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POLITICA

La giornata decisiva della Legge di Stabilità

Renzi pronto alla sfida dei conti con l'Unione europea: ho le carte in regola

Voci di bocciatura Ue ma il commissario agli affari economici Katainen precisa: "Aspettiamo il testo"

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Il premier Renzi
Abbiamo tutte le carte in regola. La convinzione di Matteo Renzi non viene scalfita dalle preoccupazioni di chi, alla vigilia del varo della legge di stabilità, vede imminente una bocciatura di Bruxelles. Abbiamo fatto tutti i compiti, anche con più attenzione di altri Paesi, sottolinea il premier ai suoi interlocutori. La commissione Ue, ragionano nel governo, non potrà infliggere all'Italia una procedura d'infrazione per uno "zero virgola" non in regola. Si dovrà tener conto del fatto che, accanto a una manovra espansiva, si va avanti decisi sul cammino delle riforme. E' una realtà fotografata in serata, fanno notare, anche dal giudizio di solito non certo 'amico' dell'agenzia di rating Moody's, secondo la quale il bilancio "solido" dell'Italia dà tempo per le riforme.

L'Italia vista da Bruxelles
Ma, vista da Bruxelles, è sempre più stretta la strada della legge di stabilità, ad un esame "puramente aritmetico" di un commissario finlandese ligio alle regole e un gabinetto da sempre convinto che, sull'aggiustamento strutturale e sul debito, lo sforzo dell'Italia non è sufficiente. E la conferma del ministro Pier Carlo Padoan, che la correzione strutturale prevista dal Governo resta di 0,1%, lontano da quello 0,7% chiesto dalla Ue, fa salire le possibilità che la Commissione bocci il progetto così come lo approverà il governo di Roma in Cdm e chieda delle modifiche entro il 30 ottobre.    

In mattinata Renzi da Palazzo Chigi sente il nuovo presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker. Giovedì a Milano, al vertice Asem, dovrebbe incontrare l'attuale presidente Manuel Barroso e il presidente dell'Ue Herman Van Rompuy. A loro potrebbe ribadire quello che dice anche nel corso di un bilaterale con il governo cinese: "Tutto il mondo, tranne qualcuno in Europa, capisce che la crescita" è la priorità.

Il 'partito del rigore', osservano dal governo, non può pretendere ancora di imporre manovre recessive. Per questo Renzi tirerà dritto e varerà la legge di stabilità come annunciata. Ribadendo che viene rispettato l'impegno a stare dentro il vincolo del 3%, nello stesso momento in cui la Francia si spinge fino al 4,4%. Ma l'Italia è sotto osservazione per il rientro dal debito. Roma, ha confermato Padoan in Lussemburgo, ha rinviato il pareggio al 2017 perché "ad aprile, quando abbiamo preso gli impegni, la previsione di crescita era l'1,1% più alta di oggi per il 2015". Ma nel frattempo "il contesto si è altamente deteriorato" e la Commissione dovrà tenerne conto, secondo il ministro.

Katainen: "Non ci sbilanciamo,aspettiamo testo"
In serata il commissario agli affari economici Jyrki Katainen in un tweet scritto in italiano smentisce che una decisione sia già stata presa: "Noi aspettiamo il piano di bilancio prima di sbilanciarci". E' anche una risposta all'irritazione del Tesoro italiano dopo alcune interpretazioni negative date alle attese che Bruxelles avrebbe sulla manovra italiana.