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POLITICA

Il M5S lascia l'Aula

Riforme: cambio di marcia al Senato, in un pomeriggio approvati gli articoli dal 3 al 9

A palazzo Madama l'esame del ddl Boschi subisce un'accellerazione in vista della 'dead line' dell'8 agosto. Il capogruppo dei 5Stelle Petrocelli: "Riforme sono una porcata, lasciamo l’Aula". Il relatore Calderoli assente per lutto in famiglia e la Finocchiaro chiede di arrivare ad esaminare sino all'articolo 9, per aspettare il senatore leghista

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L'Aula di palazzo Madama
Roma
Dopo la faticosa, e lenta, approvazione dei primi due articoli del ddl Boschi, il cammino delle riforme a palazzo Madama subisce un’accelerazione sino a ieri inaspettata. In meno di un pomeriggio sono infatti stati votati, e approvati, gli articoli dal 3 al 9 compreso del disegno di legge. Accantonata la discussione sulle immunità. Per passare all’esame dei prossimi articoli, ed in particolare del 10° che riguarda le funzioni del nuovo Senato, si attenderà il ritorno del co-relatore Roberto Calderoli, oggi assente per lutto.

Assenti dall’emiciclo anche i senatori 5Stelle che, per bocca del capogruppo Vito Petrocelli, hanno confermato che non parteciperanno ai lavori dell’Aula e quindi all'esame del testo definito una "porcata".

La relatrice Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali, aveva chiesto all'Aula terminare l'esame del testo all'articolo 9 del ddl per poter aspettare il ritorno del relatore di minoranza Roberto Calderoli. Richiesta che è stata accolta dai vari gruppi. "Calderoli non può essere in Aula - ha spiegato la Finocchiaro -, e poiché incontreremo il cuore del provvedimento sulle funzioni legislative del Senato chiederei all'Aula di poter finire le votazioni di oggi all'articolo 9 compreso per aspettare Calderoli". Il senatore leghista non è a palazzo Madama per un grave lutto familiare, ha infatti da poco perso la madre. L'articolo 10 del ddl riguarda le funzioni del nuovo Senato.

Resta l'immunità
I nuovi senatori godranno dell'immunità parlamentare e, quindi, non avranno un trattamento diverso rispetto ai colleghi deputati. Con il voto dell'Aula del Senato, che ha bocciato gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 8 del ddl, che miravano a modificare l'articolo 68 della Costituzione, il testo delle riforme resta quello licenziato dalla commissione che prevede che i senatori godano delle stesse guarentige dei deputati.

La protesta dei 5Stelle
La seduta è cominciata subito con la protesta (annunciata) dei grillini: “Questa porcata di riforma non merita la nostra partecipazione in Aula”, ha spiegato Vito Petrocelli, il capogruppo dei grillini al Senato, confermando che anche oggi il gruppo pentastellato non sarà in Aula nel corso delle votazioni.

Le novità dell’articolo 3
L’articolo appena approvato stabilisce che il presidente della Repubblica possa nominare cinque  senatori, per "altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario". I senatori non dureranno più in carica a vita ma sette anni, ossia quanto dura la carica del capo dello Stato, e non potranno essere nuovamente nominati.

L’articolo 4
E dopo l’approvazione dell’articolo sui senatori a vita, l’Aula ha approvato l'articolo 4 della riforma costituzionale, modificando l'art. 60 della Carta Costituzionale e distinguendo la durata della Camera dei Deputati, l'unica elettiva, in cinque anni, da quella del Senato. Con la riforma Boschi il mandato dei senatori sarà infatti legato alla durata dei Consigli regionali che li eleggeranno. "La Camera dei Deputati è eletta per cinque anni" e la durata "non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra" è la nuova formulazione del'articolo 60, che nella versione attualmente in vigore prevede che "la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni". Ancora 184 i voti a favore, 14 i contrari, 9 gli astenuti. 

L’articolo 5
Approvato quindi anche l'articolo 5 del ddl riforme, secondo il quale è il regolamento a stabilire in quali casi le nomine alle cariche del futuro Senato possano essere limitate in ragione dell'esercizio di funzioni di governo regionali o locali. Il sì dell'Aula giunge con 188 voti favorevoli, 14 contrari, 7 astenuti.

L’articolo 6
A seguire, disco verde anche per l'articolo 6 del ddl riforme, relativo alle prerogative dei parlamentari. I voti favorevoli sono stati 195, 10 i contrari. L'articolo 6 del ddl, coordina le previsioni sul regolamento della Camera con la struttura del nuovo bicameralismo e prevede che i regolamenti di entrambi i rami del Parlamento debbano garantire "i diritti delle minoranze parlamentari".

L'articolo 7
L'Aula di Palazzo Madama ha approvato con 189 si', 13 no e 11 astenuti l'articolo 7 che regola i titoli di ammissione dei componenti del Senato.

L'articolo 8
Durante la discussione dell'articolo 8, sul vincolo di mandato, la senatrice Finocchiaro ha proposto di accantonare gli emendamenti di governo e relatori sull'immunità dei parlamentari e discuterli al ritorno del co-relatore Calderoli. "I relatori restano al testo che la Commissione ha approvato e quindi invitano al ritiro degli emendamenti", ha detto la relatrice a proposito dell'immunità parlamentare, in replica al senatore Pd Vannino Chiti. Gli articoli aggiuntivi di relatori e governo che riguardano l'immunità dei parlamentari sono stati quindi accantonati e verranno discussi domani. Ed in attesa di votare gli emendamenti aggiuntivi, l'Aula ha dato il via libera all'articolo 8 con 194 sì, 10 contrari e 4 astenuti. "I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato", recita il nuovo testo dell'articolo 67 della Costituzione. Con questo articolo si introduce anche la distinzione di ruolo tra deputati e senatori: i primi continueranno a "rappresentare la nazione", i secondi invece rappresentano "le istituzioni territoriali".

L'articolo 9
Sì, infine, anche per l'articolo 9 del ddl che abolisce di fatto l'indennità per i membri del Senato. La norma modifica infatti l'attuale articolo 69 della Costituzione che stabilisce che "i membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge", prevedendo che "i membri della Camera dei deputati ricevono un'indennità stabilita dalla legge".