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ECONOMIA

Consiglio europeo

MIgranti, Renzi definisce l'accordo raggiunto a Bruxelles "realistico" ma "difficile da realizzare"

"In questo momento do un giudizio positivo sul documento, le prossime settimane ci diranno se sarà realizzato". Questo il commento del premier Matteo Renzi sull'esito del summit europeo a Bruxelles dedicato alla questione migranti

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Bruxelles
Moderatamente soddisfatto il presidente del Consiglio  Matteo Renzi dell'accordo raggiunto al Consiglio europeo, che definisce "realistico" ma "difficile da realizzare" in quanto "frutto di una lunga discussione e compromessi". "In questo momento do un giudizio positivo sul documento, le prossime settimane ci diranno se sarà realizzato", ha detto il premier nella conferenza stampa al termine del vertice, aggiungendo: "Auspico che le relocation avvengano. Ma su questo tema applico lo schema di San Tommaso: finché non lo vedo, non ci credo".

Tra gli aspetti positivi del risultato raggiunto a Bruxelles, secondo Renzi, c'è sicuramente il fatto che "l'accordo rispetta i paletti che anche noi, non solo noi, avevamo messo: c'è un esplicito riferimento ai diritti umani, alla libertà di stampa e quei valori fondanti dell'Europa".

 "Ora il tema - ha aggiunto Renzi - è far seguire alle parole i fatti. Come Italia auspichiamo che tutto vada per il meglio. Se solo, grazie a quest'accordo, riuscissimo a salvare un solo bambino, avremmo fatto solo il nostro dovere". Inoltre "nelle conclusioni raggiunte oggi dal Consiglio Ue c'è un esplicito riferimento alla Libia e all'Africa", ha aggiunto Renzi, esprimendo con soddisfazione "l'approccio onnicomprensivo" assicurato dal Consiglio Ue.

Renzi ha affrontato anche il grande problema dell'adesione di Ankara all'Ue. "Il processo d'ingresso della Turchia nell'Ue è un tema molto ma molto complicato: oggi si è deciso di fare un passo in avanti ma sarà una strada né facile né breve" e ha aggiunto: "Vorrei che restasse agli atti rispetto agli storici da social-network, che in passato sia la destra, sia la sinistra, erano favorevoli all'ingresso, sia Berlusconi, sia Prodi. Non lo furono i tedeschi e soprattutto i francesi, che bloccarono quel processo quando, per usare un espressione diplomatica, la Turchia era molto meno scossa da attentati e minacce terroristiche rispetto ad oggi".

L'aspetto economico del summit 
"Credo che una strategia di politica economica che non tenga al centro gli investimenti e la possibilità di ridurre le tasse, anche attraverso la flessibilità, sia assurda", ha detto Renzi al termine del summit Ue. Ha poi sottolineato che "l'iniziativa della Bce è sacrosanta per aiutare l'Ue a sconfiggere la deflazione ma se non c'è una politica economica", se non si spinge su "investimenti, creazione infrastrutture e riduzione pressione fiscale, non vinceremo mai la sfida della deflazione". 

L'ipotesi dello scorporo dei cofinanziamenti nazionali dei fondi Ue dal calcolo del deficit è qualcosa che "proporremo come partito socialista nei prossimi mesi", per "spingere gli investimenti" e anche il tema degli eurobond "è tutt'altro che tramontato", e andrebbero usati soprattutto per le "spese per i migranti".

Il presidente del Consiglio ha parlato anche delle banche: "La questione delle banche va risolta definitivamente entro il 2016, credo ci siano le condizioni" e all'interno delle regole Ue "che vanno rispettate", l'Italia può fare delle cose come "ridurre il numero dei banchieri, perché in Italia si è affermato il principio per cui chiunque faceva il banchiere. Sono troppi. Vanno ridotti i posti nei cda, aiutati i processi di fusione", quindi, anticipa, "anche i bancari in prospettiva diminuiranno".