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POLITICA

La spaccatura al Senato

Riforme, la minoranza Pd strappa e il governo accelera. Il testo della riforma subito in aula

È bagarre sull'elezione diretta dei senatori. L'esponente della minoranza dem, Lo Moro, bersaniana doc, abbandona la riunione. Finocchiaro in Commissione affari istituzionali: inammissibili modifiche ad articolo 2. Renzi: chiudere entro il 15 ottobre. 

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Pd in subbuglio con la minoranza che strappa al quarto tavolo tecnico interno al partito. Ma il governo tira dritto, anzi accelera, portando il testo della riforma costituzionale direttamente in aula. Molto probabilmente, infatti, tra oggi e domani il gruppo del Pd chiederà di calendarizzare direttamente per l'Aula il testo del ddl Boschi, evitando che "resti impantanato ancora a lungo in commissione". La conferenza dei capigruppo del Senato è stata intanto convocata per domani alle 15 su sollecitazione del capogruppo Pd Zanda.

D'altronde la linea l'aveva ribadita anche il presidente del Consiglio Renzi. "Non apro bocca" ha detto oggi in merito al dibattito interno ai dem, ma le riforme vanno chiuse "entro il 15 ottobre", perché poi in Senato deve essere presentata la legge di Stabilità.

Boschi: "Sono ottimista, troveremo intesa"
Il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, ha minimizzato lo strappo interno al partito dopo le affermazioni dell'esponente della minoranza del Pd Doris Lo Moro che ha abbandonato la riunione sulle riforme. 
"Non è saltato alcun tavolo: mi dispiace per quello che dice la Lo Moro. Abbiamo lavorato seriamente per raggiungere un accordo su diversi punti" e "continueremo a lavorare. Sono ottimista, troveremo un'intesa" ha detto.

Lo Moro abbandona il tavolo
Ad un cronista che l'ha interpellata, Lo Moro, bersaniana doc, ha sottolineato che "c'è divergenza tra quello che viene comunicato all'esterno e quello che avviene nelle riunioni. Ho lasciato la riunione perché non era efficace restarci. Il tavolo ha enucleato i temi di discussione che sono politici e richiedono una soluzione politica e non istituzionale".   

All'esponente della minoranza dem è stato chiesto se, a parte l'Articolo 2 del Ddl, fosse stata raggiunta un'intesa su altri punti, come le funzioni del Senato. "Non c'è nessun accordo perché non ne abbiamo nemmeno parlato. Oggi i giornali scrivono che ieri c'è stato un accordo, ma ieri abbiamo parlato dell'Articolo 2 (composizione del Senato ndr) e non dell'Articolo 1 e delle funzioni del Senato".  "Siamo a un binario morto", ha concluso Lo Moro.

Nodo emendamenti 
In Commissione Affari istituzionali è iniziata oggi l'illustrazione degli emendamenti da parte dei presentatori. All'inizio della seduta, la presidente Anna Finocchiaro ha spiegato che i circa 2.800 emendamenti all'Articolo 2 del ddl Boschi saranno considerati inammissibili perché esso è stato votato in doppia lettura conforme sia al Senato che alla Camera.

Finocchiaro: Inammissibili modifiche all'art.2
L'Articolo 104 del regolamento di Palazzo Madama - ha ricordato la presidente della Commissione - permette di presentare emendamenti solo nelle parti del testo toccate da modifiche della Camera. Per questo motivo verranno ammessi gli emendamenti solo al comma 5 dell'Articolo 2, nel quale Montecitorio ha cambiato una preposizione ("nei" è diventato "dai"). Le modifiche ai testi approvati con doppia seduta conforme, ha sottolineato ancora Finocchiaro, sono modificabili solo se c'è l'accordo di tutti i gruppi parlamentari, secondo il principio del diritto parlamentare del 'nemine contradicente'.