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ITALIA

Il magistrato di sorveglianza ha concesso la liberazione anticipata

Rudy Guede torna libero per fine pena: era stato condannato per l'omicidio di Meredith Kercher

Pur essendo stato l'unico condannato per l'omicidio di Meredith - "in concorso" con persone rimaste sconosciute - e non negando la sua presenza nella casa del delitto, compiuto a Perugia la sera del primo novembre del 2007, Guede ha sempre negato ogni responsabilità

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Rudy Guede torna, anche formalmente, libero per fine pena. Il magistrato di sorveglianza di Viterbo gli ha infatti concesso la liberazione anticipata prevista dalla legge sull'ordinamento penitenziario e  l'ufficio esecuzione della procura di Milano ha emesso l'ordine di scarcerazione. Il suo difensore, l'avvocato Fabrizio Ballarini, aveva avanzato la richiesta di concedere 45 giorni di sconto sul fine pena  che sarebbe arrivato il 4 gennaio 2022.

"Il mio primo pensiero va alla famiglia di Meredith Kercher che ha affrontato questa vicenda dolorosa", è il commento del legale di Guede a Rainews.it. "Stavo parlando con il dottor Mariani che lo ha seguito nel suo percorso di riabilitazione in carcere e sono molto soddisfatto della rieducazione che ha fatto. E' stato un percorso complicato che ha, comunque, trovato apprezzamento nella magistratura di sorveglianza che ha sempre accolto in prima battuta tutte le nostre richieste. Faccio gli auguri a Guede, per il suo futuro", ha continuato l'avvocato.



Di fatto Guede, unico condannato per l'omicidio di Meredith Kercher, è già libero da quasi un anno. Grazie infatti all'affidamento ai servizi sociali che gli è stato concesso a inizio dicembre 2020, non doveva tornare a dormire nel carcere (dove ha scontato quasi tutta la sua condanna a 16 anni di reclusione) dopo il volontariato svolto alla Caritas e come bibliotecario presso il Centro studi criminologici di Viterbo.

Pur essendo stato l'unico condannato per l'omicidio di Meredith Kercher - "in concorso" con persone rimaste sconosciute - e non negando la sua presenza nella casa del delitto, compiuto a Perugia la sera del primo novembre del 2007, Guede ha sempre negato ogni responsabilità. Ha sostenuto invece di avere cercato di soccorrere la studentessa inglese accoltellata mentre lui era in bagno. Alla sua identificazione la polizia arrivò dall'impronta di una mano insanguinata e da altre tracce di Dna. 

La notte dell'omicidio Guede scappò dalla casa di Meredith, raggiungendo poi la Germania dove venne arrestato il 20 novembre del 2007. Condotto in Italia è stato l'unico dei coinvolti nella vicenda a essere processato e condannato con rito abbreviato. Gli altri due imputati, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, sono stati assolti in via definitiva dalla Cassazione.

In carcere Guede si è laureato (con 110 e lode) in Scienze storiche del territorio e della cooperazione internazionale, proseguendo poi gli studi di narrazione cinematografica. 

Raffaele Sollecito: "Per le sue bugie Amanda e io abbiamo rischiato la condanna"
Raffaele Sollecito, assolto in via definitiva insieme ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher, commenta la liberazione di Guede: "Mi dispiace solo che non si sia mai pentito di quello che ha fatto, di aver ammazzato una povera ragazza - continua - Mi dispiace che sono stato quattro anni in carcere e io e Amanda abbiamo rischiato di essere condannati a una pena per una cosa che non abbiamo fatto anche grazie alle sue bugie".  "Davanti alla televisione ha cambiato le sue dichiarazioni cercando di mettere in mezzo la mia figura e quella di Amanda in questo delitto", ha concluso.

Legale famiglia Kercher: "Pena bassa rispetto a evento"
"Rudy Guede ha fatto la sua corsa, quello che l'ordinamento penitenziario gli permette" ma c'è da dire che "da un punto di vista morale, della giustizia concreta e effettiva, evidentemente la pena che ha scontato è molto bassa rispetto alla tragicità dell'evento": è il commento all'Ansa dell'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia di Meredith Kercher. "Rudy era in affidamento in prova - ha detto il penalista -, la liberazione anticipata e la riduzione della pena è una questione matematica su cui c'è poco da dire. Magari, appunto, c'è da fare una valutazione generale sulla effettiva pena scontata ma è più che altro morale rispetto al fatto e alla gravità dell'omicidio".