è ancora forte nel nostro cuore: l'Europa deve tornare a cambiare passo".

"Parliamo di Italia. Ehi Beppe che bel regalo ti stiamo facendo parlando solo di noi mentre nel M5s ci sono le polizze vita, i capi di gabinetto, mentre esercitate un garantismo ai giorni alterni: quando indagano i vostri garantisti, quando indagano gli altri urlate consegnatevi, confessate. Che pessima immagine sta arrivando fuori di qui" della discussione interna al Pd.

"Io non accetto che qualcuno pensi di avere il copyright della parola sinistra. Anche se non canto bandiera rossa penso che il Pd abbia un futuro che non è quello che altri immaginano".

Quello in corso nel Pd è "solo uno scontro di potere? Sì, ma non nel modo in cui pensate si possa definire scontro di potere. C'è anche una legittima ambizione di chi vuole la segreteria. Ma c'è di più: a chi appartiene il potere nel Pd, a chi appartiene la lega del comando? Quando si definisce il congresso il luogo della conta e della democrazia, si sbaglia perché c'è il punto che se anche non andiamo d'accordo non buttiamo fuori nessuno ma invitiamo col cuore in mano tutti a restare dentro il Pd. Il potere nel Pd appartiene ai cittadini che vanno a votare alle primarie, non ai caminetti e alle correnti che si fanno a Roma", ha aggiunto Renzi all'assemblea Pd.

"Vorrei discutere cos'è la sinistra oggi. E' di sinistra Teresa Bellanova non per la provenienza che non è la mia ma per l'attenzione agli ultimi. E' molto più di sinistra affrontare il tema dei diritti e dei doveri che non crogiolarsi in riferimenti ai simboli del passato. E' più di sinistra fare provvedimenti del sociale. Anche se non canto bandiera rossa e non parlo di rivoluzione socialista penso che il Pd abbia un futuro che non è quello che altri immaginano".

"Se non si fa il congresso diventiamo come gli altri, trovare un equilibrio non è difficile ma per fare cosa se il Pd ha già vissuto passaggi analoghi nel 98 con Prodi, nel 2009 quando si è dimesso Veltroni". Così Matteo Renzi, all'assemblea, ricordando altri leader 'azzoppati' dagli scontri interni. Il Pd si basa sui voti e non sui veti, il congresso è l'alternativa al modello Casaleggio o al modello Arcore,ha tra l'altro detto.

"La sinistra non è quello che diceva capotavola è dove sono io ma dove ci sono le ragioni dell'inclusione, il rispetto gli uni verso gli altri, l'attenzione per le periferie e per le periferie del nostro scontento, le persone che stanno fuori la catena della decisione".

"Basta con la discussione e le polemiche sul governo. Faccio un applauso a Gentiloni che è qui, per quello che sta facendo con i ministri. E' impensabile che si trasformi il congresso in un congresso sul governo. Sarebbe un errore allucinante per tutti". "Sul governo non ho cambiato idea, mi fa piacere che altri lo abbiano fatto passando dall'appoggio caso per caso all'appoggio fino a fine legislatura. Rispettiamo l'azione del governo e i poteri del presidente della Repubblica".

"Questa è l'ultima assemblea di questo mandato" di segreteria del Pd, dice Renzi formalizzando le dimissioni, "ma non è l'ultima assemblea del Pd. Il Partito democratico è più forte dei destini personali e dei leader, comunque si chiamino. Come comunità il Pd ha un passato, un presente e un futuro".

"Tutti si sentano a casa nel Pd, liberi di discutere ma se in tutte le settimane c'è un'occasione di critica, se per tre anni si è pensato che si stava meglio quando si stava peggio, io non dico che siamo nemici né avversari ma dico 'mettetevi in gioco', non continuate a lamentarvi ma non potete immaginare di chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi per evitare la scissione non è una regola democratica". 

"Avete il diritto di sconfiggerci non di eliminarci. E' il punto dell'idea democratica". "Ci ho pensato che forse per sistemare questa assurda situazione poteva valere la pena fare un passo indietro. Ci ho pensato sul serio perché mai come in questi due mesi e mezzo siamo stati laici nelle decisioni, abbiamo ascoltato tutti. Ma accettare oggi che si possa dire no a una candidatura, eliminare un problema eliminando una persona, vorrebbe dire che siamo tornati al modello di partito in cui si sta insieme contro qualcuno e non per qualcosa. Noi stiamo insieme per un progetto, per l'Italia. Non accetteremo mai, mai e poi mai di consentire a qualcuno di dire non sei della nostra comunità. Il verbo è venite, non andate. State, partecipate".

Minoranza resta su sue posizioni, no volontà unire
Dopo aver ascoltato il discorso di Matteo Renzi e degli esponenti di maggioranza, la minoranza resta sulle sue posizioni non vedendo da parte del vertice dem "la volontà di unire". Per la minoranza ha parlato solo Guglielmo Epifani ma la minoranza è rimasta in sala ad ascoltare gli interventi. Per ora nessuna dichiarazione ufficiale. "Parleremo al momento giusto", dice Roberto Speranza.

Minoranza Pd non entra in commissione congresso
La minoranza Pd non intende entrare nella commissione che si occuperà di gestire la fase congressuale, a meno che non ci siano novità nella relazione finale di Matteo Renzi. Parlando con i giornalisti, Davide Zoggia spiega: "La relazione di Renzi non ha dato risposte, anzi mi è sembrata un po' troppo muscolare data la gravità del momento che sta attraversando il partito e il Paese". La minoranza del Pd, secondo quanto si apprende, lascerà alla spicciolata l'assemblea nazionale e comunque non voterà la direzione del segretario Matteo Renzi, che non replicherà.

Orfini: al via congresso, a giorni direzione per commissione
Non sono pervenute candidature alla segreteria dopo le dimissioni di Matteo Renzi, dunque al termine dell'Assemblea nazionale del Pd "partirà automaticamente il congresso" anticipato. Lo annuncia il presidente Matteo Orfini. E aggiunge che nei prossimi giorni fisserà la direzione che nominerà la commissione per il congresso.