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ITALIA

Il caso

Sassari: no della scuola multietnica alla visita pre-natalizia del vescovo, è polemica

La decisione del consiglio degli insegnanti: "Sì a lavoro comune con la diocesi per favorire l'integrazione, ma niente visita pastorale nelle classi". Nello storico istituto primario San Donato, laboratorio avanzato di multiculturalità, 122 scolari su 250 non sono cattolici

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È polemica a Sassari per la decisione della scuola elementare di San Donato di negare al vescovo, Paolo Atzei, la visita pastorale. "Non ne faccio una questione personale, ma se una scuola elimina così un vescovo mi chiedo cosa possa insegnare in termini di tolleranza e di rispetto. Questo becero modo di pensare appartiene a docenti ancora fermi a cinquant'anni fa", attacca il monsignore.    

L'arcivescovo avrebbe dovuto visitare la scuola elementare, tra le più antiche di Sassari, da anni considerata un eccellente laboratorio in tema di integrazione, multiculturalità e rispetto reciproco. San Donato è frequentata da 250 bambini, 122 dei quali non sono né italiani né cattolici. Il dato ha indotto la preside e gli insegnanti a negare la visita dell'arcivescovo per rispetto delle differenti sensibilità religiose.    

"È un atteggiamento assurdo, una decisione presa senza consultare i genitori e senza considerare il ruolo della chiesa in quello specifico contesto, in cui è molto presente - insiste il vescovo -. Ci prendiamo cura di tutti, io personalmente assisto tre famiglie musulmane con cui ho un rapporto di grande confidenza".    

Secondo mons. Atzei, "non è possibile poter ancora pensare che la visita in una scuola elementare serva per fare opera di proselitismo". Critico anche il professor Francesco Falchi, ordinario di Diritto canonico, esperto di Storia dei rapporti tra Stato e Chiesa. "Non vedo perché un'autorità religiosa non debba essere accolta e ascoltata esattamente come quelle di altre confessioni - dice - la visita pastorale non è un momento di preghiera, ma un'occasione di apertura che può essere estesa anche ad altri testimoni e ad altri temi, compresi quelli di carattere laico".    

Non volendo rispondere negativamente alla proposta del vescovo, la dirigente scolastica Patrizia Mercuri aveva proposto al consiglio docenti di valutare la possibilità che l'incontro si svolgesse in chiesa e coinvolgesse solo i bambini cattolici o quelli che non appartengono dichiaratamente ad altre confessioni religiose. Concordi con la preside sulla necessità di rispettare le sensibilità di tutti, i docenti hanno invece deciso che l'incontro prenatalizio non si farà neanche fuori dalle mura scolastiche, se non con il coinvolgimento dei genitori.    

Il caso scuote la città. Il sindaco Nicola Sanna invita ad "abbattere gli steccati e creare dialogo e confronto". Secondo il primo cittadino, "integrazione vuol dire conoscenza del prossimo, perciò questo episodio costituisce un passo indietro rispetto a quello che questa scuola rappresenta". Perentorio Giancarlo Carta, consigliere comunale di Forza Italia: "Sollevare muri come ha fatto la scuola di San Donato non serve alla causa dell'integrazione". Il coordinatore regionale dello stesso partito, l'ex governatore Ugo Cappellacci, parla di "un'autocensura preventiva delle nostre tradizioni e del credo di molti italiani" e chiede al ministro Giannini e all'assessore regionale della Giunta Pigliaru "di intervenire per bloccare questa singolare emulazione del caso Rozzano e garantire quello che in Italia dovrebbe essere pacifico: la piena libertà di seguire le nostre tradizioni".