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ITALIA

Boss della Camorra tra i capi dell'organizzazione

Roma: arresti per traffico illecito di rifiuti speciali.

I presunti affiliati ricevevano, trasportavano, cedevano e gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali

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Cumuli di rifiuti - immagine darchivio (La Presse)
Un'organizzazione criminale dedita al traffico illecito di rifiuti speciali è stata smantellata a Roma. Quattordici misure cautelari sono state eseguite nella Capitale, a Napoli e a Salerno con accuse per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti speciali. Le operazioni della polizia di Stato e della polizia provinciale, che portano avanti perquisizioni e sequestri, sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. 

C'era un boss della camorra, Pietro Cozzolino, tra i capi dell'organizzazione. Tra i capi dell'organizzazione, finalizzata alla raccolta di indumenti usati, prodotti tessili e accessori di abbigliamento da rivendere in diversi Paesi europei e africani è emersa la figura di Aniello Cozzolino, elemento di vertice dell'omonimo clan camorristico operante a Portici-Ercolano e territori limitrofi, condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e latitante dal 2008. 

Da quanto accertato dagli investigatori, i presunti affiliati all'associazione criminale ricevevano, trasportavano, cedevano e comunque gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali, con "condotte di falsità materiale e ideologica in atti pubblici".  I reati sono aggravati dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 146/2006, perché secondo le indagini avrebbero fornito il loro contributo nella commissione dei reati a vantaggio di un gruppo criminale organizzato impegnato in attivita' illecite in più di uno Stato. 

Rivendevano in Africa abiti donati
Gli arrestati  Rivendevano in Africa e nei Paesi dell'est Europa gli indumenti lasciati nei secchioni gialli della raccolta degli abiti usati. A quanto riferito dagli investigatori violando le normative sulla tutela ambientale e sullo smaltimento dei rifiuti speciali, saltavano le operazioni di igienizzazione e rivendevano all'estero gli indumenti. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Roma e dalla Polizia Provinciale, sono iniziate due anni fa e hanno documentato la partenza di container da Civitavecchia e Salerno diretti in Africa con oltre 3.000 tonnellate l'anno di indumenti. Dalle indagini sarebbe emerso inoltre che il materiale era provvisto di bolle di
accompagnamento false sull'avvenuta igienizzazione e fatturato solo in parte.