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ITALIA

Rider in sciopero in tutta Italia: oggi il "no delivery day"

I lavoratori chiedono "un contratto vero e proprio, con tutele reali, concrete garanzie, equità e rispetto del loro lavoro con una retribuzione adeguata"

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Oggi incrociano le braccia in tutta Italia i rider del food delivery. In una lettera aperta, inviata ai clienti e all'opinione pubblica, i fattorini chiedono di non fare acquisti in segno di solidarietà. 

La protesta è stata confermata nonostante la firma di un protocollo tra sindacati e aziende del delivery per la legalità, contro il caporalato, l'intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel settore del food delivery. 

I rider chiedono "un contratto vero e proprio, con tutele reali, concrete garanzie, equità e rispetto del loro lavoro con una retribuzione adeguata. In altre parole, un contratto collettivo nazionale. Ci troviamo - spiegano - in una situazione paradossale, eppure diffusa nel mondo del lavoro contemporaneo, sempre più simile ad una giungla: siamo pedine nelle mani di un algoritmo, eppure siamo considerati lavoratori autonomi; siamo inseriti in un'organizzazione del lavoro senza alcun potere, eppure non siamo considerati lavoratori dipendenti".

Cgil di Roma e Lazio: siamo vicini ai rider
Oggi "a Roma e in oltre 30 città italiane i rider si fermeranno chiedendo anche ai clienti di non fare ordinazioni con consegna a domicilio. È il 'No delivery day' organizzato dalla rete RiderXiDiritti". Così in un comunicato la Cgil di Roma e del Lazio. 

"Siamo vicini ai rider e sosteniamo le loro lotte e domani (oggi, ndr), a partire dalle ore 15, parteciperemo al loro presidio in Piazza San Silvestro, nel rispetto della normativa anti-Covid. In tutta Europa - precisa il sindacato - le aziende mettono in regola i ciclofattorini e garantiscono diritti, sicurezza e salario. I rider diventano dipendenti e riescono a uscire dal cottimo e dallo sfruttamento. In Italia, invece, Assodelivery continua a sfuggire al confronto e preferisce soccombere in tribunale e rischiare di pagare milioni di multe piuttosto che trattare davvero con le organizzazioni sindacali. La firma del protocollo contro il caporalato, sottoscritto ieri, dimostra che la trattativa sindacale e gli accordi portano buoni risultati. L'unica strada è quella che dà spazio alla trattativa con i rappresentanti dei lavoratori, come sta facendo Just Eat, per dare vita a un contratto vero che tuteli i rider ed elimini ingiustizie e sfruttamento". 

Verdi: aderiamo a sciopero in solidarietà
"Sosteniamo i rider del food delivery", oggi, "in protesta, e, in solidarietà, ci impegniamo a bloccare i consumi da piattaforme di delivery: nessuno ordini". Così, in una nota, i coportavoce dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali, esponenti di Europa Verde. "Sfruttamento, paghe da fame, caporalato: sono pratiche non tollerabili, men che meno in una democrazia evoluta come dovrebbe essere la nostra. Facciamo, dunque, appello a tutte le forze politiche, - concludono Grandi e Badiali, - affinché a questi preziosi lavoratori, che anche durante il lockdown hanno consentito a tantissime imprese di sopravvivere, consegnando il cibo a domicilio, siano garantiti gli stessi diritti di tutti gli altri lavoratori regolari".