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ITALIA

Palazzo di Giustizia

Scontro nella procura di Milano, il vice Robledo denuncia Bruti Liberati

Secondo il procuratore aggiunto Alfredo Robledo si stanno violando le regole di specializzazione e si assegnano i fascicoli più delicati agli aggiunti Ilda Boccassini e Francesco Greco

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Il procuratore Edmondo Bruti Liberati (foto Ansa)
Milano
In Procura, a Milano, il vicecapo Alfredo Robledo “denuncia” al Csm una serie di "non più episodici comportamenti" con i quali il procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati, "ha turbato e turba la regolarità e la normale conduzione dell'ufficio" svuotando il pool anticorruzione. Secondo l'aggiunto Robledo, si stanno violando le regole di specializzazione e si assegnano i fascicoli più delicati agli aggiunti Ilda Boccassini e Francesco Greco: dal caso Ruby a quello che riguarda Roberto Formigoni e il crac del San Raffaele, fino all'inchiesta Gamberale-Sea e a una nuova, e ancora segreta, inchiesta di tangenti. Al punto che Robledo, con un'iniziativa senza precedenti nella procura che fu di Borrelli e D'Ambrosio, giunge a denunciare al Consiglio superiore della magistratura l'asserita "violazione dei criteri di organizzazione vigenti nell'ufficio sulla competenza interna".

"Volano gli stracci" in Procura a Milano, con l'aggiunto Alfredo Robledo che ha inviato un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura contro il suo capo, Edmondo Bruti Liberati, lamentando una presunta irregolarità nell'assegnazione dei fascicoli.

Una mossa quella di Robledo che è arrivata dopo anni di attriti più o meno sotterranei e striscianti noti agli addetti ai lavori, avvocati compresi, e che quindi, alla fine, come qualcuno ha commentato, "non è stata una sorpresa più di tanto", e sulla quale da parte del diretto interessato non c'è stato alcun commento.

L'aggiunto, che dal luglio 2010  è il capo del pool anticorruzione, come si legge nell'esposto datato 12 marzo ma trasmesso venerdì scorso, ha "avvertito l'obbligo di comunicare alcuni fatti e comportamenti posti in essere" da Bruti "che non ritengo possano più essere valutati come episodici e che, in considerazione del loro ripetersi, hanno turbato e turbano il regolare svolgimento della funzione nell'ufficio e la sua normale conduzione". Con questa premessa Robledo ritiene che alcuni tra i fascicoli più delicati che, a suo avviso, avrebbero dovuti essere trattati da lui e il suo dipartimento, siano stati assegnati ai colleghi, anche loro aggiunti, Francesco Greco, Ilda Boccassini e Piero Forno: dalla cosiddetta indagine su Ruby - compreso l'ultimo filone nei confronti di Silvio Berlusconi, i suoi avvocati, la stessa ragazza marocchina e una serie di testimoni -, a quella sul dissesto del San Raffaele da cui è nato il capitolo in cui è l'ex Governatore lombardo Roberto Formigoni è imputato per corruzione. Da quella che riguarda il caso Gamberale-Sea - nell'esposto è allegata una lettera del 23 marzo 2012 in cui Bruti si sarebbe assunto la responsabilità della fascicolo dimenticato nel cassetto e si sarebbe detto preoccupato per l'immagine dell'Ufficio per via del ritardo della sua assegnazione -, fino a una nuova inchiesta, ancora coperta dal segreto istruttorio, avviata dalla Dda nell'aprile di due anni fa, poi coassegnata anche a lui, ma, scrive Robledo, fatta "per opportunità" coordinare a Ilda Boccassini benché, a suo dire, riguarderebbe episodi di corruzione.

E mentre Bruti ha liquidato i cronisti con un "non ho niente da dire, nessun commento da fare" - sulla stessa linea Greco - nel pomeriggio il vice presidente del Csm Michele Vietti ha spiegato che l'esposto non era ancora arrivato. Ma, intanto, i consiglieri di Magistratura Indipendente, la corrente alla quale sarebbe vicino Robledo, hanno chiesto al Comitato di presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura l'apertura di una pratica sul caso da assegnare alla Commissione competente sui trasferimenti d'ufficio.