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ITALIA

Pubblicati dal Ministero della salute due rapporti

Sanità: solo 9 regioni sono "in regola" con i Livelli essenziali di assistenza

Solo 9 regioni italiane, sulle 16 analizzate, risultano in regola con i Livelli essenziali di assistenza e solo 8 rispettano i 38 adempimenti per accedere a una quota premio del fondo sanitario nazionale. Prima la Toscana, maglia nera alla Puglia

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Roma
Solo 9 regioni italiane risultano in regola con i Livelli essenziali di assistenza, ovvero le cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale. Lo certifica il ministero della Salute con i due i rapporti Lea appena pubblicati.

Delle 16 regioni monitorate (non compaiono quelle a statuto speciale) solo 9 sono state promosse. Sul podio Toscana, Emilia Romagna e Piemonte. Ultima in classifica, la Puglia.

Nei due Rapporti pubblicati dal ministero della Salute risultano ancora troppi parti cesarei, pochi vaccini e varie aree dell'assistenza ancora da migliorare. 

Il dato positivo di tutte le Regioni si evidenzia nella diminuzione dei ricoveri ospedalieri e nell'aumento della appropriatezza dell'assistenza.

Le note negative riguardano però la copertura vaccinale nei bambini fino a 24 mesi e quella per la vaccinazione antinfluenzale nell'anziano, che ''fanno registrare un complessivo peggioramento in tutto il Paese''.

La percentuale di cesarei primari, si legge nel Rapporto, ''è ancora elevata ed in particolare in alcune realtà regionali si osserva addirittura un aumento dei valori percentuali''. Anche la percentuale di pazienti con frattura del femore operati entro 2 giorni ''non raggiunge ancora livelli soddisfacenti, pur osservando in alcune Regioni un netto miglioramento''.

Il Rapporto sui Lea riguarda 38 adempimenti che le Regioni devono rispettare per accedere a una quota premio del fondo sanitario nazionale, come l'attivazione di flussi informativi sulle liste di attesa e la riorganizzazione del percorso nascita. Sulle 16 monitorate solo 8 regioni sono in regola: Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto.

Per le rimanenti 8, quelle che hanno sottoscritto un Piano di rientro, pur registrando un progressivo miglioramento sulla riorganizzazione del sistema informativo e delle reti assistenziali, ''persistono significative inadempienze, come la riorganizzazione dei punti nascita, le cure palliative, la prevenzione e la riorganizzazione della rete dei laboratori''.

Il secondo Rapporto, invece, riguarda il monitoraggio dei Lea realizzato attraverso l'utilizzo di un set di 32 indicatori (Griglia Lea) che fotografa la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini l'erogazione dell'assistenza secondo standard di appropriatezza e qualità. Nel 2013, sulle 16 Regioni monitorate, sono 9 quelle adempienti in base alla griglia: Toscana, Emilia R., Piemonte, Marche, Veneto, Lombardia, Liguria, Umbria, Sicilia. Rispetto al 2012, si osserva un miglioramento per la Sicilia e per la Campania.