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MONDO

Stati Uniti

Russiagate, ex consigliere di Trump Flynn pronto a testimoniare. "Ma solo in cambio dell'immunità"

A rivelarlo il Wall Street Journal. "Il generale Flynn ha sicuramente una storia da raccontare e  ha molta voglia di farlo, se le condizioni lo permetteranno. Nessuna persona ragionevole si sottoporrebbe a domande in un contesto cosi' fortemente politicizzato e di caccia alle streghe, rischiando un'ingiusta azione penale", ha dichiarato in una nota l'avvocato di Flynn. Trump appoggia l'imminità in un tweet: "Caccia alle streghe di proporzioni storiche"

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L'ex consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Donald Trump, Michael Flynn, e' pronto a testimoniare davanti alle commissioni parlamentari che hanno aperto inchieste sul 'Russiagate' ma solo in cambio dell'immunita'.

Lo ha rivelato il Wall Street Journal, sostenendo che l'ex generale ha presentato questa offerta all'Fbi  e ad alcuni parlamentari delle commissioni del Congresso che stanno indagando sulle ingerenze russe nel processo elettorale Usa e sui legami di Trump con Mosca. 

"Il generale Flynn ha sicuramente una storia da raccontare e  ha molta voglia di raccontarla, se le condizioni lo permetteranno. Nessuna persona ragionevole si sottoporrebbe a domande in un contesto cosi' fortemente politicizzato e di caccia alle streghe, rischiando un'ingiusta azione penale", ha dichiarato in una nota l'avvocato di Flynn,  Robert Kelner, dopo le anticipazioni del Wsj, senza esplicitamente menzionare la richiesta di immunita'.

E qualche ora dopo, è arrivato il plauso di Donald Trump. Con un tweet.



Il presidente della commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti, Devin Nunes, tramite un suo portavoce, ha fatto sapere di non aver ricevuto da Flynn alcuna richiesta di immunita'. Flynn, advisor del miliardario anche durante le presidenziali, e' stato costretto a dimettersi lo scorso 13 febbraio, ammettendo di avere "inavvertitamente dato informazioni imprecise" al vice presidente, Mike Pence, e alla stampa, sulle sue conversazioni con l'ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak, con il quale ha discusso delle sanzioni americane contro Mosca mentre era ancora un semplice privato cittadino. Altri tre ex collaboratori di Trump, sempre al  centro delle indagini sulla Russia-connection,  hanno gia' fatto sapere, tramite i loro avvocati, che testimonieranno, senza la promessa di immunita'. Si tratta dell'ex presidente della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort, e degli ex adviser Roger Stone e Carter Page. Lo scorso anno, durante un'intervista alla Msnbc,  Flynn disse che quando si chiede l'immunita' "probabilmente significa che e' stato commesso un crimine", come hanno immediatamente ricordato i parlamentari democratici che gridano allo scandalo in Congresso.


Si complica intanto la posizione del presidente della commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti, Devin Nunes, considerato troppo vicino a Trump per guidare un'inchiesta credibile sul Russiagate. Secondo il New York Times, sono due dirigenti della Casa Bianca le sue fonti di informazioni sui dossier dei servizi che dimostrerebbero come collaboratori di Trump sarebbero stati "accidentalmente" intercettati durante la campagna elettorale. Il presidente ha accusato il suo predecessore, Barack Obama, di averlo fatto spiare.  Nunes, nei giorni scorsi, aveva annunciato di aver fatto questa scoperta e di aver informato il presidente, prima ancora  di parlarne con i suoi colleghi in commissione. Gli informatori di Nunes sarebbero Ezra Cohen-Watnick, direttore per l'intelligence del National Security Council e Michael Ellis, un legale che lavora alla Casa Bianca e che in passato e' stato membro della commissione Intelligence della Camera.


Il generale licenziato da Obama che odia l'Islam: chi è Michael Flynn
Flynn è stato nominato Consigliere per la Sicurezza nazionale lo scorso novembre e prima era stato advisor di Trump durante la campagna elettorale, dimostrandosi un "perfetto surrogato" - per usare un'espressione del Politico - contro la democratica Hillary Clinton, attaccata per aver messo a rischio informazioni classificate con l'utilizzo di un server di posta privato quando era segretario di Stato.

Ci sarebbe Flynn dietro il  disprezzo di Trump per l'accordo sul nucleare iraniano e la strategia aggressiva nei confronti dell'Islam radicale.

I democratici lo hanno sempre accusato di essere islamofobo e simpatizzante del presidente russo Vladimir Putin. Registrato tra gli elettori democratici, vanta 33 anni di carriera militare, con posizioni di primo piano, dalla guida di missioni Nato in Afghanistan e in Iraq fino alla direzione della Dia (Defence Intelligence Agency) dal 2012 al 2014, quando e' stato licenziato dal presidente Barack Obama.

Nel suo saggio "The Field of Fight", scritto insieme allo storico Michael Ladeen, Flynn descrive se stesso come poco devoto al politicamente corretto e accusa Obama di avergli dato il benservito perche' si era permesso di dire che gli Usa stavano perdendo terreno contro il terrorismo. Pochi minuti dopo la diffusione della notizia sul ruolo offerto all'ex generale, Yahoo News ha scritto che Flynn ha iniziato a ricevere i bollettini classificati sulla sicurezza nazionale dalla scorsa estate, mentre e' titolare di una societa' di consulenza di intelligence che fornisce servizi a societa' straniere, la Flynn Intelligence Group (Fig), fondata nel 2014, dopo aver lasciato la Dia, insieme a  Bijan R. Kian,  figura di spicco della comunità iraniana negli Usa.