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ITALIA

Niente coperture per 4mila insegnanti

Scuola, sì della Camera, ma la Ragioneria blocca la "quota 96"

La Camera ha approvato il decreto legge sugli scatti di stipendio per il personale scolastico. Ma per i 4mila docenti della cosiddetta "quota 96" arriva lo stop della Ragioneria di Stato: "Non è idonea una copertura di oneri certi con economie di entità incerta"

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Scuola (immagine d'archivio)
Mentre la Camera ha approvato definitivamente il decreto legge sugli scatti di stipendio del personale della scuola, presentato dal governo lo scorso 23 gennaio, la Ragioneria generale dello Stato ha bocciato le coperture alla proposta di legge (un testo unificato) che punta a derogare la legge Monti-Fornero sulle pensioni per circa 4mila insegnanti (cosiddetta Quota 96). Il provvedimento sugli scatti di stipendio, già approvato al Senato, è passato alla Camera diventando legge con 416 voti a favore, un contrario e 97 astenuti. Ad astenersi sono stati i gruppi del Prc e di M5S.

Il disegno di legge scongiura la restituzione di somme già percepite dai docenti  -  150 euro su cui si era scatenata una polemica -  e dal personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) per mansioni aggiuntive già svolte, ma che rientravano nel blocco degli scatti. 

Per circa 4mila insegnanti che avevano maturato nel 2012, secondo la normativa precedente, i requisiti per andare in pensione (quota 96 trà età anagrafica e anni di servizio) non ci sono novità positive perché la Ragioneria dello Stato dice che non ci sarebbe copertura per evitare di trattenerli a lavoro. La cosidetta quota 96 fu surclassata dalla riforma Fornero per cui coloro che avevano già presentato la domanda per andare in pensione vennero trattenuti in servizio.

La Ragioneria di Stato ha 'bocciato'  la proposta di legge su "Quota 96", che mirava a esonerare dall'allungamento dell'età per la pensione di questi 4mila docenti. Per la Ragioneria, infatti, non è "idonea una copertura di oneri certi con economie di entità incerta". 

Nella relazione tecnica al provvedimento si individuano in 4mila i beneficiari della "deroga" e si valutano in 35 milioni di euro nel 2014, 105 milioni nel 2015, 101 milioni nel 2016, 94 nel 2017 e 82 nel 2018 gli oneri per l'Inps. La ragioneria dà quindi parere negativo alla relazione tecnica perchè la copertura finanziaria del testo unificato risulta inidonea.