Original qstring: refresh_ce | /dl/archivio-rainews/articoli/Sbarco-presunti-migranti-coste-siciliane-fermate-13-persone-6889acc4-dbe2-46c9-9e57-42469e03cdd9.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Operazione della Guardia di Finanza

Sbarchi di presunti jihadisti sulle coste siciliane, fermate 13 persone

Coinvolte persone di nazionalità marocchina, tunisina e italiana. Uno dei fermati voleva andare in Francia per compiere attentati

Condividi
La Guardia di Finanza di Palermo ha scoperto sbarchi fantasma di migranti, tra i quali presunti jihadisti, partiti dalla Tunisia e diretti verso le coste siciliane a bordo di veloci gommoni.  Tredici persone sono state fermate. Tra questi, un sospetto terrorista, che in una conversazione intercettata con un complice di nazionalità marocchina esprimeva l’intenzione di andare in Francia per compiere “azioni pericolose a seguito delle quali avrebbe potuto non fare ritorno”, invitando anche il suo interlocutore a pregare per lui, confidando nell’aiuto di Dio “per compiere quel che doveva fare”. Bloccate almeno tre traversate previste oggi nel Canale di Sicilia.

L’inchiesta è la prosecuzione di quella che la scorsa estate aveva portato a 17 fermi. L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ed eseguita dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo e della Compagnia di Marsala. I 13 provvedimenti di fermo sono stati emessi nei confronti di cittadini di nazionalità tunisina, marocchina e italiana “appartenenti ad un’organizzazione criminale di carattere transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri”. Le Fiamme Gialle stanno eseguendo numerose perquisizioni presso le abitazioni e i luoghi utilizzati dal sodalizio criminale come basi operative per la gestione dei traffici illeciti.

“L’associazione, capeggiata da pericolosi pregiudicati tunisini, operava prevalentemente mediante trasporti veloci, per i quali utilizzava gommoni carenati con potenti motori fuoribordo ed esperti scafisti nel braccio di mare tra la provincia tunisina di Nabeul e quella di Trapani – spiegano gli inquirenti – consentendo agli immigrati di clandestini di raggiungere le coste italiane in poco meno di quattro ore di navigazione. Ogni viaggio, per il quale venivano imbarcate dalle 10 alle 15 persone, che pagavano tra i tremila e i cinquemila euro a testa, prevedeva anche il trasporto di sigarette di contrabbando, destinate al mercato nero italiano, in particolare quello palermitano”. Il lucroso traffico poteva dunque fruttare fino a 70 mila euro a viaggio.